La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 24249/2025, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un soggetto avverso il diniego di una misura alternativa. La Corte ha ribadito un principio consolidato: la revoca di misure alternative come l'affidamento in prova o la detenzione domiciliare comporta un divieto triennale di accedere a nuove misure, e tale divieto ha una portata generale, non limitata al singolo procedimento esecutivo in cui è avvenuta la revoca.
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