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Rinuncia Al Ricorso — Anno 2022

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611 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Rinuncia Al Ricorso

Provvedimenti

Azione revocatoria e tutela crediti: rinuncia al ricorso
Un garante di un debito societario ha donato alla propria figlia diritti immobiliari su diversi beni. La banca creditrice ha promossa un'azione revocatoria per rendere inefficace la donazione e tutelare il proprio credito. I giudici di merito hanno accolto la domanda dell'istituto di credito. Le parti debitrici hanno quindi impugnato la decisione in Cassazione. Tuttavia, prima dell'udienza, il garante e la figlia hanno depositato formale atto di rinuncia al ricorso, regolarmente accettato dalla società di recupero crediti intervenuta. La Suprema Corte ha preso atto dell'accordo, dichiarando estinto il processo e disponendo la compensazione delle spese tra le parti.
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Rinuncia al ricorso tributario ed esenzione dal raddoppio spese
Un ente religioso ha impugnato un avviso di accertamento ICI emesso dal Comune per gli anni dal 2002 al 2006. Durante il giudizio di Cassazione, l'ente contribuente ha depositato formale atto di rinuncia per aver definito bonariamente la vertenza con l'amministrazione locale. Il Comune ha notificato la propria adesione alla richiesta di chiusura della causa. I giudici supremi hanno dichiarato l'estinzione del processo a seguito della formale rinuncia al ricorso tributario, compensando integralmente le spese di lite tra le parti ed escludendo il raddoppio del contributo unificato.
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Docente vs Ministero: Reiterazione Contratti a Tempo Determinato e Rinuncia
Una docente ha contestato la legittimità della **reiterazione contratti a tempo determinato** con il Ministero, chiedendo la conversione del rapporto a tempo indeterminato e il risarcimento danni. La Corte d'Appello ha respinto le sue richieste, ritenendo che la successiva stabilizzazione della docente avesse già sanato l'abuso. La docente ha proposto ricorso in Cassazione. Tuttavia, ha poi rinunciato al ricorso. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per sopravvenuta carenza di interesse, poiché la rinuncia, sebbene non notificata formalmente, ha dimostrato il venir meno dell'interesse della ricorrente. Le spese legali sono state compensate.
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Contestazione accertamento IMU: Rinuncia in Cassazione, Giudizio Estinto
Un'Azienda ha contestato un accertamento IMU emesso da un Ente di Riscossione, sostenendo la mancanza di motivazione e l'impossibilità di determinare il valore dei beni. Dopo aver perso nei primi due gradi di giudizio, l'Azienda ha presentato ricorso in Cassazione. Tuttavia, ha successivamente rinunciato al ricorso. La Corte di Cassazione ha preso atto della rinuncia, dichiarando l'estinzione del giudizio e la compensazione delle spese legali tra le parti. Questo chiude la controversia senza una decisione sul merito della contestazione accertamento IMU.
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Azione revocatoria ordinaria: vendita immobile e rinuncia
Una società finanziaria ha promosso una azione revocatoria ordinaria contro un debitore. L'uomo aveva venduto un proprio immobile a un professionista e aveva poi ceduto in pegno a una banca il credito derivante dal prezzo della compravendita. I giudici di merito hanno accolto la domanda del creditore e hanno dichiarato inefficace l'atto di cessione e costituzione in pegno del credito, ritenendolo lesivo della garanzia patrimoniale. Il debitore ha quindi impugnato la decisione davanti alla Corte di Cassazione. Prima dell'udienza, il ricorrente ha depositato formale atto di rinuncia al ricorso con l'adesione della controparte costituita. I giudici supremi hanno accertato la regolarità della dichiarazione e hanno decretato la definitiva estinzione del processo, confermando l'assetto stabilito nei precedenti gradi di merito e disponendo l'integrale compensazione delle spese legali.
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Rinuncia al Ricorso: L’Estinzione del Giudizio Tributario e le Spese
Un'Associazione ha impugnato un avviso di accertamento ICI emesso da un Comune per un immobile. La Commissione Tributaria Regionale aveva ritenuto legittimo l'accertamento. L'Associazione ha poi rinunciato al ricorso in Cassazione, e il Comune ha accettato questa rinuncia. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio tributario, disponendo che le spese legali fossero compensate tra le parti. La Corte ha anche chiarito che in caso di rinuncia non si applica il raddoppio del contributo unificato.
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Caduta nel vano ascensore: risarcimento e spese legali
Un cittadino ha subito gravi lesioni fisiche a causa di una caduta nel vano ascensore dello stabile in cui risiedeva, dovuta all'assenza non segnalata della cabina. Il danneggiato ha citato in giudizio sia il Comune proprietario dell'immobile sia la società appaltatrice incaricata della gestione patrimoniale. Dopo alterne decisioni nei primi gradi di giudizio, con l'esclusione finale di responsabilità per la società di gestione, il cittadino ha proposto ricorso in Cassazione. In seguito all'integrale soddisfacimento del proprio credito risarcitorio da parte dell'ente pubblico, il ricorrente ha rinunciato all'impugnazione. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del processo per rinuncia e ha disposto l'integrale compensazione delle spese legali, rilevando l'obiettiva complessità nel distinguere i ruoli dei due soggetti coinvolti.
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Rinuncia al ricorso per cassazione e chiusura del giudizio
Un erede è subentrato nel processo avviato dal defunto parente davanti alla Corte di Cassazione. Successivamente, la parte ha presentato la formale rinuncia al ricorso per cassazione. Le controparti hanno accettato espressamente tale rinuncia. La Corte Suprema ha preso atto dell'accordo tra le parti e ha dichiarato l'estinzione della causa. In applicazione dell'articolo 391 del codice di procedura civile, il Giudice non ha emesso alcuna condanna alle spese di lite, chiudendo definitivamente la controversia civile.
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Spese legali rinuncia ricorso: Azienda rinuncia, ma paga comunque?
Un'Azienda Sanitaria aveva proposto ricorso in Cassazione contro una sentenza che la condannava a pagare differenze retributive a una lavoratrice. L'Azienda ha poi rinunciato al ricorso. La lavoratrice, tuttavia, ha chiesto che l'udienza si tenesse comunque, sostenendo l'inammissibilità del ricorso e l'ingiustizia della compensazione delle spese. La Corte di Cassazione ha dichiarato estinto il giudizio. Ha poi stabilito che, in caso di rinuncia al ricorso per cassazione non accettata dalla controparte, la regola generale prevede che il rinunciante paghi le spese legali. Tuttavia, la Corte ha esercitato il suo potere discrezionale, compensando le spese per metà, riconoscendo specifiche circostanze che giustificavano tale decisione. Questo caso chiarisce le implicazioni delle **spese legali rinuncia ricorso**.
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Definizione agevolata: dal debito all’estinzione del giudizio
L'Agenzia delle Entrate ha notificato due avvisi di accertamento a un contribuente per omessa dichiarazione dei redditi e ricostruzione induttiva. Dopo la soccombenza nei primi due gradi di giudizio, il contribuente ha proposto ricorso per cassazione. Nelle more del processo, il debitore ha aderito alla definizione agevolata prevista dalla legge, saldando l'intero importo comunicato dall'agente della riscossione. A seguito dell'integrale versamento delle somme e della formale rinuncia all'impugnazione notificata alla controparte, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio per rinuncia, compensando integralmente le spese processuali ed escludendo il raddoppio del contributo unificato.
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Contratto di patrocinio con la PA: lite su compensi ed estinzione
Un avvocato ha svolto attività difensiva in diverse procedure esecutive per conto di un ente pubblico, richiedendo il compenso maturato. L'ente ha contestato la validità del rapporto, eccependo il difetto di forma scritta del contratto di patrocinio e la mancanza di poteri del segretario generale firmatario. La Corte d'Appello ha riconosciuto la piena validità del vincolo contrattuale, integrato dal rilascio della procura e dal deposito degli atti difensivi. L'ente pubblico ha impugnato la decisione in Cassazione ma ha successivamente depositato un formale atto di rinuncia. I giudici supremi hanno dichiarato l'estinzione del processo, condannando l'ente al pagamento delle spese legali.
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Licenziamento collettivo: la rinuncia al ricorso e le spese legali
Due aziende in liquidazione avevano licenziato collettivamente una lavoratrice. Un giudice aveva ordinato la sua reintegrazione e un risarcimento. Le aziende hanno presentato ricorso in Cassazione. Durante questo processo, hanno rinunciato al ricorso. La Corte di Cassazione ha quindi dichiarato estinto il giudizio. Ha condannato le aziende rinuncianti a pagare le spese legali alla lavoratrice, applicando il principio di causalità. Questo caso evidenzia le conseguenze procedurali di una rinuncia al ricorso in un contesto di licenziamento collettivo.
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Licenziamento collettivo: quando due aziende sono una sola?
Un lavoratore è stato licenziato nell'ambito di una procedura di **licenziamento collettivo** avviata da un'azienda di trasporto aereo. Il lavoratore ha contestato il licenziamento, sostenendo che la sua azienda e un'altra società collegata formavano un "unico complesso aziendale". Per questo motivo, la selezione dei dipendenti da licenziare avrebbe dovuto includere anche il personale dell'altra società. La Corte d'Appello ha accolto questa tesi, dichiarando il licenziamento illegittimo e ordinando la reintegrazione. L'azienda ha presentato ricorso in Cassazione, ma ha poi rinunciato. La Corte di Cassazione ha quindi dichiarato il processo estinto e ha condannato l'azienda ricorrente al pagamento delle spese legali a favore del lavoratore.
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Rinuncia al Ricorso: L’Estinzione del Giudizio in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio in una controversia che vedeva coinvolte due aziende per un conflitto su segni distintivi identici. L'Azienda Ricorrente aveva impugnato una sentenza della Corte d'Appello di Napoli. Tuttavia, prima che la Cassazione potesse decidere sul merito, l'Azienda Ricorrente ha presentato un atto di rinuncia al ricorso. Questa azione volontaria ha portato all'estinzione del giudizio, significando che il processo si è concluso senza una decisione finale sulla questione dei marchi. Non sono state pronunciate spese legali, poiché la parte intimata non si è opposta alla rinuncia.
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Compenso difensore d’ufficio: rinuncia e spese a carico
Un avvocato propone opposizione contro il decreto di liquidazione per il compenso difensore d'ufficio in un procedimento penale, lamentando il mancato riconoscimento delle spese per il recupero del credito. Il Tribunale riconosce tali spese, ma ricalcola l'onorario principale, lasciando l'importo totale sostanzialmente invariato e compensando le spese di lite. Il legale ricorre in Cassazione sostenendo che il giudice non potesse rideterminare la somma originaria. Prima dell'udienza, il professionista deposita rinuncia al ricorso. La Suprema Corte dichiara l'estinzione del giudizio e condanna il ricorrente al pagamento delle spese in favore del Ministero della Giustizia, confermando che l'opposizione riesamina l'intera domanda e che l'assenza di un vantaggio economico reale giustifica la compensazione dei costi processuali.
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Sanzioni: rinuncia al ricorso in Cassazione senza spese
Un cittadino ha impugnato una sanzione amministrativa davanti al Tribunale e successivamente ha presentato ricorso alla Corte di Cassazione contro la Prefettura. Prima dell'udienza, il ricorrente ha cambiato strategia e ha depositato formale atto di rinuncia al ricorso in Cassazione. L'amministrazione pubblica intimata non ha depositato memorie difensive né si è costituita nel giudizio di legittimità. I Supremi Giudici hanno accertato la validità dell'atto di abbandono e hanno dichiarato l'estinzione del procedimento. La Corte ha stabilito che non sussisteva alcun obbligo di rifusione delle spese legali a carico del ricorrente, vista l'assenza di attività difensiva della controparte.
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Rinuncia al ricorso in Cassazione: estinzione e spese compensate
Un gruppo di Lavoratori ha impugnato contratti di lavoro a termine stipulati con L'Azienda. La Corte d'Appello ha accertato l'illegittimità di un contratto, condannando L'Azienda al pagamento di un'indennità risarcitoria. L'Azienda ha proposto ricorso in Cassazione. Successivamente, L'Azienda ha ottenuto l'accoglimento di un autonomo ricorso per revocazione davanti ai giudici territoriali. Di conseguenza, L'Azienda ha presentato la rinuncia al ricorso in Cassazione, notificandola alle parti. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del processo ex art. 391 c.p.c. I giudici hanno compensato integralmente le spese di lite tra le parti, evidenziando che la rinuncia al ricorso in Cassazione è derivata dal positivo esito del giudizio di revocazione.
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Estinzione del Giudizio Tributario: Rinuncia Agevolata e Fine del Contenzioso
Un'Azienda aveva un contenzioso con l'Agenzia delle Entrate riguardo a cartelle di pagamento per Ires e Ilor. Dopo vari gradi di giudizio, l'Azienda ha scelto di aderire a una "definizione agevolata" dei suoi debiti fiscali. Di conseguenza, ha presentato una "rinuncia al ricorso" in Cassazione. La Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio tributario, riconoscendo che la rinuncia, in questo contesto, non necessita dell'accettazione delle controparti. La decisione ha evitato all'Azienda il raddoppio del contributo unificato.
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Rinuncia al ricorso per cassazione: stop alla lite sul preliminare
La vicenda nasce dalla stipula di un contratto preliminare di vendita immobiliare e dalla successiva cessione dei relativi diritti. A seguito di divergenze contrattuali, le parti si sono affrontate in giudizio chiedendo la risoluzione per inadempimento e il risarcimento dei danni, oltre al pagamento delle somme residue pattuite. Dopo le pronunce di primo e secondo grado, la controversia è giunta dinanzi alla Suprema Corte. Prima dell'udienza, le parti hanno depositato un atto congiunto di rinuncia alle rispettive impugnazioni. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio per intervenuta rinuncia al ricorso per cassazione. Di conseguenza, la sentenza di secondo grado è divenuta definitiva senza alcuna pronuncia sulle spese di lite e senza applicazione del raddoppio del contributo unificato.
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Amministrazione Fiscale rinuncia: l’Estinzione del giudizio tributario
L'Amministrazione Fiscale aveva emesso un avviso di accertamento per maggiori imposte (IRES e IRAP) nei confronti di un'Azienda. I giudici tributari di primo e secondo grado avevano annullato tale accertamento. L'Amministrazione Fiscale aveva presentato ricorso alla Corte di Cassazione, ma ha poi rinunciato al proprio ricorso. L'Azienda non si è costituita in giudizio. La Corte di Cassazione ha quindi dichiarato l'estinzione del giudizio tributario, senza pronunciarsi sulle spese o sul contributo unificato, dato che non è stata discussa la questione nel merito.
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