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Rimessa Bancaria

8 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Qualsiasi operazione di versamento o accreditamento di denaro effettuata su un conto corrente bancario.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Revocatoria fallimentare e banche: quando la prova non basta
Il Fallimento di una società ha proposto un'azione di revocatoria fallimentare contro un istituto di credito per ottenere la restituzione di circa 55.000 euro versati dall'impresa prima del fallimento. Il Curatore sosteneva che la banca fosse a conoscenza dello stato di insolvenza al momento del versamento. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso della curatela, confermando la decisione della Corte d'Appello. I giudici hanno accertato che la segnalazione alla Centrale Rischi e i protesti erano avvenuti solo dopo il pagamento conteso. Mancano quindi le prove presuntive gravi, precise e concordanti idonee a dimostrare la consapevolezza dello stato di crisi da parte dell'istituto bancario. Di conseguenza, la banca trattiene legittimamente le somme ricevute e la procedura fallimentare viene condannata alle spese di giudizio.
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Revocatoria fallimentare: banca perde contro il fallimento
Una società, poi dichiarata fallita, effettuava alcuni giroconti per 610.000 euro dal proprio conto corrente ordinario a due conti anticipi su fatture, riducendo il proprio debito verso la banca. Il Curatore Fallimentare promuoveva un'azione di revocatoria fallimentare per recuperare tale somma. La Corte d'Appello riduceva l'importo revocabile, distinguendo tra rimesse solutorie e ripristinatorie. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del Fallimento, stabilendo che, dopo la riforma del 2005, tale distinzione non rileva più. Per valutare la revocabilità dei versamenti conta unicamente verificare se essi abbiano ridotto l'esposizione debitoria in modo consistente e durevole. La sentenza è stata cassata con rinvio.
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Revocatoria fallimentare: la banca vince sul conto anticipi
Il Fallimento di una società ha promosso un'azione di revocatoria fallimentare contro una Banca per recuperare i versamenti effettuati su tre conti nell'anno precedente al fallimento. Il Tribunale ha accolto la domanda. In appello, la Banca ha contestato la duplicazione delle somme revocate, registrate sia sui conti correnti sia su un conto anticipi. La Corte d'Appello ha dichiarato inammissibile il ricorso, ritenendo la questione nuova e non contestata la mancanza di linee di credito. La Cassazione ha accolto il ricorso della Banca, stabilendo che la difesa sul conto anticipi era tempestiva e non richiedeva la contestazione delle linee di credito. La sentenza è stata cassata con rinvio.
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Azione revocatoria fallimentare: stop ai calcoli automatici
Il Fallimento di una società di moda ha promosso un'azione revocatoria fallimentare contro una banca per recuperare oltre due milioni di euro di versamenti sul conto corrente. Il Tribunale e la Corte d'Appello hanno condannato la banca a restituire circa 958.000 euro, calcolando la somma basandosi solo sulla differenza matematica tra il massimo debito e il saldo finale. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso della banca. I giudici hanno stabilito che, per l'azione revocatoria fallimentare sulle rimesse bancarie, non basta un calcolo aritmetico globale. Il giudice deve verificare la consistenza e la durevolezza di ogni singolo versamento sul conto corrente. La sentenza è stata annullata con rinvio alla Corte d'Appello per un nuovo esame.
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Azione revocatoria fallimentare: no a restituzioni automatiche
Una Società Marittima in amministrazione straordinaria ha avviato un'azione revocatoria fallimentare contro un Istituto di Credito per rendere inefficaci i versamenti effettuati sui propri conti correnti prima della crisi. La Corte d'Appello ha condannato la banca a restituire oltre 227.000 euro, calcolando la somma solo sulla differenza tra il massimo debito e il saldo finale. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'Istituto di Credito. I giudici hanno stabilito che, prima di calcolare la somma da restituire, il tribunale deve verificare se i singoli versamenti fossero davvero consistenti e durevoli. La sentenza è stata annullata con rinvio per un nuovo esame.
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Revocatoria Rimesse Bancarie: Saldo Attivo Salva la Banca
La Corte di Cassazione affronta un caso di revocatoria rimesse bancarie. Un'azienda in amministrazione straordinaria aveva chiesto alla banca la restituzione di due versamenti, sostenendo che avessero ridotto il suo debito a danno degli altri creditori. La Banca si è difesa affermando che i versamenti erano avvenuti su un conto con saldo positivo. La Corte ha dato ragione alla Banca, stabilendo un principio fondamentale: una rimessa è revocabile solo se ha funzione 'solutoria', cioè se serve a pagare un debito esistente su un conto scoperto. Un versamento su un conto attivo non è un pagamento e, quindi, non può essere revocato. La sentenza precedente è stata annullata.
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Azione revocatoria rimesse bancarie: Banca condannata a pagare
Una società in amministrazione straordinaria ha intentato un'azione revocatoria rimesse bancarie contro un istituto di credito per recuperare versamenti effettuati prima della dichiarazione di insolvenza. La Banca si è opposta, sostenendo che la società non avesse provato adeguatamente la natura 'solutoria' dei pagamenti. La Corte di Cassazione ha dato torto alla Banca, confermando la sua condanna alla restituzione delle somme. La Corte ha stabilito che il giudice può basare la sua decisione sui documenti contabili prodotti dalle parti, senza necessità di una perizia esterna (CTU). Il ricorso della Banca è stato dichiarato inammissibile perché criticava la valutazione delle prove, non un errore di diritto.
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Banca sapeva della crisi: azione revocatoria fallimentare vinta
Una società sportiva, poi fallita, aveva ceduto i propri crediti a una banca. Il curatore ha avviato un'azione revocatoria fallimentare per rendere inefficaci alcuni pagamenti. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione dei giudici di merito, stabilendo che la banca, in quanto operatore qualificato, doveva essere a conoscenza dello stato di crisi dell'azienda, anche sulla base delle notizie di stampa. Il ricorso della banca è stato dichiarato inammissibile per vizi procedurali. La sentenza sancisce che i pagamenti sono inefficaci e le somme vanno restituite alla massa dei creditori.
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