Il Tribunale di Sorveglianza ha disposto la revoca dell'affidamento in prova nei confronti del Condannato, sostituendo il beneficio con la detenzione domiciliare. La decisione è derivata dal fatto che l'uomo, a soli tre giorni dall'inizio della misura, è stato sorpreso a parlare con un pregiudicato e, mesi dopo, è stato denunciato per l'uso di un atto falso. Il Condannato ha presentato ricorso in Cassazione per ottenere una diversa valutazione dei fatti. La Corte Suprema ha dichiarato inammissibile il ricorso, evidenziando che le violazioni dimostrano l'assenza di una reale adesione al percorso di recupero. La Corte ha confermato la misura detentiva e condannato il ricorrente al pagamento delle spese e al versamento di tremila euro.
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