Un imputato, condannato per ricettazione e uso indebito di una carta bancomat sulla base di fotogrammi di videosorveglianza e riconoscimenti, ha presentato ricorso in Cassazione. La richiesta di visionare l'intero filmato, avanzata come prova decisiva, è stata respinta. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, chiarendo che in sede di legittimità non si può rivalutare il merito delle prove e che la richiesta probatoria in appello, specie nel rito abbreviato, deve riguardare una prova realmente decisiva e non meramente esplorativa.
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