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Riduzione Di Pena

6 provvedimenti applicano questo termine

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Riduzione di pena: quando spetta dopo l’abbreviato
La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso di un condannato che chiedeva l'ulteriore riduzione di pena di un sesto prevista dalla Riforma Cartabia. L'imputato aveva inizialmente proposto appello contro la sentenza di primo grado, rinunciandovi solo in un secondo momento per tentare di ottenere il beneficio. La Suprema Corte ha stabilito che la riduzione di pena spetta esclusivamente in caso di mancata proposizione dell'impugnazione, non essendo la rinuncia tardiva equiparabile alla scelta originaria di non appellare. Inoltre, il beneficio non si applica retroattivamente se l'irrevocabilità della sentenza è maturata prima dell'entrata in vigore della riforma.
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Riduzione di pena: no alla Cartabia su pene definitive
La Corte di Cassazione ha stabilito che la riduzione di pena di un sesto, introdotta dalla Riforma Cartabia per chi non impugna la sentenza di condanna, non si applica retroattivamente ai casi definiti con sentenza passata in giudicato prima dell'entrata in vigore della nuova norma. La Corte ha rigettato il ricorso di un condannato, affermando che il principio della certezza del diritto e l'intangibilità del giudicato prevalgono sulla retroattività della norma favorevole di natura processuale.
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Riduzione di pena: no al bonus per rinuncia in appello
Un imputato, dopo aver rinunciato all'appello in Cassazione, ha richiesto la riduzione di pena prevista dalla Riforma Cartabia per chi non impugna la sentenza di primo grado. La Corte ha respinto la richiesta, chiarendo che la rinuncia a un'impugnazione già proposta non equivale alla mancata impugnazione, requisito essenziale per ottenere il beneficio.
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Riduzione di pena: no se l’appello è tardivo
Un imputato, condannato in primo grado, ha presentato appello oltre i termini. La Corte d'Appello ha dichiarato l'impugnazione inammissibile. L'imputato ha quindi proposto ricorso in Cassazione, sostenendo di aver diritto alla riduzione di pena di un sesto prevista per la mancata impugnazione. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso, affermando che il beneficio della riduzione di pena si applica solo in caso di totale assenza di appello, e non quando questo viene presentato, seppur tardivamente, e dichiarato inammissibile.
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Riduzione di pena: no se non si appella la sentenza
La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso di un condannato che, non avendo impugnato la sentenza di primo grado, chiedeva una riduzione di pena. L'imputato aveva sollevato una questione di legittimità costituzionale dell'art. 442, comma 2-bis, c.p.p., ritenendolo discriminatorio. La Corte ha confermato che la normativa attuale non prevede tale beneficio per chi, giudicato con rito ordinario, accetta la condanna senza proporre appello, rigettando la richiesta di rinvio alla Corte Costituzionale.
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Riduzione pena rito abbreviato: no al beneficio se appelli
Un imputato, condannato con rito abbreviato, ha impugnato la sentenza in appello. Successivamente, ha richiesto la riduzione di pena di un sesto, prevista per chi non impugna la condanna di primo grado. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che il beneficio della riduzione di pena è strettamente legato alla mancata proposizione di qualsiasi impugnazione contro la sentenza di primo grado, con l'obiettivo di accelerare la definizione dei processi. Aver presentato appello esclude categoricamente l'accesso a tale sconto.
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