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Rinuncia Al Ricorso — Anno 2026

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401 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Rinuncia Al Ricorso

Provvedimenti

Truffa militare aggravata: condanna definitiva dopo la rinuncia.
Un ufficiale dell'Arma dei Carabinieri è stato condannato per truffa militare aggravata e falso in certificazioni di viaggio. La Corte militare d'appello aveva parzialmente riformato la sentenza di primo grado, rideterminando la pena in sei mesi di reclusione militare e dichiarando il difetto di giurisdizione per il reato di falso, rimesso al giudice ordinario. Il militare ha proposto ricorso in Cassazione, ma il suo difensore, munito di procura speciale, ha successivamente depositato un atto di rinuncia. La Suprema Corte ha quindi dichiarato l'inammissibilità del ricorso, confermando la condanna definitiva e disponendo il pagamento delle spese processuali, oltre a una sanzione di cinquecento euro in favore della Cassa delle ammende per la mancata esclusione di colpa nella causa di inammissibilità.
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Restituzione nel termine: la rinuncia al ricorso
L'imputato ha impugnato l'ordinanza della Corte d'appello che negava la restituzione nel termine per proporre appello contro una sentenza di condanna. Il ricorrente lamentava la mancata conoscenza del processo, svoltosi in sua assenza, e l'inefficacia delle notifiche effettuate al difensore. Tuttavia, prima della decisione della Suprema Corte, il nuovo difensore dell'imputato ha depositato un atto di rinuncia al ricorso munito di procura speciale. La Corte di Cassazione ha dunque dichiarato l'inammissibilità del ricorso per sopravvenuta rinuncia, condannando il ricorrente al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Rinuncia al ricorso: inammissibilità e costi
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile l'impugnazione presentata da un indagato sottoposto agli arresti domiciliari per reati inerenti agli stupefacenti. Nonostante i motivi iniziali riguardassero la carenza di indizi e di esigenze cautelari, la decisione è scaturita dalla formale rinuncia al ricorso presentata tramite procuratore speciale. Tale atto ha comportato la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria in favore della Cassa delle ammende.
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Rinuncia al ricorso: estinzione del giudizio civile
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio relativo a una controversia per occupazione senza titolo a seguito della rinuncia al ricorso presentata dai ricorrenti. Tale rinuncia è stata formalizzata dopo la fissazione dell'adunanza camerale e ha ricevuto l'accettazione rituale da parte della società controricorrente. In conformità agli articoli 390 e 391 del codice di procedura civile, i giudici hanno preso atto della concorde volontà delle parti di porre fine alla lite, stabilendo inoltre che non vi fosse luogo a provvedere sulle spese legali proprio in virtù dell'accettazione della controparte.
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Rottamazione quater: stop al ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato da due contribuenti relativo a una cartella di pagamento IRPEF. La decisione è maturata a seguito della scelta dei ricorrenti di aderire alla rottamazione quater, prevista dalla Legge di Bilancio 2023. Attraverso il deposito di un formale atto di rinuncia, i contribuenti hanno manifestato la volontà di definire agevolatamente la propria posizione debitoria, determinando così una sopravvenuta carenza di interesse alla prosecuzione del giudizio di legittimità. La Corte ha pertanto preso atto della cessazione della materia del contendere, disponendo la compensazione delle spese di lite.
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Rinuncia al ricorso: guida alla chiusura del processo
Una società immobiliare ha presentato rinuncia al ricorso in Cassazione a seguito di un accordo transattivo raggiunto con uno studio professionale. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del processo, rilevando la validità dell'atto di rinuncia depositato prima dell'adunanza. La decisione chiarisce inoltre che in caso di estinzione per rinuncia non è dovuto il raddoppio del contributo unificato, poiché tale sanzione non è prevista per la chiusura volontaria del giudizio.
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Rinuncia al ricorso: effetti e costi in Cassazione
La Corte di Cassazione ha affrontato il caso di un soggetto che aveva impugnato il diniego di misure alternative alla detenzione, quali l'affidamento in prova e la detenzione domiciliare. Successivamente alla presentazione del ricorso, il difensore ha depositato una formale rinuncia al ricorso tramite posta elettronica. La Suprema Corte, preso atto della volontà della parte, ha dichiarato l'inammissibilità dell'impugnazione ai sensi del codice di procedura penale. Tale decisione ha comportato la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria in favore della Cassa delle Ammende, evidenziando le conseguenze economiche della rinuncia tardiva.
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Rinuncia al ricorso in Cassazione: le conseguenze
Un soggetto condannato per reati contro il coniuge ha impugnato il diniego delle misure alternative alla detenzione, quali l'affidamento in prova e la detenzione domiciliare. Il Tribunale di Sorveglianza aveva motivato il rifiuto evidenziando la mancanza di prove sulla riconciliazione familiare e l'assenza di precedenti permessi premio. Prima della decisione della Suprema Corte, il ricorrente ha presentato una formale rinuncia al ricorso tramite PEC. La Corte di Cassazione ha dunque dichiarato l'inammissibilità dell'impugnazione per intervenuta rinuncia al ricorso, condannando il soggetto al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Rinuncia al ricorso: estinzione e sanzioni finanziarie
Un ex dirigente di un istituto bancario ha impugnato una sanzione amministrativa pecuniaria inflitta dall'Autorità di vigilanza per violazioni della normativa sull'intermediazione finanziaria. Dopo il rigetto dell'opposizione in secondo grado, il soggetto ha presentato ricorso in Cassazione. Tuttavia, durante la fase di legittimità, il ricorrente ha formalizzato la propria rinuncia al ricorso, accettata dall'Autorità. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio, confermando che tale esito esclude l'obbligo del versamento del doppio contributo unificato, tipico dei casi di rigetto integrale o inammissibilità.
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Rinuncia al ricorso: estinzione e sanzioni pecuniarie
Una società ha impugnato in Cassazione una sentenza relativa alla validità di una fideiussione bancaria, contestando clausole vessatorie e violazioni antitrust. Dopo una proposta di definizione accelerata del giudizio, la società ha presentato formale rinuncia al ricorso, accettata dall'istituto bancario. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del processo per rinuncia al ricorso, disponendo la compensazione delle spese tra le parti ma condannando la ricorrente a una sanzione pecuniaria di 1.000 euro in favore della Cassa delle ammende per condotta processuale.
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Rinuncia al ricorso: estinzione del giudizio civile
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione di un giudizio relativo a danni da infiltrazioni e compensi professionali a seguito della rinuncia al ricorso presentata da un condominio. Poiché le controparti hanno formalmente accettato la rinuncia, i giudici hanno applicato la disciplina che prevede la chiusura del processo senza alcuna pronuncia sulle spese legali e senza l'obbligo di versare l'ulteriore importo del contributo unificato.
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Rinuncia al ricorso: effetti e spese in Cassazione
Una societa operante nel settore turistico ha presentato ricorso in Cassazione contro una decisione del Consiglio di Stato relativa a procedure di esproprio. Prima della decisione, la societa ha depositato una formale **rinuncia al ricorso** a seguito di una definizione bonaria della controversia raggiunta con l ente pubblico e la societa controinteressata. La Suprema Corte, riunita a Sezioni Unite, ha dichiarato l estinzione del giudizio, confermando che la rinuncia produce effetti anche senza l accettazione delle controparti e disponendo la compensazione delle spese legali.
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Rinuncia al ricorso: estinzione del giudizio tributario
Una società agricola ha impugnato un avviso di accertamento TARI emesso da un ente locale. Dopo una decisione sfavorevole in appello, la contribuente ha proposto ricorso in Cassazione. Nelle more del giudizio, le parti hanno raggiunto un accordo transattivo stragiudiziale, portando la società a presentare una formale rinuncia al ricorso. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio, rilevando che la rinuncia è stata tempestiva e accettata dalla controparte. Tale procedura evita la condanna alle spese e l'applicazione del raddoppio del contributo unificato, poiché la causa non si conclude con un rigetto nel merito.
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Rinuncia al ricorso: estinzione del giudizio tributario
Un ente locale ha presentato ricorso in Cassazione contro una sentenza riguardante l'accertamento TARES emesso nei confronti di una società agricola. Successivamente, le parti hanno raggiunto un accordo transattivo extragiudiziale, portando l'ente a depositare una formale rinuncia al ricorso. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio, confermando che la rinuncia è un atto che non richiede accettazione per determinare la fine del processo. Inoltre, è stata esclusa l'applicazione del raddoppio del contributo unificato, poiché la chiusura del caso non è derivata da un rigetto o da un'inammissibilità, ma da una scelta volontaria delle parti.
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Rinuncia al ricorso: conseguenze legali e penali
La Corte di Cassazione si è pronunciata su un caso di violazione della normativa sugli stupefacenti, dove l'imputato aveva inizialmente contestato la mancata riqualificazione del fatto come di lieve entità. Tuttavia, durante la pendenza del giudizio di legittimità, il ricorrente ha formalizzato la propria rinuncia al ricorso. Tale atto ha determinato l'inammissibilità dell'impugnazione ai sensi dell'articolo 591 del codice di procedura penale. La Suprema Corte ha dunque confermato la condanna precedente, disponendo altresì il pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria in favore della Cassa delle Ammende, non ravvisando l'assenza di colpa nella determinazione della causa di inammissibilità.
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Rinuncia al ricorso: effetti e costi in Cassazione
Il caso esaminato riguarda un imputato condannato per reati in materia di stupefacenti a seguito di patteggiamento. Il ricorrente aveva inizialmente impugnato la sentenza lamentando la mancanza di motivazione riguardo alla confisca di due telefoni cellulari. Tuttavia, prima della decisione, il difensore munito di procura speciale ha presentato formale rinuncia al ricorso. La Suprema Corte ha dunque dichiarato l'inammissibilità dell'impugnazione, confermando che la rinuncia al ricorso comporta l'onere delle spese processuali e il versamento di una somma alla Cassa delle Ammende, non ravvisando l'assenza di colpa nella proposizione dell'atto.
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Rinuncia al ricorso: inammissibilità e costi
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso presentato da un imputato avverso una sentenza della Corte di Appello. Il ricorso, incentrato esclusivamente sul trattamento sanzionatorio, è stato oggetto di una formale rinuncia al ricorso depositata dal difensore munito di procura speciale. Tale atto ha determinato la sopravvenuta carenza di interesse, portando alla condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria di tremila euro in favore della Cassa delle Ammende.
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Rinuncia al ricorso: stop a spese e sanzioni
Un imputato per reati tributari ha presentato ricorso contro il rigetto di un'istanza di dissequestro somme. Successivamente, tramite un nuovo difensore munito di procura speciale, ha depositato una formale rinuncia al ricorso. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità dell'impugnazione. Tuttavia, i giudici hanno stabilito che non sussistono i presupposti per la condanna alle spese processuali o alla Cassa delle Ammende. Tale decisione deriva dall'eccessivo ritardo nella trasmissione degli atti (quasi dieci anni), che ha determinato una sopravvenuta carenza di interesse non imputabile al ricorrente.
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Rinuncia al ricorso: effetti sulle spese legali
Un imputato ha presentato ricorso per Cassazione contro il rigetto di una revoca di misura cautelare per reati di droga, contestando l'uso di intercettazioni. Dopo oltre dieci anni dal deposito, a causa del ritardo nella trasmissione degli atti, il difensore ha depositato una formale rinuncia al ricorso. La Suprema Corte ha dichiarato l'inammissibilità per rinuncia al ricorso, escludendo però la condanna alle spese processuali e alla Cassa delle Ammende, poiché il venir meno dell'interesse dipendeva da cause esterne e non dalla volontà del ricorrente.
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Buoni Postali Fruttiferi: quali interessi spettano?
La Corte di Cassazione ha affrontato una controversia relativa al calcolo degli interessi maturati su Buoni Postali Fruttiferi delle serie Q/P e Q emessi tra il 1987 e il 1989. Una risparmiatrice contestava i tassi applicati, richiedendo l'applicazione degli interessi maggiorati previsti per le transazioni commerciali (Art. 1284, comma 4, c.c.). Dopo la rinuncia al ricorso principale da parte della risparmiatrice, la Corte ha accolto il ricorso incidentale della società postale. La decisione stabilisce che non è applicabile il tasso di interesse 'aggravato' se il ritardo nel pagamento non è imputabile al debitore, specialmente quando il creditore ha rifiutato senza giustificato motivo il pagamento delle somme calcolate secondo la normativa vigente.
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