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Rifusione Delle Spese

128 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Il rimborso delle spese legali che la parte sconfitta deve pagare alla parte vincitrice.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Rinuncia al ricorso per cassazione: stop al processo e spese
Un Ente pubblico ha promosso un giudizio contro un Professionista in merito a un contratto d'opera professionale. Dopo la decisione della Corte d'Appello, l'Ente ha impugnato la sentenza davanti alla Suprema Corte. Prima dell'udienza, l'Ente ha depositato formale rinuncia agli atti. Il Professionista ha resistito ma non ha espresso adesione espressa all'atto di rinuncia. La Suprema Corte ha dichiarato estinto il processo per via della rinuncia al ricorso per cassazione. I giudici hanno condannato l'Ente al pagamento delle spese legali a favore del Professionista per mancanza di accettazione congiunta, escludendo però il pagamento del doppio contributo unificato.
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Spese legali al contumace vietate se la parte non si costituisce
La Corte d'Appello respingeva l'impugnazione proposta da due cittadini contro una ditta, confermando la decisione di primo grado. Tuttavia, il giudice di secondo grado condannava i soccombenti a pagare le spese del giudizio a favore della ditta avversaria, sebbene questa fosse rimasta totalmente assente dal processo. I ricorrenti hanno quindi presentato ricorso in Cassazione denunciando l'illegittimità della decisione. La Suprema Corte ha accolto il ricorso, ribadendo il divieto di liquidare le spese legali al contumace. Il rimborso presuppone infatti una reale diminuzione patrimoniale legata allo svolgimento di un'attività difensiva, assente in caso di mancata costituzione.
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Spese legali nel giudizio di rinvio: condanna e rinvio
Un commerciante vende una partita di calzature e riceve in pagamento alcuni assegni. Gli acquirenti denunciano falsamente il furto degli stessi titoli, accusando il venditore di ricettazione. Il tribunale condanna gli acquirenti per calunnia e dispone il risarcimento. Successivamente la prescrizione estingue il reato, ma la Cassazione penale rinvia la causa civile alla Corte di appello per rivalutare il danno. La Corte territoriale rigetta la richiesta risarcitoria per difetto di prova e condanna il commerciante a pagare tutte le spese legali nel giudizio di rinvio e delle pregresse fasi penali. Il venditore impugna la decisione in Cassazione civile, contestando l'addebito dei costi dei gradi penali precedenti. I giudici di legittimità ravvisano la complessità della lite e rinviano la causa a pubblica udienza per definire la corretta ripartizione delle spese.
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Rinuncia al ricorso per Cassazione: lite chiusa ma spese a carico
Un Ente pubblico ha impugnato una sentenza sfavorevole davanti alla Corte di Cassazione contro un Professionista. Durante il procedimento, l'Ente ha depositato la rinuncia al ricorso per Cassazione regolarmente notificata. Il Professionista non ha espresso una formale adesione alla rinuncia. I giudici hanno dichiarato l'estinzione del giudizio, ribadendo che la rinuncia produce effetti immediati anche senza l'accettazione della controparte. Tuttavia, l'assenza di adesione preventiva impone all'Ente rinunciante il pagamento delle spese legali a favore del Professionista. La Corte ha escluso il raddoppio del contributo unificato, applicabile solo nei casi di rigetto o inammissibilità.
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Correzione errore materiale: la Cassazione integra le spese
La Corte di Cassazione ha accolto l'istanza per la correzione errore materiale in seguito a un'omissione nella trascrizione del dispositivo di una sentenza penale. Nel verbale stampato a ruolo, i giudici avevano dimenticato di inserire la condanna dell'Imputato al rimborso delle spese di difesa in favore della Parte Civile, quantificate in 3.500 euro oltre agli accessori di legge. La Suprema Corte ha chiarito che tale dimenticanza costituisce una pura svista di scrittura, correggibile mediante un'operazione meccanica che non altera la sostanza della decisione originaria. Di conseguenza, la Cassazione ha integrato il testo del dispositivo, ripristinando il diritto della Parte Civile a ottenere il pagamento delle spese legali spettanti.
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Sospensione Condizionale della Pena: Provvisionale vs Risarcimento
La Corte di Cassazione ha esaminato il ricorso di un individuo condannato per lesioni. L'imputato contestava che la `sospensione condizionale della pena` fosse subordinata al risarcimento del danno e al pagamento di una provvisionale. La Suprema Corte ha chiarito che la sospensione era correttamente legata al versamento della provvisionale, mentre il risarcimento completo sarebbe stato definito in sede civile. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile, e l'imputato è stato condannato a pagare le spese processuali e la rifusione delle spese legali alla parte civile.
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Cane Abbaia, Vicini Disturbati: Cassazione Conferma Condanna per Quiete Pubblica
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna di una proprietaria di cane per il reato di Disturbo alla quiete pubblica. Il Tribunale aveva sanzionato la donna per l'abbaiare continuo del suo cane, percepito in tutto lo stabile e disturbante per i vicini. La proprietaria ha presentato ricorso, sostenendo che il disturbo non fosse generalizzato e che potessero esserci altri cani. La Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che per il Disturbo alla quiete pubblica basta la potenziale idoneità a disturbare un numero indeterminato di persone, non l'effettivo disturbo di molti. La sentenza ha anche chiarito un errore materiale sull'ammontare del risarcimento.
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Prescrizione reato: chi paga le spese processuali parte civile?
Un cittadino era stato accusato di reati edilizi. Il Tribunale di Roma ha dichiarato il reato estinto per intervenuta prescrizione, ma lo ha comunque condannato a pagare le spese processuali alla parte civile. Il cittadino ha fatto ricorso. La Corte di Cassazione ha annullato la condanna alle spese processuali parte civile. Ha stabilito che, se il reato si estingue per prescrizione prima della sentenza di primo grado e non c'è una condanna per risarcimento del danno, l'imputato non deve pagare le spese legali della parte civile. La condanna alle spese presuppone l'accoglimento della domanda risarcitoria.
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Desistenza volontaria: quando l’allontanamento non basta per la tentata rapina
La Corte di Cassazione ha esaminato il caso di una persona condannata per tentata rapina. La difesa invocava la desistenza volontaria, sostenendo che l'imputata si fosse allontanata prima che il complice usasse violenza. La Cassazione ha negato la desistenza volontaria, affermando che in un reato commesso da più persone, non basta interrompere la propria azione, ma occorre annullare il contributo dato al piano criminoso. Ha invece accolto il ricorso sulla condanna alle spese legali della parte civile, poiché quest'ultima non si era costituita contro l'imputata nel grado di appello. La condanna per tentata rapina è stata confermata, ma senza l'obbligo di pagare le spese legali alla parte civile.
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Calunnia: Accusa di Falso si Ribalta, Condanna Definitiva
L'Imputato è stato condannato per Reato di Calunnia. Egli aveva accusato un Avvocato e una Cliente di aver utilizzato un documento falsificato in una causa civile, riguardante la restituzione di 150.000 franchi svizzeri. I giudici hanno accertato che L'Imputato deteneva ancora la somma e aveva modificato il documento. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso di L'Imputato inammissibile. La Corte ha ritenuto le argomentazioni generiche e volte a una non consentita rivalutazione delle prove. L'Imputato deve pagare le spese processuali e risarcire le parti civili.
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Falsificazione atto giudiziario: Reato prescrittto, risarcimento dovuto
Un professionista è stato accusato di falsificazione atto giudiziario e truffa per aver alterato un provvedimento e ingannato i clienti sugli onorari. La Corte d'Appello ha dichiarato il reato estinto per prescrizione, ma ha confermato la sua responsabilità civile, condannandolo a rimborsare le spese legali alla parte civile. La Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso del professionista, confermando pienamente la condanna al pagamento delle spese processuali e al risarcimento a favore della parte lesa. La falsificazione atto giudiziario, anche se prescritta penalmente, comporta conseguenze civili.
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Spese Legali Dimenticate: La Correzione Errore Materiale in Cassazione
La Corte di Cassazione ha corretto un errore materiale in una sua precedente sentenza penale. La sentenza originaria aveva annullato una condanna per furto aggravato ma aveva omesso di pronunciarsi sulla richiesta di condanna alle spese legali per le Parti Civili. La Corte ha stabilito che l'omissione di una statuizione obbligatoria e accessoria sulle spese costituisce un errore materiale emendabile. Ha quindi condannato l'Imputato a rimborsare alle Parti Civili 2.800,00 Euro per le spese di rappresentanza e difesa.
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Ricettazione: Ricorso Inammissibile, Confermata la Condanna Civile
La Corte di Cassazione ha esaminato il ricorso di un imputato condannato in appello per il **reato di ricettazione**. L'imputato era stato dichiarato responsabile, ai soli effetti civili, e condannato a risarcire i danni alla parte civile, oltre alle spese legali. Il ricorso in Cassazione lamentava vizi di motivazione e violazioni di legge. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, ritenendo le censure generiche, aspecifiche e manifestamente infondate. Di conseguenza, l'imputato è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma a favore della cassa delle ammende, oltre alla rifusione delle spese legali della parte civile.
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Correzione errore materiale e spese legali tra Stato e privati
La Corte di Cassazione ha accolto la richiesta di correzione errore materiale inerente alla liquidazione delle spese legali stabilita in favore delle parti civili. Nel dispositivo originario, l'imputato era stato condannato a rimborsare unitariamente i costi del giudizio a due distinte parti civili. Successivamente è emerso che una delle parti civili beneficiava del patrocinio a spese dello Stato, mentre l'altra provvedeva in autonomia alle proprie spese legali. La Cassazione ha chiarito la necessità di scindere le due posizioni. Il condannato deve rimborsare direttamente la parte civile non ammessa al beneficio pubblico. La quota spettante alla parte civile ammessa al gratuito patrocinio deve invece essere liquidata dalla Corte di Appello tramite separato decreto ed essere versata direttamente in favore dello Stato.
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Rinuncia al ricorso per cassazione: obbligo di pagare le spese
L'Imputato ha presentato impugnazione davanti alla Suprema Corte contro una sentenza di condanna. Successivamente, l'Imputato e il suo difensore hanno depositato la rinuncia al ricorso per cassazione. Tuttavia, prima di questo atto, l'Ente Danneggiato si era già costituito come parte civile depositando memorie difensive. L'Imputato non ha provveduto ad avvisare tempestivamente la controparte della propria intenzione di abbandonare l'impugnazione. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Di conseguenza, i giudici hanno condannato l'Imputato a pagare le spese del procedimento, una sanzione di tremila euro alla Cassa delle ammende e duemila euro di spese legali a favore della parte civile.
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Spese legali indebite e correzione di errore materiale
La Suprema Corte di Cassazione accoglie l'istanza di correzione di errore materiale avanzata dalla difesa di un imputato. I giudici avevano originariamente condannato entrambi gli imputati a pagare le spese processuali a favore delle parti civili. La difesa ha dimostrato che le persone offese si erano costituite in giudizio esclusivamente contro l'altro coimputato. La Cassazione ha riconosciuto la svista documentale ed eliminato l'obbligo di pagamento a carico dell'imputato estraneo alla domanda risarcitoria, rettificando il dispositivo ufficiale dell'udienza.
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Patrocinio a spese dello Stato: chi perde paga comunque le spese
I giudici hanno condannato un uomo per truffa e sostituzione di persona, obbligandolo a risarcire i danni e a pagare le spese legali sostenute dalle vittime costituite come parti civili. L'imputato ha impugnato la decisione davanti alla Corte di Cassazione, sostenendo che l'ammissione di entrambe le parti al patrocinio a spese dello Stato dovesse escludere la sua condanna al rimborso delle spese, ponendole a carico dell'erario pubblico. La Suprema Corte ha respinto il ricorso dell'imputato. I magistrati hanno chiarito che il patrocinio a spese dello Stato garantisce esclusivamente la difesa tecnica del soggetto non abbiente. L'assistenza statale non solleva il condannato dall'obbligo di pagare le spese processuali causate dalla sua soccombenza, imponendo il rimborso delle spese allo Stato.
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Spese negate per svista: correzione di errore materiale
Una cooperativa sociale si costituisce parte civile in un processo penale per reati di racket e usura. Nel giudizio di legittimità, la Corte di Cassazione rigetta i ricorsi degli imputati ma nega alla cooperativa il rimborso delle spese legali. I giudici ritengono per sbaglio che l'ente non abbia presentato le conclusioni scritte. La cooperativa dimostra la presenza delle conclusioni nel verbale di udienza e nell'epigrafe della sentenza. La difesa attiva quindi la procedura per la correzione di errore materiale secondo il codice di rito. I giudici supremi accolgono l'istanza e inseriscono la cooperativa tra i soggetti beneficiari del rimborso delle spese processuali.
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Spese legali alla parte contumace: vittoria senza rimborso
Un cittadino avvia una procedura esecutiva contro la Pubblica Amministrazione, la quale propone opposizione ottenendo ragione in primo grado. Il creditore impugna la sentenza in appello, ma l'ente pubblico sceglie di non costituirsi nel procedimento, rimanendo contumace. Il Tribunale dichiara inammissibile il ricorso del cittadino e lo condanna a pagare i costi del grado di giudizio in favore dell'ente assente. La Corte di Cassazione accoglie il ricorso del privato, stabilendo che non è possibile liquidare le spese legali alla parte contumace. Chi non partecipa attivamente alla causa non sostiene costi difensivi e non ha diritto ad alcun rimborso.
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Spese negate e correzione di errore materiale: decide la Cassazione
La Parte Civile ha depositato una memoria difensiva nel giudizio penale di legittimità per chiedere la declaratoria di inammissibilità del ricorso dell'imputata. La Corte di Cassazione ha deciso il ricorso ma non ha liquidato le spese legali in favore della persona offesa. Il difensore della Parte Civile ha quindi presentato istanza per ottenere la correzione di errore materiale della sentenza per omessa pronuncia sulle spese. I giudici supremi hanno respinto la richiesta. La Parte Civile non aveva inserito alcuna formale richiesta di condanna alle spese nei propri atti difensivi. La legge processuale impedisce al giudice di liquidare le spese d'ufficio senza una domanda espressa della parte interessata. La Corte ha quindi rigettato l'istanza e condannato la Parte Civile alle spese del procedimento.
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