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Ricettazione Di Particolare Tenuità

68 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Una forma attenuata del reato di ricettazione, prevista quando il fatto è di minima importanza per il valore della cosa e per le modalità con cui è stato commesso, che comporta una pena ridotta.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Ricorso per cassazione inammissibile se ripete solo l’appello
Un soggetto asporta beni da un immobile a seguito della conclusione della procedura esecutiva e della formale assegnazione del bene a terzi, configurando il delitto di furto, mentre un complice risponde di ricettazione attenuata. I due imputati propongono impugnazione dinanzi alla Suprema Corte lamentando violazione di legge e difetto logico di motivazione. I giudici rilevano che le doglianze ripropongono pedissequamente le medesime argomentazioni già respinte in secondo grado, omettendo un effettivo confronto critico con la decisione impugnata. La Corte di Cassazione dichiara il ricorso per cassazione inammissibile a causa della mera reiterazione dei motivi di merito e condanna entrambi i ricorrenti alle spese processuali e al pagamento di tremila euro alla Cassa delle ammende.
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Ricettazione di particolare tenuità negata per assegno da mille euro
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna di un soggetto per il reato di ricettazione. L'imputato aveva ricevuto un assegno bancario di quasi mille euro tramite modalità artificiose e chiedeva l'attenuante speciale della ricettazione di particolare tenuità oltre alla non punibilità per esiguità del fatto. I giudici supremi hanno respinto la richiesta. La Corte ha chiarito che il valore economico del titolo e l'uso di raggiri impediscono di considerare modesta l'offesa criminale. La dichiarazione di inammissibilità dell'impugnazione ha inoltre precluso l'applicazione della prescrizione del reato, condannando il ricorrente alle spese e a una sanzione di tremila euro in favore della Cassa delle ammende.
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Ricettazione di particolare tenuità: i precedenti pesano
La Corte di Cassazione ha esaminato il ricorso presentato da un imputato condannato per ricettazione, resistenza a pubblico ufficiale e possesso ingiustificato di chiavi alterate o grimaldelli. Il ricorrente contestava il mancato riconoscimento della ricettazione di particolare tenuità e dell'attenuante del danno patrimoniale di speciale tenuità. I Supremi Giudici hanno confermato la sentenza di condanna della Corte di Appello. La Cassazione ha chiarito che i precedenti penali dell'imputato giustificano pienamente l'esclusione dell'ipotesi attenuata. Per negare la particolare tenuità basta anche un solo elemento negativo della condotta o della personalità. Inoltre, la difesa non può lamentare la mancata applicazione d'ufficio di un'attenuante se non ne ha fatto specifica richiesta nei gradi precedenti. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile con condanna al pagamento delle spese e al versamento di tremila euro alla Cassa delle ammende.
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Ricettazione di particolare tenuità e restituzione del bene
Un uomo ha subito una condanna per il delitto di ricettazione di un motociclo rubato, pur beneficiando della forma attenuata per il modesto valore economico del mezzo. L'imputato ha presentato ricorso in Cassazione sostenendo che la restituzione del motociclo alla vittima giustificasse l'ulteriore attenuante del danno di speciale tenuità e una diversa comparazione con la recidiva. I giudici di legittimità hanno rigettato il ricorso. La Suprema Corte ha chiarito che nel reato di ricettazione di particolare tenuità non si può applicare due volte lo stesso beneficio economico se il valore del bene è già stato considerato. Inoltre, la restituzione della refurtiva rappresenta un evento successivo che non incide sul danno causato al momento del fatto.
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Ricettazione di particolare tenuità: bocciato il ricorso del PM
Il Tribunale condanna due soggetti per il reato di ricettazione di particolare tenuità, applicando la pena ridotta di sei mesi di reclusione e seicento euro di multa. La Procura Generale impugna la decisione davanti alla Corte di Cassazione. L'accusa sostiene che il giudice non ha motivato la lieve entità del fatto e ha errato nel calcolo della multa. La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso della Procura. I giudici chiariscono che l'impugnazione dell'accusa non può sollevare questioni astratte senza garantire un beneficio pratico. La condanna mite stabilita dal giudice di merito diventa quindi definitiva per gli imputati.
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Ricettazione di particolare tenuità: niente doppio sconto
Due soggetti sono stati condannati per il reato di concorso in ricettazione. Il loro difensore ha proposto ricorso in Cassazione lamentando il mancato riconoscimento dell'attenuante del danno economico di speciale tenuità. La difesa sosteneva che gli imputati avessero diritto a un secondo sconto di pena. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi. I giudici hanno chiarito che l'attenuante del danno lieve non si somma alla fattispecie di ricettazione di particolare tenuità, nella quale resta assorbita. L'esiguità del danno economico era già servita per concedere l'attenuante speciale e lo stesso fatto non si può valutare due volte. Gli imputati hanno perso il ricorso e devono pagare le spese processuali e tremila euro ciascuno alla Cassa delle Ammende.
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Ricettazione di particolare tenuità negata per migliaia di capi
L'Imputato ha proposto ricorso in Cassazione contro la sentenza d'appello che lo condannava per ricettazione. La difesa invocava l'ipotesi attenuata di ricettazione di particolare tenuità, il riconoscimento del vincolo della continuazione e le attenuanti generiche. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno chiarito che la tenuità del fatto è esclusa dal disvalore complessivo della condotta. Nel caso specifico, la presenza di ventiseimila settecentocinquantasette capi di abbigliamento sequestrati e la reiterazione dell'illecito dimostrano la gravità della condotta. Inoltre, il tempo trascorso tra le violazioni esclude un unico disegno criminoso, mentre la concessione delle attenuanti generiche richiede elementi positivi concreti. L'Imputato deve pagare le spese del processo e tremila euro alla Cassa delle ammende.
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Ricettazione di particolare tenuità e limiti del ricorso
L'Imputato ha presentato ricorso in Cassazione contestando la condanna per il reato di ricettazione. La difesa ha lamentato l'errata qualificazione giuridica del fatto e ha richiesto l'applicazione della ricettazione di particolare tenuità, prevista dal quarto comma dell'articolo 648 del codice penale per i fatti di lieve entità. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso del tutto inammissibile. I giudici hanno chiarito che i motivi proposti riproducevano acriticamente le censure già respinte dalla Corte d'appello, senza argomentare specifici errori giuridici della decisione impugnata. L'Imputato ha tentato illegittimamente di ottenere una nuova valutazione delle prove, attività preclusa nel giudizio di legittimità. Di conseguenza, la Corte ha confermato la condanna e ha imposto al ricorrente il pagamento delle spese processuali e di tremila euro alla Cassa delle ammende.
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Ricettazione di particolare tenuità: ricorso inutile e sanzione
Un imputato ha proposto ricorso per contestare la mancata concessione dell'attenuante per ricettazione di particolare tenuità da parte dei giudici di merito. Il ricorrente ha tuttavia ripetuto le medesime argomentazioni già respinte in secondo grado, omettendo una critica mirata e specifica alle spiegazioni fornite dalla corte territoriale. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile l'impugnazione perché un ricorso deve confrontarsi direttamente con le motivazioni della decisione precedente. L'imputato perde la causa e subisce la condanna al pagamento delle spese di giudizio e di tremila euro alla Cassa delle ammende.
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Ricettazione di particolare tenuità: condanna confermata
L'Imputato propone ricorso per cassazione contro la sentenza della Corte d'Appello, contestando il rifiuto di ascoltare un testimone, il mancato riconoscimento della ricettazione di particolare tenuità e l'applicazione dell'aumento di pena per la recidiva. La Suprema Corte dichiara l'impugnazione inammissibile su tutti i fronti. I giudici hanno chiarito che le prove già raccolte dimostravano chiaramente la responsabilità penale. Inoltre, la Corte d'Appello ha motivato in modo logico e coerente sia l'insussistenza dell'ipotesi lieve di reato sia la pericolosità sociale del soggetto, confermata dai suoi precedenti penali. L'Imputato perde definitivamente la causa, subisce la conferma della condanna penale e deve versare le spese di giudizio oltre a tremila euro alla Cassa delle ammende.
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Ricettazione di particolare tenuità e divieto di doppio sconto
L'Imputato ha subito una condanna per il delitto di ricettazione di particolare tenuità a causa del pessimo stato di conservazione della cosa ricevuta. La difesa ha proposto ricorso per ottenere anche la distinta attenuante comune del danno patrimoniale di speciale tenuità. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile l'impugnazione. I giudici hanno stabilito che il modesto valore economico del bene ha già giustificato la riduzione prevista per l'ipotesi lieve del reato. L'attenuante comune risulta pertanto assorbita e non può comportare un ulteriore beneficio. L'Imputato perde definitivamente la causa e deve versare le spese di giudizio oltre a tremila euro alla Cassa delle ammende.
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Ricettazione di particolare tenuità negata per furto
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna di un imputato sorpreso con refurtiva consistente in quattro telefoni cellulari e carte di credito mentre compiva un altro reato contro il patrimonio. La difesa chiedeva il riconoscimento della ricettazione di particolare tenuità e l'attenuante del danno di speciale tenuità. I giudici hanno respinto l'impugnazione dichiarandola inammissibile. Il valore complessivo dei beni e il contesto dell'arresto escludono il beneficio della particolare tenuità. Il ricorrente deve versare le spese e tremila euro alla Cassa delle ammende.
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Ricettazione di particolare tenuità: stop per i furti in ospedale
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna di una persona sorpresa in possesso di un telefono cellulare di provenienza illecita. L'imputata ha richiesto l'applicazione dell'attenuante speciale per la ricettazione di particolare tenuità, facendo leva sul valore modesto del bene. I giudici hanno respinto l'istanza evidenziando le modalità del fatto, commesso in un ospedale ai danni di un paziente ricoverato, e i precedenti penali della donna. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile e ha condannato la ricorrente al pagamento delle spese processuali e di tremila euro alla Cassa delle ammende.
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Ricettazione di particolare tenuità: veicolo integro e condanna
L'imputato, condannato per aver ricettato un'automobile rubata ma perfettamente funzionante, ha presentato ricorso per ottenere l'attenuante della ricettazione di particolare tenuità e la non punibilità per la lieve entità del fatto. I giudici di merito hanno respinto le richieste a causa del consistente valore economico del mezzo e dei precedenti negativi della persona. La Corte di Cassazione ha confermato integralmente questo orientamento, dichiarando il ricorso inammissibile. La presenza di un veicolo integro e marciante impedisce di considerare il fatto di minima offensività. Il ricorrente perde il giudizio ed è obbligato a pagare le spese processuali insieme a tremila euro alla Cassa delle ammende.
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Ricettazione di particolare tenuità: no alla non punibilità
L'Imputato ha incassato un assegno rubato del valore di 650 euro per compiere una truffa. Il Tribunale lo ha condannato per ricettazione, riconoscendo l'attenuante speciale ma indicando in dispositivo sei mesi di reclusione, a fronte di una motivazione che descriveva una pena di un solo mese. La Corte di Appello ha confermato la pena più severa. L'Imputato ha proposto ricorso in Cassazione chiedendo la totale non punibilità e lamentando il contrasto tra motivazione e dispositivo. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso. La ricettazione di particolare tenuità riduce la sanzione ma non esclude automaticamente la punibilità, la quale richiede un danno irrisorio e l'assenza di precedenti penali. I giudici hanno inoltre confermato la prevalenza della pena riportata nel dispositivo.
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Tablet da 50 euro: no alla ricettazione di particolare tenuità
L'Imputata impugna la condanna per la ricettazione di un tablet usato, lamentando il mancato riconoscimento della ricettazione di particolare tenuità. La difesa sostiene che il modesto valore economico del bene, stimato tra cinquanta e cento euro, giustifichi l'applicazione della pena ridotta. La Corte di Cassazione respinge il ricorso. I giudici chiariscono che il valore della refurtiva non è l'unico parametro decisivo. Il tribunale deve valutare complessivamente la gravità della condotta e la capacità a delinquere del reo, compresi i precedenti penali. La presenza di precedenti penali giustifica il rigetto implicito dell'attenuante, confermando la condanna definitiva dell'Imputata e il pagamento delle spese di giudizio.
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Ricettazione di particolare tenuità: il no della Cassazione
Un cittadino condannato per il reato di ricettazione ha presentato ricorso davanti alla Corte di Cassazione. L'imputato contestava il diniego dei benefici di legge, chiedendo la concessione della circostanza attenuante speciale e la causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto. La Suprema Corte ha confermato la decisione dei giudici territoriali e ha respinto la richiesta. I giudici hanno stabilito che l'imputato non può usare il ricorso di legittimità per ridiscutere mere valutazioni sui fatti già analizzate in modo corretto nei gradi precedenti. La Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso sulla ricettazione di particolare tenuità, condannando il ricorrente al pagamento delle spese del procedimento e di una sanzione pecuniaria.
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Ricettazione di particolare tenuità tra valore e precedenti
Un uomo condannato per il reato di ricettazione ha presentato ricorso in Cassazione contestando il mancato riconoscimento della circostanza attenuante speciale per la particolare tenuità del fatto. I giudici di merito avevano negato l'applicazione del beneficio dopo aver valutato il valore economico del bene ricettato e l'esistenza di precedenti penali a carico dell'imputato. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile poiché le censure proposte miravano a una rivalutazione dei fatti, operazione preclusa nel giudizio di legittimità. La decisione conferma che per escludere la ricettazione di particolare tenuità basta la corretta valutazione complessiva del danno e dei precedenti del reo, condannando il ricorrente alle spese processuali e al pagamento di tremila euro alla Cassa delle Ammende.
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Ricettazione di particolare tenuità: niente sconti sui tempi
L'Imputato propone ricorso per cassazione chiedendo l'estinzione del reato per prescrizione, sostenendo che l'ipotesi di ricettazione di particolare tenuità costituisca un reato autonomo con tempi di prescrizione più brevi. La Suprema Corte dichiara il ricorso inammissibile. I giudici chiariscono che la lieve entità del fatto rappresenta solo una circostanza attenuante e non una figura autonoma di reato. Di conseguenza, il tempo necessario per la prescrizione si calcola sulla pena massima prevista per il reato base di ricettazione, pari a otto anni aumentabili a dieci con atti interruttivi. I giudici respingono anche le ulteriori richieste difensive sollevate tardivamente e condannano il ricorrente alle spese processuali e al pagamento di tremila euro alla Cassa delle Ammende.
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Auto rubate e ricettazione di particolare tenuità negata
Due imputati sono stati condannati per la ricettazione di due automobili rubate. I condannati hanno proposto ricorso per cassazione lamentando il mancato riconoscimento della circostanza attenuante della ricettazione di particolare tenuità. La Suprema Corte ha dichiarato i ricorsi inammissibili. I giudici hanno chiarito che il valore economico rilevante dei beni e il consistente danno alle vittime escludono a priori la lieve entità del reato. La verifica di altri elementi favorevoli resta preclusa se il valore delle cose ricettate supera una modesta entità. I ricorrenti sono stati condannati alle spese e al pagamento di tremila euro ciascuno alla Cassa delle ammende.
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