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Ricorrente

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5873 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Assegno sociale e stato di bisogno: no al fraude
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 33532/2023, ha stabilito un principio fondamentale in materia di assegno sociale e stato di bisogno. Il caso riguardava una cittadina a cui era stato negato il beneficio poiché aveva simulato una condizione di necessità. La Corte ha confermato che lo stato di bisogno deve essere effettivo e non solo apparente, rigettando il ricorso e sottolineando che un comportamento fraudolento volto a creare artificialmente i presupposti per l'accesso alla prestazione ne impedisce il riconoscimento.
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Estinzione del giudizio per definizione agevolata lite
Un contribuente, dopo aver perso in secondo grado contro l'Agenzia delle Entrate, ha fatto ricorso in Cassazione. Durante il processo, ha aderito alla definizione agevolata delle liti pendenti, pagando l'importo dovuto. La Corte Suprema, verificato il perfezionamento della procedura e l'assenza di istanze di prosecuzione, ha dichiarato l'estinzione del giudizio, lasciando le spese a carico delle parti che le avevano anticipate.
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Cessazione materia del contendere: l’accordo in Cassazione
Un'ordinanza della Corte di Cassazione analizza il caso di un licenziamento in cui le parti hanno raggiunto un accordo transattivo durante il processo. La Corte ha dichiarato la cessazione della materia del contendere, compensando le spese e chiarendo che, in questi casi, non è dovuto il versamento dell'ulteriore contributo unificato, poiché la sentenza impugnata perde efficacia.
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Procura Cassazione: ricorso inammissibile se manca
Un istituto finanziario, condannato per l'illecito incasso di assegni rubati e contraffatti, ha presentato ricorso in Cassazione. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile non per il merito della questione, ma per un vizio di forma: la mancata produzione della procura notarile che attestava i poteri del rappresentante legale che ha conferito il mandato all'avvocato. La sentenza evidenzia come la Procura Cassazione richieda una catena di poteri perfettamente documentata, pena l'invalidità dell'atto.
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Procura speciale Cassazione: i requisiti di validità
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso a causa di una procura speciale difettosa. L'ordinanza sottolinea che la procura speciale Cassazione deve essere inequivocabilmente conferita per il giudizio di legittimità, altrimenti il ricorso è nullo. Il caso nasceva da un'opposizione a un'iscrizione ipotecaria, ma si è concluso su una questione puramente procedurale, evidenziando l'importanza del rigore formale nella redazione degli atti.
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Estinzione del giudizio: il caso della rinuncia
L'ordinanza analizza un caso di estinzione del giudizio dinanzi alla Corte di Cassazione. L'Amministrazione Finanziaria, dopo aver impugnato una sentenza della Commissione Tributaria Regionale sfavorevole, ha rinunciato al proprio ricorso. La controparte ha accettato la rinuncia, portando la Corte a dichiarare la fine del processo senza una decisione nel merito, ma con la conferma della sentenza precedente. Le spese legali sono state lasciate a carico delle rispettive parti.
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Estinzione del giudizio per rinuncia al ricorso
Una società propone ricorso in Cassazione contro una sentenza sfavorevole. Successivamente, le parti raggiungono un accordo transattivo. La società ricorrente rinuncia quindi al ricorso e la controparte accetta. La Corte, verificata la conformità della rinuncia, dichiara l'estinzione del giudizio senza disporre sulle spese, poiché la controparte non si era costituita.
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Improcedibilità ricorso Cassazione: onere della prova
Una società di servizi ha presentato ricorso in Cassazione contro una condanna al pagamento per interventi di manutenzione. La Corte ha dichiarato l'improcedibilità del ricorso per Cassazione perché la società ricorrente, pur avendo dichiarato di aver ricevuto la notifica della sentenza d'appello, non ha depositato la copia autentica con la relativa relata di notifica entro i termini di legge. Questo adempimento è essenziale per dimostrare la tempestività dell'impugnazione secondo il termine breve.
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Contributo unificato: no al raddoppio se si rinuncia
Un'Agenzia Fiscale contesta la qualificazione di un contratto per un impianto fotovoltaico, appellandosi in Cassazione. Tuttavia, rinuncia al ricorso. La Corte dichiara estinto il processo e chiarisce che il contributo unificato raddoppiato non è dovuto in caso di rinuncia, essendo una misura applicabile solo in caso di rigetto o inammissibilità.
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Estinzione liti pendenti: la Cassazione chiarisce
Una società, nel corso di un giudizio in Cassazione contro l'Agenzia delle Entrate per un accertamento fiscale, ha aderito alla definizione agevolata prevista dalla Legge 197/2022. La Suprema Corte, preso atto della domanda e del pagamento, ha dichiarato l'estinzione liti pendenti, stabilendo che le spese legali restano a carico della parte che le ha anticipate, conformemente alla normativa speciale.
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Onere della prova usura: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un cliente contro una banca in una causa per usura su un mutuo. La decisione si fonda sulla mancata produzione, nel ricorso, del contratto di mutuo, che ha impedito alla Corte di valutare la fondatezza della censura. Questo caso sottolinea l'importanza dell'onere della prova usura e della specificità degli atti di impugnazione.
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Rinuncia al ricorso: niente doppio contributo unificato
L'Agenzia delle Entrate ha presentato ricorso in Cassazione per la riqualificazione fiscale di un contratto di affitto di terreni per un impianto fotovoltaico. Tuttavia, prima della decisione, ha effettuato una rinuncia al ricorso. La Corte Suprema ha dichiarato l'estinzione del giudizio, compensando le spese e chiarendo un punto fondamentale: la sanzione del doppio contributo unificato non si applica in caso di ritiro volontario dell'appello, essendo prevista solo per i casi di rigetto o inammissibilità.
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Estinzione del giudizio: rinuncia al ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio in una controversia fiscale tra l'Amministrazione Finanziaria e una società. La decisione è seguita alla rinuncia al ricorso da parte dell'ente impositore, accettata dalla controparte, senza che la Corte si pronunciasse sul merito della questione relativa alla riqualificazione di un contratto. Le spese legali sono state compensate tra le parti.
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Cessazione materia del contendere: il caso in Cassazione
Un contenzioso tributario relativo a avvisi di accertamento IRPEF è giunto in Cassazione. Il caso si è concluso prima di una decisione nel merito, poiché il contribuente ha aderito con successo a una definizione agevolata della controversia. Di conseguenza, non essendo stata presentata istanza di prosecuzione del giudizio entro i termini di legge, la Corte ha dichiarato l'estinzione del processo per cessazione materia del contendere, lasciando le spese a carico delle parti che le hanno anticipate.
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Estinzione del giudizio: rinuncia e accettazione
Un'ordinanza della Corte di Cassazione analizza un caso di estinzione del giudizio in materia tributaria. L'Agenzia Fiscale, dopo aver impugnato una sentenza sfavorevole sulla riqualificazione di un contratto di affitto per un impianto fotovoltaico, ha rinunciato al ricorso. A seguito dell'accettazione della controparte, una società energetica, la Corte ha dichiarato l'estinzione del processo, lasciando le spese a carico delle parti che le hanno sostenute. La decisione non entra nel merito della questione fiscale, ma si limita a prendere atto della volontà delle parti di terminare la lite.
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Definizione agevolata: estinzione del giudizio tributario
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione di un giudizio tributario a seguito dell'adesione del contribuente alla definizione agevolata del contenzioso. Il caso vedeva contrapposti l'Agenzia delle Entrate e un contribuente in un ricorso contro una sentenza della Commissione Tributaria Regionale. La presentazione della domanda di definizione e il pagamento della prima rata hanno interrotto il processo, portando alla sua conclusione anticipata.
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Estinzione giudizio tributario per rinuncia al ricorso
Un contribuente, in lite con l'Agenzia delle Entrate per questioni relative all'IRPEF, ha fatto ricorso in Cassazione. Successivamente, ha aderito alla definizione agevolata del contenzioso e ha presentato formale rinuncia al ricorso. La Corte di Cassazione, preso atto della volontà della parte, ha dichiarato l'estinzione del giudizio tributario, chiudendo definitivamente la procedura. Le spese processuali sono state lasciate a carico della parte che le ha anticipate.
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Appello cautelare inammissibile: quando è ripetitivo
La Corte di Cassazione dichiara un appello cautelare inammissibile perché era una mera riproposizione delle argomentazioni già respinte dal primo giudice. La sentenza sottolinea che un'impugnazione deve contenere una critica specifica alla decisione contestata, non un generico invito a una nuova valutazione, confermando la condanna del ricorrente al pagamento delle spese e di una sanzione.
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Fideiussore consumatore: quando la garanzia è esclusa
La Cassazione ha stabilito che non può essere qualificato come fideiussore consumatore il socio che garantisce un debito della società, se la garanzia è strettamente collegata alla sua attività professionale. Nel caso esaminato, un garante, di professione agente immobiliare, aveva prestato fideiussione per una società immobiliare da lui fondata. La Corte ha rigettato il ricorso, escludendo l'applicazione del foro del consumatore per via del collegamento funzionale tra la garanzia e la sua professione.
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Notifica ricorso cassazione: come procedere?
La Corte di Cassazione sospende un giudizio tributario relativo ad accertamenti per proventi illeciti. Al centro della decisione, un dubbio sulla validità della notifica ricorso cassazione effettuata al presunto difensore del contribuente, assente nel giudizio di appello. La Corte dispone l'acquisizione del fascicolo di merito per verificare la corretta costituzione del contraddittorio prima di decidere.
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