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Ricettazione Di Assegno Contraffatto

5 provvedimenti applicano questo termine

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Ricettazione di Assegno Contraffatto: Cassazione Conferma la Condanna
Un Lavoratore ha tentato di incassare un assegno contraffatto. La Corte d'Appello lo ha condannato per ricettazione di assegno contraffatto. La Cassazione ha confermato la condanna, dichiarando inammissibile il ricorso del Lavoratore. La Corte ha ribadito che chi riceve un assegno bancario fuori dai canali legali è consapevole della sua provenienza illecita. L'omessa spiegazione dell'origine del titolo è prova del dolo. Il Lavoratore deve pagare le spese processuali e una sanzione pecuniaria.
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Falso depenalizzato: vale la ricettazione di assegno contraffatto
Un cittadino ha ricevuto un assegno bancario non trasferibile totalmente falso del valore di duemila euro. I giudici di merito lo hanno condannato per il delitto di ricettazione. L'imputato ha proposto ricorso in Cassazione sostenendo l'irrilevanza penale del fatto: la falsificazione della scrittura privata è stata depenalizzata e non costituirebbe più un reato presupposto valido. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso dichiarandolo inammissibile. Il delitto di ricettazione di assegno contraffatto rimane pienamente valido se al momento della ricezione del titolo la condotta originaria era considerata illecito penale. La successiva depenalizzazione del falso non cancella la punibilità di chi ha acquistato o ricevuto il titolo contraffatto.
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Ricettazione di assegno contraffatto: no alla lieve entità
L'Imputato è stato condannato per il reato di ricettazione di assegno contraffatto, del valore di 3.800 euro, che aveva ricevuto e successivamente negoziato fornendo giustificazioni non credibili. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il suo ricorso. I giudici hanno chiarito che il possesso e la negoziazione di un titolo contraffatto, uniti a spiegazioni inverosimili, confermano la responsabilità penale. Inoltre, la Suprema Corte ha escluso l'applicazione dell'attenuante della lieve entità, poiché la somma di 3.800 euro non può essere considerata di scarso rilievo economico. Infine, è stata confermata la recidiva a causa dei precedenti penali specifici del soggetto. L'Imputato è stato condannato anche al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricettazione di assegno contraffatto: fedina penale e valore
L'Imputato è stato condannato per la ricettazione di assegno contraffatto. Ha proposto ricorso in Cassazione lamentando il mancato riconoscimento delle attenuanti generiche e contestando il calcolo della pena. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno chiarito che, per valutare la gravità del reato di ricettazione e concedere eventuali attenuanti, non basta considerare il valore economico dell'oggetto. È fondamentale analizzare anche la personalità del colpevole e i suoi precedenti penali. Di conseguenza, l'Imputato perde la causa e deve pagare le spese processuali, oltre a una sanzione pecuniaria di tremila euro a favore della cassa delle ammende.
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Ricettazione di assegno contraffatto: il reato resta punibile
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna di un imputato per ricettazione di assegno contraffatto e tentata truffa. Il soggetto aveva cercato di incassare un titolo di credito clonato recante una firma falsa. La difesa sosteneva l'insussistenza del reato principale a seguito della depenalizzazione del falso in scrittura privata. I giudici hanno respinto la tesi, chiarendo che la provenienza illecita del bene si valuta al momento della ricezione, rendendo irrilevante la successiva abrogazione della norma sul falso. L'assenza di giustificazioni sul possesso del titolo e i precedenti penali hanno provato il dolo e precluso la concessione delle attenuanti generiche. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile.
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