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Rinuncia Al Ricorso — Anno 2022

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611 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Rinuncia Al Ricorso

Provvedimenti

Lavoro subordinato giornalistico: vittoria per la cronista
Una giornalista ha collaborato per quasi quattordici anni con un'agenzia di stampa, garantendo una costante copertura informativa locale e nazionale. La lavoratrice ha quindi richiesto l'accertamento del lavoro subordinato giornalistico, la qualifica di redattore, il pagamento delle differenze retributive e il risarcimento del danno con reintegrazione. I giudici territoriali hanno riconosciuto la natura subordinata del rapporto per la continuità delle prestazioni e la costante disponibilità richiesta. L'agenzia editoriale ha impugnato la decisione in Cassazione. Successivamente l'azienda ha depositato formale rinuncia all'impugnazione, pienamente accettata dalla lavoratrice. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio senza addebito di spese, rendendo definitiva la tutela e la vittoria piena della lavoratrice.
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Lavoro Nero: Rinuncia in Cassazione Estingue il Giudizio
Un Imprenditore ha ricevuto una sanzione dalle Autorità del Lavoro per aver impiegato un Lavoratore in "lavoro nero", cioè senza regolare registrazione. L'Imprenditore ha contestato la sanzione, ma i tribunali di primo e secondo grado hanno confermato la decisione delle Autorità. L'Imprenditore ha quindi presentato ricorso in Cassazione. Tuttavia, durante il processo, l'Imprenditore ha rinunciato al suo ricorso. La Corte di Cassazione ha quindi dichiarato il giudizio estinto, chiudendo il caso senza entrare nel merito della questione del lavoro nero e senza condannare al pagamento delle spese legali o del contributo unificato aggiuntivo.
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Blocco inserimento GAE: assunzione in ruolo e fine della lite
Un'insegnante ha contestato i decreti ministeriali che impedivano il suo inserimento GAE (Graduatorie ad Esaurimento) per il personale docente. La controversia è proseguita fino alla Corte di Cassazione. Nelle more del procedimento, la docente ha ottenuto l'assunzione a tempo indeterminato nei ruoli della scuola pubblica. Di conseguenza, la lavoratrice ha formalizzato la rinuncia all'impugnazione, avendo raggiunto il proprio obiettivo lavorativo. I giudici supremi hanno dichiarato estinto il processo, compensando integralmente le spese di lite ed escludendo il pagamento del raddoppio del contributo unificato a carico della parte ricorrente.
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Rinuncia al Ricorso in Cassazione: Estinzione del Giudizio Tributario
Una Società aveva presentato un ricorso in Cassazione contro l'Agenzia delle Entrate per ottenere il rimborso della tassa sulle concessioni governative (TCG) pagata per abbonamenti telefonici. Durante il processo, la Società ha deciso di effettuare una rinuncia al ricorso in Cassazione. La Corte ha chiarito che la rinuncia è un atto unilaterale che non richiede l'accettazione della controparte, specialmente se questa non si è costituita in giudizio. Di conseguenza, la Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio, senza pronunciare sulle spese legali o sull'ulteriore versamento del contributo unificato, in quanto la rinuncia esclude le condizioni per tali adempimenti.
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Lavoro Subordinato: Rinuncia al Ricorso e Estinzione del Giudizio
Un Lavoratore aveva chiesto il riconoscimento di un rapporto di lavoro subordinato con un Ente Pubblico e il pagamento delle differenze retributive. La Corte d'Appello aveva parzialmente accolto la sua richiesta. L'Ente Pubblico ha presentato ricorso in Cassazione. Tuttavia, prima della decisione finale, sia l'Ente Pubblico che il Lavoratore hanno dichiarato di voler rinunciare agli atti del giudizio. La Corte di Cassazione ha quindi dichiarato l'estinzione del giudizio per rinuncia al ricorso, senza pronunciarsi sulle spese processuali, poiché l'accettazione della rinuncia esime il giudice da tale compito.
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Rinuncia al ricorso: lite chiusa tra cliente e banca
Un cliente ha promosso un giudizio dinanzi alla Corte di Cassazione nei confronti di un istituto di credito. Successivamente, prima della decisione dei giudici, il cliente ha depositato un atto formale di rinuncia al ricorso. L'istituto di credito ha formalmente accettato la rinuncia. La Corte di Cassazione ha preso atto dell'accordo tra le parti e ha dichiarato l'estinzione del processo. Poiché la banca ha accettato la rinuncia, la Suprema Corte ha stabilito che non occorre provvedere sulle spese di giudizio, lasciandole a carico delle parti che le hanno sostenute.
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Rinuncia al ricorso per cassazione ed estinzione
Un Ente pubblico ha impugnato una sentenza d'appello sfavorevole davanti alla Suprema Corte. Successivamente, l'Ente ha notificato un formale atto di rinuncia al ricorso per cassazione chiedendo la compensazione delle spese legali. Il Cittadino controricorrente non ha accettato né aderito a tale rinuncia. I giudici di legittimita hanno chiarito che l'atto di abbandono della causa estingue il processo in via automatica, anche senza il consenso della controparte. Tuttavia, la Corte ha respinto la richiesta di compensazione e ha condannato l'Ente rinunciante al pagamento delle spese di lite sostenute dal Cittadino. Contestualmente, i giudici hanno escluso il raddoppio del contributo unificato, misura riservata esclusivamente ai casi di rigetto, inammissibilità o improcedibilità dell'impugnazione.
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Rinuncia al ricorso in Cassazione: stop alla causa retributiva
Un lavoratore ha ottenuto un decreto ingiuntivo contro L'Azienda per il pagamento di retribuzioni arretrate. L'Azienda ha proposto opposizione, ma la Corte d'Appello ha confermato il diritto del dipendente al recupero degli stipendi. A seguito del decesso del lavoratore, L'Azienda ha presentato ricorso per la cassazione della sentenza contro Gli Eredi del Lavoratore. Successivamente, L'Azienda ha optato per la rinuncia al ricorso in Cassazione, sottoscritta e accettata reciprocamente anche dai controricorrenti. La Corte di Cassazione ha quindi dichiarato l'estinzione del processo. Senza dover liquidare le spese legali a causa dell'accordo tra le parti, la sentenza d'appello favorevole ai familiari è diventata definitiva.
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Esenzione ICI comodato: accordo tra parti ed estinzione
Un Ente proprietario di immobili destinati al culto ha concesso i locali a una Diocesi tramite contratto a titolo gratuito, rivendicando l'esenzione ICI comodato. L'Amministrazione Comunale ha notificato un avviso di accertamento per il mancato pagamento del tributo, sostenendo la necessità dell'utilizzo diretto del bene da parte del titolare. Dopo le sentenze favorevoli all'Ente nei gradi di merito, l'Amministrazione ha presentato ricorso per Cassazione. Nelle more del procedimento di legittimità, le parti hanno raggiunto un accordo transattivo globale per chiudere tutte le pendenze economiche. Avendo versato gli importi concordati, l'Amministrazione ha rinunciato formalmente al ricorso, determinando la cessazione della materia del contendere. La Suprema Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del processo con compensazione totale delle spese di giudizio.
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Licenziamento Collettivo: Aziende Rinunciano, Pagano le Spese
La Corte di Cassazione ha affrontato un caso di licenziamento collettivo dove le Aziende, già condannate a reintegrare una Lavoratrice e a risarcirla, hanno rinunciato al ricorso in Cassazione. La Lavoratrice non ha accettato esplicitamente la rinuncia ma ha chiesto la condanna alle spese. La Corte ha dichiarato estinto il giudizio, ponendo le spese a carico delle Aziende rinuncianti. Questo evidenzia come la rinuncia al ricorso, anche se unilaterale, porti all'estinzione del processo e all'applicazione del principio di causalità per le spese legali.
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Rinuncia al ricorso per cassazione: processo chiuso e spese
Un Ente pubblico ha formalizzato la rinuncia al ricorso per cassazione chiedendo la compensazione delle spese legali. Il Cittadino controricorrente non ha accettato né aderito espressamente all'atto. La Corte di Cassazione ha dichiarato estinto il procedimento. I giudici hanno chiarito che l'atto di rinuncia produce effetti immediati anche senza il consenso dell'avversario, determinando il passaggio in giudicato della sentenza precedente. Di conseguenza, l'Ente rinunciante deve pagare le spese di lite sostenute dal cittadino. La Corte ha inoltre escluso il raddoppio del contributo unificato, applicabile solo per rigetto, inammissibilità o improcedibilità.
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Trattamento di Fine Rapporto nel Fallimento: la Rinuncia al Ricorso
Un Lavoratore ha impugnato il rifiuto di ammettere il suo credito per Trattamento di Fine Rapporto (TFR) e per indebita detrazione fiscale da parte di un'Azienda fallita. Il Tribunale aveva respinto la sua opposizione allo stato passivo. Il Lavoratore ha presentato ricorso in Cassazione. Tuttavia, prima che la Corte potesse decidere nel merito, il Lavoratore ha rinunciato al ricorso. La Corte di Cassazione ha quindi dichiarato estinto il giudizio, senza pronunciarsi sulle spese processuali, dato che la controparte non si era costituita. Questo caso evidenzia le dinamiche del Trattamento di Fine Rapporto nel Fallimento.
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Ricorso ritirato: l’estinzione del giudizio per rinuncia in Cassazione
La Corte di Cassazione ha pronunciato l'estinzione del giudizio per rinuncia. Una società (il Ricorrente) aveva presentato un ricorso contro un'Azienda Regionale (il Controricorrente) per contestare una precedente sentenza. Tuttavia, prima dell'udienza, il Ricorrente ha deciso di rinunciare al proprio ricorso. L'Azienda Regionale ha accettato questa rinuncia. Di conseguenza, la Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio, chiudendo la causa senza entrare nel merito della questione. Questa decisione ha evitato anche la condanna alle spese processuali, conformemente alle norme procedurali.
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Regolamento di confini: dallo scontro all’estinzione della lite
Un proprietario terriero ha promosso un'azione di regolamento di confini contro i confinanti per chiarire i limiti del proprio fondo. L'attore ha denunciato lo sconfinamento illegittimo di una costruzione eretta dai vicini, chiedendone l'arretramento e la restituzione dell'area occupata. I convenuti hanno eccepito l'acquisto della striscia di terra per usucapione. I giudici di merito hanno accolto la domanda principale, respinto l'usucapione e ordinato la demolizione della porzione di fabbricato eccedente la linea di confine catastale. I vicini soccombenti hanno presentato ricorso in Cassazione. Tuttavia, le parti hanno raggiunto un accordo prima dell'udienza, depositando una formale rinuncia al ricorso accettata dalla controparte. La Suprema Corte ha dichiarato estinto il procedimento compensando le spese legali.
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Ricorso contro Banca: Estinzione del processo per rinuncia concordata
I Ricorrenti, un gruppo di individui e società, avevano presentato un ricorso contro La Banca. Successivamente, sia I Ricorrenti che La Banca hanno depositato dichiarazioni di rinuncia al ricorso e di accettazione della rinuncia. La Corte di Cassazione ha preso atto di queste volontà concordi. Pertanto, ha dichiarato l'estinzione del processo per rinuncia, chiudendo la causa senza una decisione sul merito. La Corte ha anche stabilito la compensazione integrale delle spese di lite, il che significa che ogni parte sosterrà i propri costi legali.
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IMU: Rinuncia al Ricorso e l’Estinzione del Giudizio in Cassazione
Una Società ha impugnato un avviso di accertamento IMU emesso da un Ente di Riscossione per conto di un Comune, contestando la motivazione dell'atto. Dopo che i primi due gradi di giudizio avevano respinto le sue richieste, la Società ha presentato ricorso in Cassazione. Tuttavia, durante il procedimento, la Società ha deciso di rinunciare al ricorso. L'Ente di Riscossione ha accettato questa rinuncia. La Corte di Cassazione ha quindi dichiarato l'estinzione del giudizio per rinuncia, disponendo la compensazione delle spese legali tra le parti.
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Rinuncia al ricorso: costi e conseguenze senza accettazione
Un Ricorrente ha deciso di rinunciare al ricorso presentato contro una sentenza di appello. Il Controricorrente non ha accettato formalmente questa rinuncia. La Corte di Cassazione ha stabilito che, anche senza l'accettazione della controparte, la rinuncia al ricorso comporta l'obbligo per il Ricorrente di pagare le spese legali sostenute dal Controricorrente. La Corte ha liquidato le spese legali, includendo anche un rimborso forfettario. Questo caso chiarisce le conseguenze economiche della rinuncia al ricorso nel processo civile.
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Rinuncia al Ricorso Tributario: Giudizio Estinto, Niente Spese
Il Contribuente ha impugnato un diniego di condono fiscale per debiti IRPEF. Dopo aver presentato ricorso in Cassazione, ha rinunciato all'impugnazione, sostenendo l'estinzione dei debiti. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio per rinuncia al ricorso tributario. Ha anche stabilito che la rinuncia è un atto unilaterale che estingue il processo senza bisogno di accettazione della controparte. Nessuna condanna alle spese, poiché l'Agenzia delle Entrate non si è costituita formalmente.
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Estinzione del processo per rinuncia: chi paga le spese legali?
La Corte di Cassazione ha affrontato un caso di licenziamento in cui le aziende ricorrenti, già in liquidazione, hanno rinunciato al ricorso. Nonostante la lavoratrice non abbia accettato formalmente la rinuncia, ha richiesto la liquidazione delle spese legali. La Corte ha dichiarato l'estinzione del processo per rinuncia, stabilendo che tale atto produce effetti anche senza accettazione, poiché fa passare in giudicato la sentenza impugnata. Di conseguenza, le aziende sono state condannate a rimborsare le spese legali alla lavoratrice.
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Contratto a progetto: rinuncia estingue giudizio in Cassazione
La Corte d'Appello aveva dichiarato la requalificazione di un contratto a progetto in un rapporto di lavoro a tempo indeterminato per una lavoratrice, condannando l'azienda al risarcimento dei danni. L'azienda ha presentato ricorso in Cassazione. Successivamente, l'azienda ha rinunciato al ricorso, e le altre parti hanno accettato. La Corte di Cassazione ha quindi dichiarato estinto il giudizio, con compensazione delle spese legali tra le parti, prendendo atto della rinuncia e della sua accettazione.
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