LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

LexCEDpedia

Responsabilità Solidale — Anno 2022

Pagina 12 di 12

233 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Responsabilità Solidale

Provvedimenti

Responsabilità solidale negli appalti: sì a stipendi, no a ferie
Un lavoratore ha chiesto al committente privato il pagamento delle differenze retributive non versate dal datore di lavoro (appaltatore), nel frattempo fallito. La Corte di Cassazione ha chiarito i confini della responsabilità solidale negli appalti. I giudici hanno stabilito che il committente privato, anche se a partecipazione pubblica, risponde dei debiti salariali dell'appaltatore fallito. Tuttavia, questa garanzia si applica solo ai trattamenti strettamente retributivi. Di conseguenza, l'indennità per ferie e permessi non goduti, avendo natura risarcitoria e non retributiva, è esclusa dalla responsabilità solidale. La sentenza d'appello è stata quindi cassata con rinvio per ricalcolare le somme dovute, escludendo tali indennità.
Continua »
Responsabilità solidale negli appalti: prove di lavoro e tutele
Un lavoratore ha chiesto il pagamento di differenze retributive al committente pubblico-privato, ritenendolo responsabile in solido con le aziende appaltatrici che lo avevano impiegato e che erano poi fallite. La Corte d'Appello ha condannato il committente. La Cassazione ha chiarito che la disciplina sulla responsabilità solidale negli appalti si applica anche alle società a partecipazione pubblica. Tuttavia, ha accolto parzialmente il ricorso del committente poiché i giudici di merito non avevano verificato l'effettiva continuità delle prestazioni del lavoratore dopo l'abbandono dei cantieri da parte dell'appaltatore nel 2010. La sentenza è stata cassata con rinvio per un nuovo esame di questi fatti.
Continua »
Amianto e strade: chi paga il risarcimento danni da inquinamento?
Un Ente Pubblico ha richiesto il risarcimento danni da inquinamento causato dall'utilizzo di pietrisco contaminato da amianto per la manutenzione di strade locali. L'Appaltatore, incaricato della manutenzione ferroviaria, invece di smaltire i rifiuti pericolosi, li ha rivenduti tramite il proprio Capocantiere a soggetti terzi. Il Tribunale e la Corte d'Appello hanno condannato i responsabili in solido al risarcimento. La Corte di Cassazione, rilevando questioni di particolare importanza interpretativa, ha rimesso la causa alla pubblica udienza per una decisione definitiva.
Continua »
Responsabilità solidale: il Sindacato vince contro il Comune
Il Comune sanziona un Sindacato per l'affissione abusiva di una locandina sindacale su una pensilina dei mezzi pubblici. Il Tribunale ritiene il Sindacato responsabile in solido basandosi sulla presenza della sigla sindacale e sull'interesse allo sciopero. La Corte di Cassazione annulla la sanzione. La Corte stabilisce che la responsabilità solidale non può fondarsi sul semplice beneficio tratto dal messaggio pubblicitario o sulla mera presenza della sigla. È necessaria la prova rigorosa che l'affissione sia riconducibile all'iniziativa dell'ente o che esista un rapporto di mandato o dipendenza con l'autore materiale dell'illecito. In mancanza di prove precise e concordanti sulla proprietà del manifesto o sulla commessa tipografica, il Sindacato non può essere sanzionato.
Continua »
Affissione abusiva: quando il sindacato non risponde della multa
Il Comune ha sanzionato il Sindacato per l'affissione abusiva di una locandina che annunciava uno sciopero generale su una pensilina dei mezzi pubblici. La locandina riportava la sigla del Sindacato. Il Tribunale ha ritenuto il Sindacato responsabile in solido, presumendo che fosse il proprietario del manifesto. La Corte di Cassazione ha invece accolto il ricorso del Sindacato. I giudici hanno stabilito che non basta il semplice beneficio derivante dalla pubblicità per dimostrare la responsabilità solidale. Poiché lo sciopero era stato indetto da più sigle sindacali, non vi era una prova precisa e concorde che l'affissione abusiva fosse riconducibile all'iniziativa esclusiva del Sindacato ricorrente. Di conseguenza, la sanzione è stata annullata.
Continua »
Responsabilità solidale: sanzione annullata per il manifesto abusivo
Un'associazione sindacale riceveva un'ordinanza ingiunzione dal Comune per l'affissione abusiva di una locandina riguardante uno sciopero generale, senza la prescritta autorizzazione. Il Tribunale riteneva l'associazione responsabile in solido basandosi sulla presunzione che il manifesto, recando il logo del sindacato e promuovendo un'attività di suo interesse, fosse di sua proprietà o comunque riconducibile alla sua iniziativa. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del sindacato, escludendo la responsabilità solidale. La Corte ha chiarito che il mero giovamento o l'inerenza del messaggio agli scopi dell'ente non bastano a fondare la presunzione di proprietà o di committenza, specialmente quando lo sciopero è indetto da più sigle sindacali, mancando i requisiti di gravità, precisione e concordanza della presunzione stessa.
Continua »
Multa al Sindacato: salta la responsabilità solidale senza prove
Il Comune ha sanzionato un Sindacato per l'affissione abusiva di una locandina riguardante uno sciopero nazionale su una pensilina dell'autobus. Il Tribunale ha ritenuto il Sindacato responsabile in solido, presumendo la proprietà del manifesto solo perché il messaggio favoriva i suoi scopi. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del Sindacato e ha annullato la sanzione. La Corte ha chiarito che la responsabilità solidale non può fondarsi sul semplice vantaggio ottenuto dal messaggio pubblicitario. Occorre invece la prova che l'attività sia riconducibile all'iniziativa del beneficiario o che vi sia un rapporto di committenza. Mancando indizi gravi, precisi e concordanti sulla proprietà della locandina, la presunzione decade.
Continua »
Affissione abusiva: multa annullata se manca la prova d’autore
Un'associazione sindacale riceveva una sanzione amministrativa dal Comune per l'affissione abusiva di una locandina su una pensilina dei mezzi pubblici, che pubblicizzava uno sciopero generale. Il Comune riteneva il sindacato responsabile in solido solo perché il messaggio promuoveva un suo interesse. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del sindacato, stabilendo che il semplice beneficio economico o l'interesse non bastano a fondare la responsabilità. Per applicare la sanzione, l'amministrazione deve dimostrare la reale proprietà del manifesto o che l'affissione sia riconducibile all'iniziativa diretta del beneficiario. La sentenza impugnata è stata cassata e l'ordinanza ingiunzione annullata.
Continua »
Responsabilità solidale per affissione abusiva: serve la prova
Il Comune ha sanzionato un Sindacato per l'esposizione non autorizzata di una locandina che annunciava uno sciopero generale. Il Tribunale ha ritenuto il Sindacato responsabile in solido, presumendo che fosse proprietario del manifesto a causa della presenza della sigla e dell'interesse all'evento. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del Sindacato, stabilendo che la responsabilità solidale per affissione abusiva non può basarsi sul semplice beneficio tratto dalla pubblicità o sulla presenza del logo. Per applicare la sanzione, l'amministrazione deve dimostrare che l'affissione sia effettivamente riconducibile all'iniziativa del beneficiario, soprattutto quando lo sciopero è indetto da più sigle. Di conseguenza, la Corte ha annullato l'ordinanza ingiunzione.
Continua »
Errore telematico scusabile: niente sanzioni se il fisco inganna
L'Agenzia delle Dogane ha sanzionato una società di prodotti energetici per aver versato meno accise del dovuto nel luglio 2009. L'errore era dovuto all'invio telematico di un file errato riferito all'anno precedente, che possedeva lo stesso identico codice alfanumerico di quello corretto. La Commissione Tributaria Regionale ha annullato la sanzione, ritenendo l'errore scusabile a causa delle difficoltà iniziali del sistema informatico. La Corte di Cassazione ha confermato questa decisione, respingendo il ricorso del fisco. I giudici hanno stabilito che l'errore telematico scusabile esclude la colpa del contribuente, rendendo illegittima la sanzione amministrativa se l'inesattezza deriva da un'obiettiva complessità dei sistemi informatici dell'amministrazione finanziaria.
Continua »
Responsabilità solidale associazioni: paga l’ex presidente
L'Amministrazione Finanziaria ha emesso un avviso di accertamento per IVA non versata nei confronti di un'associazione sportiva dilettantistica, notificandolo anche al Contribuente come coobbligato. I giudici d'appello avevano annullato l'atto ritenendo che non vi fosse prova della partecipazione attiva del Contribuente alla gestione. La Corte di Cassazione ha invece accolto il ricorso del fisco, stabilendo che in materia fiscale la responsabilità solidale associazioni prevede una diversa ripartizione dell'onere della prova. Spetta all'Amministrazione Finanziaria dimostrare il ruolo formale di amministratore o gestore del soggetto, mentre spetta a quest'ultimo fornire la prova contraria della sua totale estraneità alla gestione dell'ente per evitare di rispondere dei debiti tributari.
Continua »
Responsabilità solidale del gestore: i limiti del fisco
L'Ufficio finanziario ha emesso avvisi di accertamento per evasione fiscale nei confronti di un'associazione sportiva dilettantistica capofila e di varie associazioni satelliti fittizie. L'Agenzia delle Entrate ha esteso la responsabilità solidale del gestore a un presunto amministratore di fatto per i debiti tributari dell'ente, ai sensi dell'articolo 38 del codice civile. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del contribuente. I giudici hanno stabilito che la sentenza d'appello era nulla per motivazione apparente, avendo recepito acriticamente la decisione di primo grado. Inoltre, la Corte ha chiarito che, per applicare la responsabilità solidale del gestore per debiti d'imposta, il fisco deve dimostrare l'effettiva partecipazione del soggetto alla direzione e alla gestione complessiva dell'ente nel periodo considerato, non bastando il mero contatto con alcuni sponsor.
Continua »
Offerta al pubblico di prodotti finanziari: sanzione al manager
L'Autorità di Vigilanza ha sanzionato il Direttore Generale di una banca per aver promosso una campagna sistematica di vendita di azioni proprie senza pubblicare il prescritto prospetto informativo. La banca presentava le vendite come ordini spontanei dei clienti, configurando in realtà un'offerta al pubblico di prodotti finanziari abusiva. Il Direttore Generale ha impugnato la sanzione, lamentando la violazione del diritto di accesso ai documenti ispettivi e invocando l'applicazione della legge successiva più favorevole. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando la sanzione. La Corte ha stabilito che i vertici bancari rispondono delle violazioni operative quando, pur conoscendo la situazione di rischio, non intervengono per impedirla, e che il principio della legge più favorevole non si applica automaticamente alle sanzioni amministrative non equiparabili a quelle penali.
Continua »