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Ricettazione Di Particolare Tenuità

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68 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Ricettazione di particolare tenuità: condanna e ricorso respinto
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso de L'Imputato, confermando la condanna per il reato di ricettazione. I giudici hanno ritenuto corretta la decisione della Corte d'Appello, che ha applicato la ricettazione di particolare tenuità ritenendola prevalente sulla recidiva reiterata in un primo passaggio, per poi considerare le attenuanti generiche equivalenti alla stessa recidiva. La Suprema Corte ha chiarito che il giudizio di bilanciamento delle circostanze non influisce sul calcolo dei termini di prescrizione, i quali, a causa della recidiva, non erano ancora decorsi. Di conseguenza, L'Imputato perde il ricorso ed è condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria a favore della Cassa delle ammende.
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Ricettazione di particolare tenuità: l’assegno falso costa caro
L'Imputato è stato condannato per il reato di ricettazione. Il suo difensore ha proposto ricorso in Cassazione lamentando il mancato riconoscimento della circostanza attenuante della ricettazione di particolare tenuità. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno chiarito che non si può applicare l'attenuante a causa dell'elevato importo dell'assegno ricettato, della firma falsificata, della presentazione all'incasso e dei precedenti penali del soggetto. Di conseguenza, l'imputato perde il ricorso e viene condannato al pagamento delle spese processuali e di tremila euro alla Cassa delle ammende.
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Ricettazione di particolare tenuità: la patente non dà sconti
Un uomo viene trovato in possesso di una patente di guida altrui e viene condannato per ricettazione. Il Tribunale applica la circostanza attenuante della ricettazione di particolare tenuità basandosi solo sul tipo di oggetto. Il Procuratore Generale fa ricorso, sostenendo che non basta considerare il valore economico o la natura del bene. La Corte di Cassazione accoglie il ricorso, stabilendo che per concedere l'attenuante il giudice deve valutare globalmente la condotta, la personalità del colpevole e le modalità dell'azione. Di conseguenza, la Suprema Corte annulla la sentenza e rinvia il caso per un nuovo giudizio.
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Ricettazione di particolare tenuità: attenuante o reato?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un cittadino condannato per ricettazione. L'imputato sosteneva che il reato fosse estinto per prescrizione, ritenendo che la ricettazione di particolare tenuità costituisse un reato autonomo con tempi di prescrizione più brevi. I giudici hanno invece chiarito che la lieve entità rappresenta solo una circostanza attenuante e non influisce sul calcolo del tempo necessario alla prescrizione, il quale va calcolato sulla pena massima del reato base. Di conseguenza, il reato non era prescritto e il ricorrente è stato condannato anche al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Ricettazione di particolare tenuità: nessun sconto ai recidivi
L'Imputata, condannata per il reato di ricettazione, ha proposto ricorso in Cassazione lamentando la mancata applicazione della circostanza attenuante della ricettazione di particolare tenuità e la conseguente mancata prescrizione del reato. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno chiarito che la particolare tenuità non può essere riconosciuta a causa del valore economico del profitto (circa 1.800 euro) e della pericolosità sociale del soggetto, già gravato da precedenti penali per ricettazione e truffa. Di conseguenza, l'imputata perde la causa e viene condannata al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria di 3.000 euro a favore della Cassa delle ammende.
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Ricettazione di particolare tenuità: no sconti per moto vecchia
L'Imputato è stato condannato per aver ricettato un vecchio motociclo, poi rivenduto per duecento euro. L'Imputato ha proposto ricorso in Cassazione lamentando il mancato riconoscimento della circostanza attenuante della ricettazione di particolare tenuità e del danno di speciale tenuità. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno chiarito che il motociclo, sebbene vecchio, conservava un valore economico non trascurabile. Inoltre, la ricettazione di particolare tenuità richiede una valutazione complessiva del fatto, comprese le modalità dell'azione e la personalità del reo. Nel caso specifico, la recidiva reiterata dell'Imputato e il profitto conseguito escludono i requisiti di occasionalità e minima offensività necessari per concedere lo sconto di pena. L'Imputato è stato condannato a pagare le spese e tremila euro alla Cassa delle ammende.
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Ricettazione di particolare tenuità: no allo sconto per la BMW
L'Imputato è stato condannato per ricettazione di un'auto e possesso di strumenti da scasso. La difesa ha richiesto l'applicazione della circostanza attenuante della ricettazione di particolare tenuità e il riconoscimento del reato continuato con un altro episodio avvenuto a soli undici giorni di distanza. La Corte di Cassazione ha rigettato la tesi della particolare tenuità, evidenziando il valore non irrisorio del veicolo e i precedenti penali specifici dell'uomo. Ha invece accolto il ricorso sul reato continuato, annullando la sentenza con rinvio per il ricalcolo della pena complessiva. Infine, ha dichiarato estinto per prescrizione il reato di possesso di strumenti da scasso.
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Ricettazione di particolare tenuità: condanna e sconti di pena
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un uomo condannato per la ricettazione di un camper. La Corte d'Appello aveva ridotto la pena a tre mesi di reclusione e 200 euro di multa, applicando la circostanza attenuante della ricettazione di particolare tenuità. L'imputato ha fatto ricorso lamentando la mancata concessione delle attenuanti generiche. I giudici di legittimità hanno chiarito che il ricorso è inammissibile perché non contesta la motivazione dei giudici di secondo grado. Questi ultimi avevano negato le attenuanti generiche a causa dei numerosi precedenti penali dell'uomo, concedendogli comunque la più favorevole attenuante della particolare tenuità. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato anche al pagamento delle spese e di tremila euro alla Cassa delle ammende.
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Ricettazione di particolare tenuità: no alla prescrizione facile
Il Tribunale di Ancona aveva dichiarato estinto per prescrizione il reato contestato a un cittadino, ritenendo che la ricettazione di particolare tenuità costituisse un reato autonomo con tempi di prescrizione più brevi. Il Procuratore Generale ha impugnato la decisione in Cassazione. La Suprema Corte ha accolto il ricorso, stabilendo che la ricettazione di particolare tenuità non è un reato autonomo, ma una circostanza attenuante. Di conseguenza, il tempo necessario per la prescrizione deve essere calcolato sulla pena prevista per il reato base di ricettazione (otto anni di reclusione). Poiché tale termine non era ancora decorso, la Cassazione ha annullato la sentenza e ha rinviato il caso alla Corte di Appello per un nuovo giudizio.
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Ricettazione di particolare tenuità: il valore non salva il reo
L'Imputato è stato condannato per il reato di ricettazione in concorso per aver utilizzato un motocarro rubato per trasportare un radiatore, anch'esso rubato, e rifiuti senza autorizzazione. L'Imputato ha proposto ricorso in Cassazione lamentando il mancato riconoscimento della circostanza attenuante della ricettazione di particolare tenuità, che avrebbe potuto escludere la sua punibilità. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno chiarito che il valore economico della merce, pari a circa 300 euro, non era esiguo e che la condotta complessiva, unita ai precedenti penali dell'uomo, dimostrava una capacità criminosa non marginale. Di conseguenza, l'Imputato è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricettazione di particolare tenuità: no al doppio sconto di pena
Un uomo è stato condannato per il reato di ricettazione per aver utilizzato un telefono cellulare di provenienza illecita. La difesa ha contestato la qualificazione del fatto, chiedendo il riconoscimento della ricettazione di particolare tenuità cumulato con un'ulteriore attenuante economica, e ha eccepito la prescrizione del reato. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno stabilito che non si può valutare due volte lo stesso elemento economico per ottenere un doppio sconto di pena. Inoltre, la recidiva qualificata allunga sempre i tempi di prescrizione, anche se il giudice la ritiene inferiore rispetto alle attenuanti nel bilanciamento finale. Il ricorrente perde la causa e deve pagare le spese processuali e tremila euro alla Cassa delle Ammende.
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Ricettazione di particolare tenuità: no allo sconto per recidivi
Un uomo, già condannato in passato per reati simili, viene ritenuto colpevole del reato di ricettazione per aver incassato quattro assegni rubati del valore complessivo di oltre undicimila euro. L'imputato propone ricorso in Cassazione lamentando il mancato riconoscimento della circostanza attenuante della ricettazione di particolare tenuità. La Corte di Cassazione dichiara il ricorso inammissibile. I giudici chiariscono che questa attenuante non spetta se il valore dei beni è elevato e se il soggetto è un recidivo specifico. Il fatto deve infatti presentare caratteristiche di eccezionale modestia e occasionalità. Di conseguenza, l'imputato perde la causa e viene condannato a pagare le spese processuali e una sanzione pecuniaria.
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Ricettazione di particolare tenuità: no sconti per l’imprenditore
Un imprenditore, titolare di una pelletteria, veniva condannato dal Tribunale di Firenze per i reati di contraffazione e ricettazione. Il giudice di primo grado applicava l'attenuante della particolare tenuità del fatto, ritenendo il danno economico marginale. Il Procuratore Generale ricorreva in Cassazione, contestando tale riduzione della pena. La Suprema Corte ha accolto il ricorso, stabilendo che la ricettazione di particolare tenuità richiede come presupposto fondamentale l'esiguità del valore economico dei beni. Nel caso specifico, l'elevato numero di articoli contraffatti non era stato quantificato e impediva di considerare il fatto di lieve entità. La Cassazione ha quindi annullato la sentenza, ordinando un nuovo processo.
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Ricettazione di particolare tenuità: negata per dati e precedenti
La Corte di Cassazione ha esaminato il caso di un individuo condannato per ricettazione. L'imputato chiedeva l'applicazione dell'attenuante della Ricettazione di particolare tenuità, sostenendo la scarsa gravità del fatto. I giudici hanno respinto la richiesta e dichiarato il ricorso inammissibile. La decisione si basa su due fattori chiave: la natura del bene rubato, che conteneva dati personali sensibili, e i numerosi precedenti penali dell'imputato per reati contro il patrimonio. La Corte ha stabilito che questi elementi dimostrano una notevole capacità a delinquere e un danno che va oltre il semplice valore economico del bene, giustificando così il diniego dell'attenuante.
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Ricettazione di particolare tenuità: negata con precedenti per furto
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per ricettazione di un individuo, negando l'applicazione della forma attenuata di 'ricettazione di particolare tenuità'. L'imputato aveva già un precedente per furto. I giudici hanno dichiarato inammissibile il suo ricorso, giudicandolo una semplice ripetizione di argomenti già respinti. La Corte ha stabilito che la natura dei beni rubati e i precedenti penali dell'imputato sono elementi validi per escludere il beneficio della pena più lieve. Di conseguenza, il ricorso è stato respinto e l'imputato condannato a pagare le spese processuali e una somma alla Cassa delle ammende.
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Farmaci rubati: no alla ricettazione di particolare tenuità
Un soggetto, condannato per aver ricevuto merce rubata (specialità medicinali), ha presentato ricorso in Cassazione. L'imputato chiedeva l'applicazione della pena ridotta per la cosiddetta 'ricettazione di particolare tenuità', sostenendo la scarsa gravità del fatto. La Corte Suprema ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno confermato la decisione precedente, negando il beneficio. La scelta si è basata su due elementi chiave: la reiterazione delle condotte criminali in un ampio arco di tempo e la notevole quantità e diversità dei farmaci ricettati. Questi fattori sono stati ritenuti incompatibili con la 'particolare tenuità' del reato.
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Ricettazione di particolare tenuità: ricorso generico e condanna
Un uomo, condannato per aver ricevuto un ciclomotore rubato, ha presentato ricorso in Cassazione chiedendo l'applicazione della pena più lieve per la ricettazione di particolare tenuità. Sosteneva che il veicolo avesse un valore minimo. La Corte Suprema ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno stabilito che i motivi dell'appello erano troppo generici e ripetitivi. Inoltre, la Corte d'Appello aveva già correttamente motivato che il valore del ciclomotore non era affatto trascurabile ('non risibile'), escludendo così la possibilità di uno sconto di pena. L'uomo è stato condannato a pagare le spese processuali e una multa.
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Ricettazione di particolare tenuità: No se l’oggetto è un fucile
Un uomo, condannato per aver ricevuto un fucile rubato, ha presentato ricorso in Cassazione chiedendo di qualificare il reato come **ricettazione di particolare tenuità**. La Corte ha respinto la richiesta, stabilendo un principio chiaro: la detenzione di un'arma da fuoco rubata, per sua natura pericolosa e potenzialmente destinata a commettere altri gravi delitti, non può mai essere considerata un fatto di lieve entità. La decisione è stata rafforzata dalla personalità negativa dell'imputato, già condannato in passato per reati gravi come il tentato omicidio. Di conseguenza, il ricorso è stato dichiarato inammissibile e la condanna è diventata definitiva.
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Ricettazione di particolare tenuità: negata se il fatto è grave
Un uomo, condannato per ricettazione e spaccio di stupefacenti, ha presentato ricorso in Cassazione. L'imputato chiedeva l'applicazione dell'attenuante per la ricettazione di particolare tenuità, sostenendo che il fatto fosse di lieve entità. La Corte di Cassazione ha respinto la richiesta, dichiarando il ricorso inammissibile. I giudici hanno confermato la decisione della Corte d'Appello, sottolineando che la gravità complessiva del fatto e la personalità negativa dell'imputato impedivano il riconoscimento di qualsiasi sconto di pena. L'uomo è stato quindi condannato al pagamento delle spese processuali e di una multa.
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Ricettazione di particolare tenuità: niente sconto se la merce vale
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per ricettazione di un imputato, negando l'applicazione della circostanza attenuante della 'ricettazione di particolare tenuità'. L'imputato aveva richiesto uno sconto di pena sostenendo la lieve entità del fatto. Tuttavia, i giudici hanno respinto la sua richiesta, stabilendo un principio chiaro: se il bene ricettato ha un valore economico rilevante, non è possibile considerare il fatto di lieve entità. Di conseguenza, il ricorso è stato dichiarato inammissibile e l'imputato è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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