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Ricorso Incidentale — Anno 2024

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750 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Ricorso Incidentale

Provvedimenti

Definizione agevolata: no a rimborso IVA senza prove
Una società conciaria ottiene un rimborso IVA in appello. La Corte di Cassazione annulla la decisione, stabilendo che la definizione agevolata di accertamenti fiscali non impedisce all'Agenzia Fiscale di contestare la legittimità del credito IVA richiesto a rimborso, specialmente in caso di sospetta frode. La motivazione del giudice d'appello è stata ritenuta apparente e insufficiente.
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Amministratore di fatto: responsabilità e sanzioni
La Corte di Cassazione interviene sul tema della responsabilità fiscale dell'amministratore di fatto. Con l'ordinanza n. 34932/2024, ha annullato una sentenza di secondo grado per insufficiente motivazione, sottolineando la necessità di distinguere nettamente tra la figura dell'amministratore di fatto, che agisce per conto della società, e quella del gestore 'uti dominus', che utilizza la società come mero schermo per i propri affari. Questa distinzione è cruciale per determinare l'imputazione di redditi, imposte e sanzioni. Il caso riguardava un contribuente ritenuto responsabile dei debiti IRES di una S.r.l. La Suprema Corte ha accolto il ricorso del contribuente, evidenziando come i giudici di merito non avessero fornito prove concrete né per l'una né per l'altra qualifica, e ha rinviato il caso per un nuovo esame.
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Costi da fatture inesistenti: quando sono deducibili?
Una società di riciclaggio ha dedotto costi da fatture ritenute fittizie. La Corte di Cassazione ha rigettato sia il ricorso dell'azienda sia quello dell'Agenzia delle Entrate, confermando la decisione di merito che ammetteva una deduzione parziale. Il principio chiave è la distinzione tra operazioni oggettivamente inesistenti (costo mai deducibile) e soggettivamente inesistenti, per le quali è possibile dedurre i costi da fatture inesistenti se il contribuente ne prova l'effettività e l'inerenza all'attività d'impresa.
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Distanze tra costruzioni: la Cassazione fa chiarezza
La Corte di Cassazione interviene in un caso di vicinato riguardante le distanze tra costruzioni, aperture e sopraelevazioni. Con ordinanza, ha cassato la decisione d'appello, stabilendo due principi fondamentali: 1) una veduta aperta a distanza illegale va rimossa anche in presenza di un muro divisorio intermedio; 2) il giudice deve sempre pronunciarsi sulla richiesta di regolarizzare le luci non conformi, pena l'omessa pronuncia. Il caso è stato rinviato alla Corte d'Appello per una nuova valutazione.
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Mutuo fondiario e debiti: la Cassazione rinvia
La Corte di Cassazione, con un'ordinanza interlocutoria, ha disposto il rinvio di una causa riguardante la validità di un mutuo fondiario stipulato per estinguere passività pregresse. La questione, sollevata da una società fallita in un ricorso incidentale contro una società di gestione crediti, è stata ritenuta di particolare importanza e già rimessa alle Sezioni Unite con un'altra ordinanza. Pertanto, la Corte ha sospeso il giudizio in attesa della pronuncia delle Sezioni Unite.
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Accertamento soci: come contestare il reddito societario
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 34833/2024, chiarisce i limiti e le facoltà dei soci nell'impugnazione degli avvisi di accertamento. Sebbene i soci non possano impugnare direttamente l'atto emesso nei confronti della società di persone, possono contestarne il merito in sede di ricorso contro il proprio avviso di accertamento personale. La Corte ha accolto il ricorso incidentale dell'Agenzia delle Entrate, annullando la decisione di merito che aveva illegittimamente riconosciuto una deduzione di costi, e ha ribadito che solo il legale rappresentante della società ha la legittimazione ad agire contro l'accertamento societario.
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Avviso accertamento al socio: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso dell'Agenzia delle Entrate contro un'ex socia di una S.r.l. fallita. L'Agenzia aveva notificato alla socia un avviso di accertamento relativo alla società, sostenendo che fosse un atto presupposto per una successiva tassazione personale. Tuttavia, non ha provato tale circostanza nel ricorso, violando il principio di autosufficienza. Anche il ricorso incidentale della contribuente è stato dichiarato inammissibile, poiché, essendo risultata vittoriosa nei gradi di merito, non aveva interesse a impugnare la sentenza per questioni assorbite.
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Azione revocatoria: quando la cessione d’azienda è nulla
Un'azienda calzaturiera in liquidazione cede il proprio ramo d'azienda a una nuova società. Un ente previdenziale, creditore della prima, agisce con un'azione revocatoria per dichiarare inefficace la cessione. La Cassazione conferma la decisione dei giudici di merito, rigettando i ricorsi delle due società e chiarendo i presupposti dell'azione, come l'anteriorità del credito e il 'consilium fraudis'.
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Clausola limitativa responsabilità: quando è nulla?
La Corte di Cassazione si è pronunciata sulla responsabilità di una società di vigilanza per un furto subito da un'azienda cliente. La Corte ha confermato la nullità della clausola limitativa della responsabilità presente nel contratto, poiché prevedeva un risarcimento irrisorio (pari a una mensilità del canone) in caso di inadempimento. Tale clausola è stata considerata un tentativo di eludere il divieto di limitare la responsabilità per dolo o colpa grave. La sentenza è stata però cassata con rinvio per una nuova quantificazione del danno, che la Corte d'Appello aveva liquidato senza un'adeguata base probatoria.
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Responsabilità precontrattuale soci: Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 34418/2024, chiarisce che in casi di fallite negoziazioni, la richiesta di risarcimento per responsabilità precontrattuale non spetta ai singoli soci. Il diritto a un'azione legale per danni è di esclusiva competenza della società che ha partecipato alle trattative, anche se i soci o i fideiussori hanno subito perdite finanziarie dirette. L'appello dei soci è stato dichiarato inammissibile, rafforzando il principio che solo la parte direttamente coinvolta nelle trattative detiene il diritto di agire.
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Responsabilità del venditore: immobile con ipoteca
Una società acquista un immobile scoprendo solo in seguito l'esistenza di un'ipoteca e di una procedura esecutiva. Dopo aver transatto con il creditore, la società cita in giudizio i venditori e il notaio. La Corte di Cassazione conferma la responsabilità del venditore per le false dichiarazioni, ma chiarisce che il debito risarcitorio gravante sugli eredi dei venditori deve essere ripartito 'pro quota' e non in solido. La responsabilità del notaio viene limitata poiché il pagamento del prezzo era avvenuto prima del rogito.
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Indennizzo acquisizione sanante: risarcimento totale
La Corte di Cassazione, con una recente ordinanza, ha stabilito che l'indennizzo per acquisizione sanante deve coprire integralmente tutti i danni subiti dal proprietario, inclusi i costi di ripristino di fabbricati e coltivazioni. Il caso riguardava l'occupazione di un terreno per opere pubbliche, seguita da un'acquisizione ex art. 42-bis. La Corte ha cassato la decisione di merito che aveva liquidato un indennizzo parziale, sottolineando che il ristoro deve comprendere sia il periodo di occupazione legittima che quello illegittimo, senza esclusioni ingiustificate.
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Equa riparazione: calcolo durata e indennizzo
Un cittadino ha richiesto un'equa riparazione per l'eccessiva durata di un procedimento giudiziario, composto da una fase di cognizione e una successiva di ottemperanza. La Corte di Cassazione ha stabilito che la durata ragionevole complessiva per entrambe le fasi è di un anno. Sulla base di questo principio, ha ricalcolato l'indennizzo dovuto al cittadino, accogliendo parzialmente il suo ricorso e rigettando quello del Ministero della Giustizia. La sentenza ha inoltre chiarito le regole sulla distrazione delle spese legali in favore dell'avvocato.
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Esenzione IMU comodato: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione ha affrontato il caso di un'esenzione IMU per un immobile di un istituto religioso concesso in comodato a un'associazione non profit. Applicando una recente norma di interpretazione autentica, la Corte ha annullato la decisione favorevole al contribuente, rinviando la causa al giudice di merito. Sarà necessario verificare la sussistenza di un collegamento funzionale tra i due enti e l'uso esclusivamente non commerciale dell'immobile da parte del comodatario per poter beneficiare dell'esenzione IMU comodato.
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Contributo di solidarietà: Cassazione lo boccia
Un professionista ha contestato le trattenute sulla sua pensione relative a un contributo di solidarietà imposto dalla sua Cassa di previdenza. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso della Cassa, confermando l'illegittimità del contributo sulla base di una giurisprudenza consolidata. La Corte ha inoltre ribadito che il diritto del pensionato al rimborso delle somme indebitamente trattenute si prescrive in dieci anni, non in cinque. Il ricorso incidentale del professionista, volto a ottenere una riliquidazione della pensione, è stato invece dichiarato inammissibile per vizi procedurali.
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Estinzione del giudizio: la Cassazione decide
Un ente di servizi alla persona e un comune, dopo aver presentato ricorso e controricorso in Cassazione avverso una sentenza della Commissione Tributaria Regionale, hanno raggiunto un accordo. Sulla base della loro richiesta congiunta, la Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio, compensando le spese legali tra le parti. È stato inoltre chiarito che, in caso di estinzione per accordo, non è dovuto il versamento di un ulteriore contributo unificato.
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Modifica accordo sovraindebitamento e voto creditori
Una società debitrice, durante l'esecuzione di un accordo di composizione della crisi, chiede una modifica del piano. Un creditore si oppone, sostenendo che solo i creditori non ancora soddisfatti debbano partecipare alla decisione. La Corte di Cassazione respinge il ricorso, stabilendo che la procedura di modifica accordo sovraindebitamento ha natura collettiva e deve coinvolgere tutti i creditori originari, anche se già pagati, confermando l'integrità del procedimento concorsuale dall'inizio alla fine.
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Danno esistenziale telefonia: la Cassazione decide
Una professionista ha citato in giudizio una compagnia telefonica per gravi disservizi, ottenendo in primo e secondo grado il risarcimento per danno all'immagine e danno esistenziale. La Corte di Cassazione, intervenendo sul ricorso della società, ha confermato il danno all'immagine ma ha cassato con rinvio la decisione sul danno esistenziale. La Corte ha chiarito che il danno esistenziale telefonia non è automatico e non può essere considerato 'in re ipsa', ma richiede una specifica allegazione e prova del pregiudizio grave e non futile subito dalla persona nelle sue attività realizzatrici, onere non soddisfatto nel caso di specie.
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Estinzione del giudizio: la parola fine al contenzioso
La Corte di Cassazione dichiara l'estinzione del giudizio in una controversia fiscale relativa alla liquidazione dell'IVA di gruppo. La decisione non entra nel merito della questione, ma prende atto della richiesta di definizione agevolata presentata dalla società contribuente ai sensi della L. 197/2022, a cui ha aderito anche l'Amministrazione finanziaria. La lite, originata dal disconoscimento di un credito IVA per la presunta mancanza di requisiti di controllo, si conclude quindi con la chiusura del processo e la compensazione delle spese.
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Errore di fatto: i limiti della revocazione in Cassazione
Un proprietario immobiliare ha richiesto la revocazione di un'ordinanza della Cassazione, sostenendo un errore di fatto relativo al calcolo dei termini per l'usucapione di una costruzione. La Corte ha respinto la richiesta, chiarendo che l'errore di fatto revocatorio deve essere un errore di percezione sugli atti del giudizio di legittimità, non un riesame della valutazione delle prove compiuta dal giudice di merito.
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