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Ricorso Incidentale — Anno 2024

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750 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Ricorso Incidentale

Provvedimenti

Onere della prova: chi deve dimostrare l’adempimento?
Una società di ingegneria ha citato in giudizio un ente pubblico per il mancato pagamento di alcuni studi di fattibilità. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso della società, sottolineando che l'onere della prova dell'avvenuto adempimento contrattuale grava su chi richiede il pagamento. Poiché la società non ha mai depositato in giudizio gli studi realizzati, non ha potuto dimostrare il proprio diritto al compenso, rendendo la sua domanda infondata.
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Modifica retroattiva contratto P.A.: Cassazione rinvia
Una struttura sanitaria ha citato in giudizio un ente regionale per il mancato pagamento di prestazioni mediche. L'ente si è difeso sostenendo di aver legittimamente ridotto con un atto successivo il budget di spesa annuale, rendendo le prestazioni 'extra budget'. La Corte d'Appello ha dato ragione all'ente. La Corte di Cassazione, con ordinanza interlocutoria, ha ritenuto la questione di eccezionale importanza, in particolare se sia legittima una modifica retroattiva del contratto da parte della P.A. per servizi già resi. Per questo motivo, ha rinviato il caso a una pubblica udienza per una decisione approfondita.
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Compensazione crediti: quando è inefficace?
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso di azione revocatoria su una cessione di credito. Una società debitrice si opponeva sostenendo l'estinzione del debito per compensazione crediti. La Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso principale, confermando la decisione di merito che riteneva l'accordo di compensazione inopponibile alla procedura fallimentare per mancanza di data certa, rendendo quindi il credito esistente al momento della cessione e, di conseguenza, l'azione revocatoria ammissibile.
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Esenzione IVA: onere della prova a carico del contribuente
Un agente di commercio ha ricevuto un accertamento fiscale per provvigioni non dichiarate da una società di San Marino, sostenendo di aver diritto a un'esenzione IVA per servizi di intermediazione internazionale. La Commissione Tributaria Regionale aveva annullato la ripresa IVA per difetto di motivazione dell'atto. La Corte di Cassazione ha ribaltato tale decisione, stabilendo un principio fondamentale: l'onere della prova per l'esenzione IVA spetta sempre e solo al contribuente, che deve dimostrare di possedere tutti i requisiti di legge. La mancata prova da parte del contribuente è sufficiente a legittimare la pretesa fiscale.
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Spese legali reclamo fallimentare: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 27525/2024, ha chiarito un importante principio in materia di spese legali reclamo fallimentare. Se la Corte d'Appello accoglie il reclamo contro il rigetto di un'istanza di fallimento, non può condannare la società debitrice al pagamento delle spese legali. Il suo provvedimento ha natura interinale e deve limitarsi a rimettere gli atti al Tribunale per la declaratoria di fallimento, all'interno della quale verranno poi gestite tutte le spese.
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Revoca incarico dirigenziale: riorganizzazione e limiti
Una dirigente pubblica ha contestato la revoca del proprio incarico e il trasferimento, avvenuti durante la fusione di due enti. La Corte di Cassazione ha accolto il suo ricorso, stabilendo che la revoca dell'incarico dirigenziale era illegittima. La Corte ha chiarito che l'ente non poteva procedere alla riorganizzazione funzionale e al conseguente riassetto del personale prima dell'emanazione dei decreti ministeriali specificamente previsti dalla legge di fusione, rendendo di fatto prematura e ingiustificata la decisione presa nei confronti della dirigente.
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Prescrizione ICI: 5 anni anche senza opposizione
Un contribuente ha contestato una richiesta di pagamento per debiti ICI risalenti agli anni '90, eccependo la prescrizione. L'agente della riscossione sosteneva un termine decennale, data la mancata opposizione alla cartella esattoriale originaria. La Corte di Cassazione ha rigettato tale tesi, confermando la prescrizione ICI quinquennale. La Suprema Corte ha chiarito che l'omessa impugnazione della cartella rende il credito non più contestabile, ma non trasforma il termine di prescrizione breve in quello ordinario decennale.
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Anzianità pre-ruolo: Sì al riconoscimento per i somministrati
Una lavoratrice impiegata per anni presso un'agenzia pubblica tramite contratti di somministrazione ha ottenuto il riconoscimento della sua anzianità pre-ruolo. La Corte di Cassazione ha stabilito che, in base al principio di non discriminazione, il servizio prestato deve essere pienamente valorizzato ai fini sia economici che di progressione di carriera, anche se il rapporto di lavoro non può essere convertito in un contratto a tempo indeterminato con la Pubblica Amministrazione.
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Revoca decreto ingiuntivo: la decisione d’appello
La Corte di Cassazione chiarisce che la revoca di un decreto ingiuntivo in primo grado, motivata da ragioni procedurali come il mancato deposito di documenti da parte del creditore, non impedisce alla Corte d'Appello di riesaminare il merito della causa. Se l'appello del creditore viene accolto, l'opposizione del debitore viene respinta e la condanna al pagamento confermata. La Cassazione ha respinto i ricorsi dei garanti, confermando la loro condanna e stabilendo che il principio della soccombenza regola le spese legali, indipendentemente dall'esito del primo grado. La decisione sulla revoca decreto ingiuntivo in primo grado non è quindi definitiva se appellata.
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Riacquisto aree industriali: la Cassazione decide
Un'importante ordinanza della Corte di Cassazione chiarisce l'ambito di applicazione della procedura di riacquisto aree industriali da parte dei consorzi. Il caso riguardava un imprenditore che aveva acquisito un lotto da un consorzio e un lotto adiacente da privati. La Corte ha stabilito che il potere di riacquisto del consorzio si estende a tutte le aree incluse nel piano di sviluppo industriale, anche quelle acquistate sul libero mercato. Tuttavia, ha cassato la decisione della Corte d'Appello per errori nel calcolo dell'indennità, rinviando la causa per una nuova valutazione.
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Spese legali soccombenza parziale: chi paga?
Una cliente cita in giudizio una concessionaria per danni all'auto. La concessionaria si difende sostenendo che l'auto sia stata distrutta in un incidente successivo, rendendo il danno irrilevante. Il tribunale accoglie parzialmente la richiesta della cliente ma divide le spese legali. La Cassazione interviene e chiarisce un punto fondamentale sulle spese legali soccombenza parziale: la parte che vince, anche se ottiene meno di quanto richiesto, non deve pagare le spese, che restano interamente a carico di chi ha perso.
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Responsabilità conducente militare: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per risarcimento danni a carico di un militare, del suo superiore e del Ministero della Difesa, a seguito di un grave incidente avvenuto durante un'esercitazione. La Corte ha stabilito che la manovra di sorpasso imprudente, eseguita con un mezzo blindato su un terreno sconnesso e franoso, costituisce una condotta colpevole che non può essere giustificata dal contesto militare. Viene quindi ribadita la piena responsabilità del conducente militare quando viola le norme di comune prudenza, rendendo prevedibile l'evento dannoso.
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Rinuncia al ricorso: estinzione e spese legali
Una controversia iniziata con l'opposizione a un decreto ingiuntivo per servizi idrici arriva in Cassazione. Le società ricorrenti, tuttavia, presentano una rinuncia al ricorso. La Suprema Corte dichiara l'estinzione del processo, chiarendo che la rinuncia è valida anche senza accettazione della controparte. Di conseguenza, condanna la ricorrente principale al pagamento delle spese legali a favore del condominio resistente, ma esclude il raddoppio del contributo unificato.
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Recesso anticipato: l’onere della prova del danno
Un dirigente della pubblica amministrazione, il cui contratto era stato interrotto prima della scadenza a causa di una clausola di 'spoil system', ha fatto ricorso. La Corte di Cassazione ha stabilito che la clausola è nulla. In caso di recesso anticipato illegittimo, l'onere di provare l'esatto ammontare dei guadagni percepiti dal lavoratore altrove (aliunde percipiendum), al fine di ridurre il risarcimento, spetta al datore di lavoro e non al dipendente. Inoltre, il giudice ha il dovere di utilizzare i propri poteri istruttori per quantificare il danno qualora esista un principio di prova.
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Progressione professionale: valutazione e onere della prova
Un lavoratore si è visto negare la promozione a un livello superiore perché, secondo la Corte d'Appello, mancava la prova di una valutazione positiva richiesta dal contratto aziendale. La Corte di Cassazione ha annullato tale decisione, stabilendo che i giudici di merito hanno errato nel non considerare che l'azienda non aveva mai specificamente contestato l'avvenuta valutazione positiva affermata dal dipendente. Il caso è stato rinviato per un nuovo esame che tenga conto del principio di non contestazione e delle prove richieste dal lavoratore.
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Licenziamento per giustificato motivo oggettivo: analisi
La Cassazione si pronuncia su un caso di licenziamento per giustificato motivo oggettivo, confermando l'illegittimità del recesso per mancata prova dell'obbligo di repêchage. L'ordinanza analizza la natura del rapporto di lavoro, distinguendolo dall'agenzia e applicando le tutele per la collaborazione etero-organizzata. Viene inoltre chiarito che precedenti accordi di conciliazione non impediscono l'accertamento della natura del rapporto per i periodi successivi.
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Servitù per destinazione del padre di famiglia: la guida
In un caso riguardante l'accesso a servizi comuni, la Corte di Cassazione ha chiarito un principio fondamentale sulla servitù per destinazione del padre di famiglia. La Corte ha stabilito che, per la sua costituzione, lo stato di asservimento tra due fondi deve esistere al momento della prima divisione della proprietà originaria, non al momento di vendite successive. La sentenza impugnata è stata cassata con rinvio per aver erroneamente valutato il momento temporale e per aver mal interpretato una domanda relativa all'illegittima unificazione di utenze idriche.
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Responsabilità del comune: convenzione e segretario
La Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un ente locale contro la sentenza che escludeva la responsabilità del comune convenzionato per la revoca di un segretario. La decisione sottolinea che la responsabilità per la cessazione del rapporto ricade solo sul comune datore di lavoro, a meno che non si provi un contributo causale dell'altro ente, e ribadisce l'inefficacia del ricorso incidentale tardivo se quello principale è inammissibile.
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Rinuncia al ricorso: il caso dei buoni postali
Un risparmiatore ha citato in giudizio l'ente emittente per il ricalcolo degli interessi su buoni postali fruttiferi. Dopo aver vinto in primo grado e perso in appello, il risparmiatore ha fatto ricorso in Cassazione. Tuttavia, a seguito di una nuova ordinanza della Corte su un caso analogo, il risparmiatore ha presentato una rinuncia al ricorso, gesto seguito dall'ente emittente per il proprio controricorso. La Corte di Cassazione, prendendo atto delle reciproche rinunce, ha dichiarato l'estinzione del giudizio, compensando le spese legali tra le parti.
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Institutio ex re certa: quando si è erede e non legatario
Un creditore ha agito per il recupero di un mutuo nei confronti degli eredi del debitore. Una beneficiaria del testamento ha sostenuto di essere legataria e non erede per non rispondere dei debiti. La Cassazione ha stabilito che l'assegnazione dei proventi della vendita di un bene che costituisce l'intero patrimonio configura una 'institutio ex re certa', rendendo il beneficiario un erede tenuto al pagamento dei debiti.
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