Due medici, specializzati in cardiologia e neurologia tra il 1980 e il 1984, hanno chiesto il risarcimento per la mancata retribuzione durante la scuola di specializzazione, a causa del ritardo dello Stato italiano nel recepire le direttive europee. La Corte d'Appello aveva riconosciuto l'intero risarcimento per i quattro anni di corso. La Corte di Cassazione ha parzialmente accolto il ricorso dello Stato. Applicando i principi europei, la Corte ha stabilito che il diritto al rimborso medici specializzandi per chi ha iniziato prima del 1982 spetta solo a partire dal 1° gennaio 1983, data di scadenza del termine di recepimento della direttiva. Di conseguenza, i giudici hanno ridotto l'importo originario, condannando lo Stato a pagare circa diecimila euro a testa, corrispondenti ai soli diciotto mesi di corso svolti dopo tale data, oltre agli interessi legali.
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