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Ricorso Incidentale — Anno 2024

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750 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Ricorso Incidentale

Provvedimenti

Licenziamento ingiurioso: onere della prova e limiti
Un ex dirigente, dopo un licenziamento ritenuto illegittimo, ha agito in giudizio per ottenere un risarcimento per il carattere ingiurioso del recesso, basato su una presunta fuga di notizie alla stampa da parte dell'azienda. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che spetta al lavoratore fornire la prova certa che la condotta lesiva sia direttamente attribuibile al datore di lavoro, non essendo sufficiente una mera presunzione.
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Correzione errore materiale: distrazione spese legali
La Corte di Cassazione interviene d'ufficio per una correzione errore materiale su una propria precedente ordinanza. Il caso riguarda l'omessa pronuncia sulla richiesta di distrazione delle spese legali in favore dei difensori antistatari. La Corte accoglie l'istanza, disponendo l'inserimento della clausola di distrazione, ma rigetta la richiesta di correzione relativa a una presunta ambiguità nel calcolo delle spese, ritenendo il dispositivo originario già sufficientemente chiaro.
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Impugnazione sentenza non definitiva: la riserva è chiave
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso per tardività, sottolineando l'importanza della riserva d'impugnazione. La mancata riserva contro una sentenza non definitiva entro la prima udienza successiva rende l'appello tardivo, precludendo anche l'esame della sentenza definitiva. La vicenda, nata da un contenzioso bancario, si risolve su una questione puramente procedurale, evidenziando come la strategia processuale, e in particolare la gestione dell'impugnazione sentenza non definitiva, sia determinante per l'esito della causa.
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Compensazione pecuniaria volo: diritto anche senza attesa
La Corte di Cassazione stabilisce che la compensazione pecuniaria per un volo in ritardo di oltre tre ore spetta al passeggero a prescindere dal luogo in cui ha atteso la nuova partenza. Anche se informato del ritardo e rimasto in hotel, il passeggero ha diritto al risarcimento perché il danno consiste nella perdita di tempo, un pregiudizio oggettivo. La Corte ha inoltre corretto la decisione del giudice d'appello sulla compensazione delle spese legali, affermando che non possono essere usate come strumento punitivo contro la parte vincitrice.
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Procura non prodotta: ricorso in Cassazione nullo
Un contribuente ha contestato con successo due cartelle di pagamento. La società di riscossione ha presentato ricorso in Cassazione, ma è stato dichiarato inammissibile perché la procura del rappresentante legale non è stata depositata. La Corte ha stabilito che la mancata presentazione di tale documento, ovvero una procura non prodotta, impedisce la verifica dei poteri e rende l'atto nullo. Anche un ricorso incidentale di altri enti è stato respinto per tardività, confermando l'importanza del rigore procedurale.
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Estinzione giudizio Cassazione: accordo tra le parti
Una società di gestione aeroportuale e diverse aziende di logistica avevano impugnato una sentenza della Corte d'Appello. Durante il procedimento in Cassazione, le parti hanno raggiunto un accordo transattivo, presentando rinuncia ai rispettivi ricorsi. La Suprema Corte ha quindi dichiarato l'estinzione del giudizio di Cassazione, specificando che, dato l'accordo, non era necessario pronunciarsi sulle spese legali e che non si applicava l'obbligo del versamento del doppio contributo unificato.
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Legittimazione passiva: Cassazione rinvia la decisione
Un cittadino chiede un indennizzo per l'eccessiva durata di un processo. Il Ministero della Giustizia contesta la propria legittimazione passiva, indicando come corretto convenuto il Ministero dell'Economia. La Cassazione, di fronte a un contrasto giurisprudenziale sulla rilevabilità d'ufficio di tale vizio, ha rimesso la causa alla pubblica udienza per una decisione approfondita.
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Riserve appalti pubblici: la Cassazione decide
Una società di costruzioni ha perso il diritto a contestare il saldo di un appalto pubblico perché non ha iscritto le dovute riserve nei documenti contabili finali. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha confermato che la firma del conto finale senza l'apposizione di specifiche riserve appalti pubblici equivale a un'accettazione definitiva delle somme, precludendo qualsiasi successiva pretesa economica da parte dell'impresa.
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Prescrizione volo: omessa pronuncia del giudice
Una società di gestione reclami ottiene la condanna di una compagnia aerea per un ritardo del volo. La compagnia aveva sollevato l'eccezione di prescrizione del diritto al risarcimento, ma il giudice d'appello non l'ha esaminata. La Corte di Cassazione ha annullato la sentenza per omessa pronuncia, stabilendo che il giudice deve valutare tutte le difese proposte. Il caso evidenzia l'importanza di affrontare ogni eccezione, come la prescrizione volo, per una decisione valida.
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Estinzione del processo: la rinuncia spegne il ricorso
Un contribuente e l'Agenzia delle Entrate rinunciano reciprocamente ai propri ricorsi in Cassazione. La Corte dichiara l'estinzione del processo per cessata materia del contendere, compensando integralmente le spese legali. La decisione si fonda sulla volontà concorde delle parti di porre fine alla lite, confermando l'applicabilità dell'art. 391 c.p.c. in materia di estinzione del processo.
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Cessazione materia del contendere: l’accordo che estingue
La Corte di Cassazione dichiara la cessazione della materia del contendere in una controversia tra un Ente Comunale e i curatori del fallimento di una società. L'accordo transattivo raggiunto tra le parti, tramite un concordato fallimentare, ha risolto la disputa originaria su un contratto di concessione, rendendo superflua una decisione sul merito e annullando le sentenze dei gradi precedenti.
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Ricorso inammissibile: quando manca la specificità
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile poiché si limitava a riproporre le stesse argomentazioni già respinte in appello, senza criticare specificamente la motivazione della sentenza impugnata. Il caso verteva sull'impugnazione di un lodo arbitrale in una controversia per risarcimento danni tra un consorzio di gestione rifiuti e una società municipale. Di conseguenza, anche il ricorso incidentale è stato dichiarato inefficace.
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Monitoraggio Fiscale: Sanzioni e Raddoppio Termini
La Corte di Cassazione si è pronunciata su un caso di monitoraggio fiscale, confermando le sanzioni a carico di una contribuente per omessa dichiarazione di capitali detenuti all'estero. La sentenza chiarisce che lo scudo fiscale copre solo gli importi dichiarati e non le eccedenze degli anni precedenti. Viene inoltre confermata la legittimità del raddoppio dei termini di accertamento, data la sua natura procedurale, e l'utilizzabilità di prove come la "lista Falciani". Infine, si precisa che per i conti cointestati, ogni titolare deve dichiarare l'intero importo e non solo la propria quota.
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Controllo automatizzato: quando è legittimo?
Una società di trasporti ha impugnato una cartella di pagamento emessa a seguito di un controllo automatizzato per il recupero di IRES e crediti d'imposta. La Corte di Cassazione, riformando la decisione di merito, ha stabilito la legittimità della procedura di controllo automatizzato anche per disconoscere crediti, a patto che l'irregolarità emerga direttamente dai dati presenti in dichiarazione, senza necessità di valutazioni discrezionali. La Corte ha chiarito che spetta al contribuente l'onere di provare l'eventuale errore nei dati dichiarati.
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Motivazione apparente: polizza professionale annullata
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza che condannava una compagnia assicurativa a indennizzare un architetto per responsabilità professionale in un appalto pubblico. La decisione è stata motivata dalla presenza di una "motivazione apparente", poiché i giudici di merito non avevano spiegato in modo adeguato come le polizze assicurative coprissero il danno specifico, limitandosi a un'affermazione generica e assertiva. Sono stati invece respinti i ricorsi incidentali presentati dall'architetto e dal Comune committente.
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Lavori extra-contratto: compenso senza accordo scritto
Un'impresa edile ha eseguito opere non previste dal contratto originario su richiesta verbale del committente. Quest'ultimo si è poi rifiutato di pagare, appellandosi al prezzo forfettario pattuito. La Corte di Cassazione ha confermato che i lavori extra-contratto danno diritto a un compenso aggiuntivo, in quanto costituiscono un nuovo accordo che può essere provato anche tramite testimoni. La Corte ha quindi respinto sia il ricorso del committente che quello incidentale dell'impresa, confermando la decisione d'appello.
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Errore di fatto revocatorio: analisi della Cassazione
Un gruppo di telecomunicazioni ha contestato il diniego di un rimborso IRES legato alla deducibilità dell'IRAP. La controversia è giunta in Cassazione con ricorsi incrociati e una richiesta di revocazione per un presunto errore di fatto revocatorio, ovvero l'omessa valutazione di un motivo d'appello. La Suprema Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso per revocazione, chiarendo la distinzione tra l'omessa pronuncia (errore procedurale) e l'errore di fatto, che richiede una svista percettiva del giudice. Tuttavia, ha accolto parzialmente un ricorso incidentale, riscontrando una reale omissione di pronuncia su una domanda autonoma di rimborso, cassando la sentenza e rinviando alla corte di merito.
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Domanda di manleva tardiva: quando è inammissibile
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 5804/2024, ha stabilito l'inammissibilità di una domanda di manleva tardiva proposta dal convenuto. Il caso riguardava un forno difettoso per cui un panettiere aveva chiesto i danni al venditore e al produttore. La richiesta del venditore di essere tenuto indenne dal produttore è stata respinta perché presentata oltre i termini processuali previsti, confermando invece la condanna al risarcimento del danno verso l'acquirente.
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Gravi difetti immobile: la Cassazione sui vizi
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 5648/2024, si è pronunciata su un caso di gravi difetti in un immobile di nuova costruzione. Un condominio aveva citato in giudizio il costruttore e i professionisti per vizi quali infiltrazioni e problemi all'impianto di riscaldamento. La Corte d'Appello aveva ridotto il risarcimento, escludendo alcuni vizi. La Cassazione ha confermato che la qualificazione di un vizio come 'grave' è una valutazione di merito del giudice, ma ha cassato la sentenza d'appello per non essersi pronunciata su una voce di costo accessoria (omessa pronuncia), rinviando il caso per una nuova valutazione su quel punto specifico.
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Accertamento analitico induttivo: la Cassazione decide
Una società ha impugnato un avviso di accertamento fondato su un accertamento analitico induttivo, che presumeva ricavi non dichiarati a fronte di ingenti prelievi di cassa da parte dei soci. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso della società, ritenendo legittimo l'operato dell'Amministrazione Finanziaria a causa delle gravi irregolarità contabili e della mancata prova, da parte del contribuente, della reale destinazione dei fondi. La Corte ha invece accolto il ricorso incidentale dell'Agenzia su un diverso punto relativo al principio di competenza dei costi.
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