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Responsabilità Extracontrattuale

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182 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Responsabilità enti di vigilanza: è extracontrattuale
Un gruppo di risparmiatori ha citato in giudizio alcuni enti di vigilanza per i danni subiti a seguito del dissesto di un istituto di credito, lamentando un'omessa vigilanza. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che la responsabilità degli enti di vigilanza ha natura extracontrattuale e non deriva da 'contatto sociale'. Di conseguenza, si applica il termine di prescrizione breve di cinque anni, che decorre dal momento in cui il danno è divenuto oggettivamente conoscibile, come la data della dichiarazione di insolvenza, rendendo l'azione dei risparmiatori tardiva e quindi prescritta.
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Omessa vigilanza: responsabilità e prescrizione
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 28119/2025, affronta un caso di omessa vigilanza da parte di un'autorità di controllo su un intermediario finanziario fallito. La Corte stabilisce che la domanda di ammissione al passivo fallimentare dell'intermediario interrompe la prescrizione anche nei confronti dell'autorità, data la natura risarcitoria del credito e la responsabilità solidale. Tuttavia, annulla la sentenza d'appello per carenza di motivazione riguardo all'effettiva sussistenza della colpa dell'autorità, rinviando la causa per un nuovo esame.
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Danno pensionistico: quando inizia la prescrizione?
Un lavoratore, illegittimamente cancellato dalle liste di collocamento, ha subito un danno pensionistico per mancati contributi. La Corte d'Appello, su rinvio della Cassazione, ha stabilito che la prescrizione per tale danno decorre dal momento della maturazione del diritto alla pensione e non dall'atto illecito. Il risarcimento è stato limitato al periodo di effettiva illegittimità della cancellazione.
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Responsabilità extracontrattuale appalto: quando agire
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 32935/2024, si è pronunciata sul tema della responsabilità extracontrattuale nell'appalto. Il caso riguardava il proprietario di un'imbarcazione che aveva citato in giudizio il cantiere navale per lavori non eseguiti a regola d'arte, commissionati tramite una società di gestione. La Corte ha stabilito che la pretesa del proprietario, volta a ottenere i costi per il corretto completamento delle opere, ha natura contrattuale e non può essere fatta valere contro l'appaltatore, con cui non esiste un rapporto diretto. L'azione corretta sarebbe stata quella contrattuale nei confronti della società di gestione. Di conseguenza, il ricorso è stato respinto, chiarendo i confini tra azione contrattuale e azione aquiliana in catene di contratti.
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Responsabilità contrattuale banca: Cassazione chiarisce
Un ente previdenziale ha citato in giudizio un istituto di credito per aver continuato a erogare ratei di pensione all'erede di una pensionata deceduta. La Corte di Cassazione ha stabilito che la responsabilità dell'istituto di credito è di natura contrattuale, e non extracontrattuale. Questa qualificazione deriva dalla violazione di specifici doveri professionali imposti dalla legge, che generano un affidamento qualificato. Di conseguenza, il termine di prescrizione applicabile per l'azione di risarcimento è quello ordinario di dieci anni, e non quello breve di cinque anni, riformando la decisione della corte d'appello che aveva dichiarato il diritto prescritto.
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Intervento volontario: difese sempre possibili
La Corte di Cassazione ha stabilito che un terzo che effettua un intervento volontario in un processo può sollevare nuove eccezioni, inclusa quella di prescrizione, anche se i termini per le parti originarie sono già scaduti. Il caso riguardava una lunga controversia tra una società, un comune e vari ministeri per un mancato contributo per un impianto di desalinizzazione. La Corte ha chiarito che le preclusioni per l'interveniente riguardano l'attività istruttoria ma non quella assertiva, garantendo così il pieno diritto di difesa. Ha inoltre accolto il ricorso della società sul calcolo degli interessi sui danni riconosciuti.
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Giudizio di rinvio: limiti alle nuove domande
A seguito di una lunga controversia per la vendita di bovini infetti, la Corte di Cassazione stabilisce un principio fondamentale sul giudizio di rinvio. La Corte ha rigettato il ricorso dell'acquirente, chiarendo che dopo una sentenza di cassazione con rinvio, le parti non possono ampliare l'oggetto del contendere introducendo nuove domande o qualificazioni giuridiche, come il passaggio da una responsabilità contrattuale a una extracontrattuale. La decisione si fonda sul carattere 'chiuso' del giudizio di rinvio e sul principio del giudicato implicito formatosi sulla natura contrattuale della controversia.
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Responsabilità solidale: venditore e agenzia pagano
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 9969/2025, ha stabilito il principio di responsabilità solidale tra una società venditrice, poi fallita, e l'agenzia immobiliare mediatrice. Una promissaria acquirente aveva versato una cospicua somma per un immobile da costruire, scoprendo poi che la venditrice non era proprietaria del terreno. La Corte ha chiarito che, nonostante la diversa natura delle responsabilità (contrattuale per la venditrice, extracontrattuale per il mediatore), entrambe le parti hanno concorso a causare un unico danno patrimoniale all'acquirente. Di conseguenza, l'agenzia può essere condannata a risarcire l'intero danno, inclusa la somma versata alla venditrice insolvente, a causa della sua violazione dei doveri di corretta informazione.
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Responsabilità fondatore unico: Cassazione nega analogia
Una banca ha citato in giudizio l'ente fondatore unico (un Comune) di una fondazione insolvente, cercando di ritenerlo responsabile per i debiti dell'ente per analogia con le norme sulle società per azioni unipersonali. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, confermando che la norma sulla responsabilità illimitata del socio unico (vecchio art. 2362 c.c.) è eccezionale e non può essere estesa alle fondazioni. La Corte ha inoltre confermato la prescrizione delle azioni risarcitorie.
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Danno opera d’arte: risarcimento per negligenza
Il Tribunale di Venezia ha condannato una persona al risarcimento integrale per il danno a un'opera d'arte causato durante una visita privata. La convenuta, ballando, ha urtato e distrutto irreparabilmente una scultura-lampada del valore di €38.000. La decisione si fonda sull'art. 2043 c.c. e sulle testimonianze che hanno provato la dinamica dei fatti, la colpa della convenuta e il valore dell'opera, portando a una condanna per responsabilità extracontrattuale.
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Danno da animale: no risarcimento se inciampi tu
Una donna ha citato in giudizio i proprietari di un cane dopo essere caduta e aver subito una grave lesione alla spalla, sostenendo che l'animale avesse causato l'incidente. Il Tribunale ha respinto la sua richiesta di risarcimento. Dalla testimonianza chiave è emerso che la donna ha fatto un passo indietro senza guardare, inciampando sul cane che era fermo dietro di lei. La corte ha qualificato questo comportamento come un caso fortuito, determinato dalla disattenzione della vittima stessa, che ha interrotto il nesso di causalità e ha esonerato il proprietario da ogni responsabilità per il danno da animale ai sensi dell'art. 2052 c.c.
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Responsabilità custode strada: quando l’ente paga?
Un ciclista cade a causa di una buca non segnalata durante una gara. La Cassazione conferma la responsabilità del custode della strada, in questo caso il Comune, chiarendo i principi della responsabilità oggettiva ex art. 2051 c.c. Viene respinta la tesi del concorso di colpa del danneggiato, poiché la buca è stata ritenuta un'insidia imprevedibile e inevitabile. La sentenza sottolinea che la responsabilità del custode è esclusa solo dalla prova del caso fortuito, non fornita dall'ente.
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Responsabilità stazione appaltante: quando è esclusa?
Un'impresa subappaltatrice ha citato in giudizio la stazione appaltante per il mancato pagamento da parte dell'appaltatore principale. La Corte di Cassazione ha escluso la responsabilità della stazione appaltante, chiarendo che, al tempo dei fatti, la normativa non imponeva un obbligo di sospendere i pagamenti all'appaltatore. La decisione sottolinea come la responsabilità extracontrattuale dell'ente pubblico richieda la violazione di un preciso obbligo di legge, non essendo sufficienti le clausole del bando di gara.
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Responsabilità funzionario pubblico: quando è esclusa
Una società di servizi ha citato in giudizio una funzionaria di un ente previdenziale, chiedendo un risarcimento per presunti danni derivanti da un comportamento ostativo. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando le decisioni dei gradi precedenti. È stata esclusa la responsabilità del funzionario pubblico in quanto la sua condotta, pur avendo inciso sull'attività della società, non integrava i requisiti della colpa grave o del dolo. La funzionaria aveva agito conformandosi alle direttive degli organi centrali dell'ente e ai pareri legali interni, escludendo così un'iniziativa personale, arbitraria e illecita.
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Responsabilità amministratori: danno da discriminazione
Un ex socio di una cooperativa edilizia ha citato in giudizio gli amministratori per un comportamento discriminatorio, consistito nel rifiuto di rilasciare una garanzia fideiussoria a lui concessa ad altri soci. La Corte di Cassazione ha stabilito che la responsabilità degli amministratori per discriminazione sussiste anche se il rapporto sociale viene successivamente dichiarato nullo con effetto retroattivo. Tuttavia, ha annullato la precedente sentenza per carenza di motivazione sulla quantificazione del danno, che non può essere automaticamente equiparata alle somme versate alla cooperativa, ma deve derivare direttamente dalla mancata offerta della garanzia.
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Responsabilità direttore lavori: quando scatta il termine
Un committente ha citato in giudizio il direttore dei lavori per i danni derivanti da un appalto. La Cassazione ha confermato la decisione di merito, qualificando la responsabilità direttore lavori come contrattuale e non extracontrattuale ex art. 1669 c.c. L'azione è stata respinta per prescrizione, decorrente dalla data in cui il committente ha avuto piena conoscenza dei vizi.
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Responsabilità extracontrattuale: quando è esclusa?
Un'azienda manifatturiera, che occupava un capannone in comodato gratuito, ha subito danni per un'inondazione dovuta a problemi al tetto. Ha citato in giudizio la società di leasing proprietaria dell'immobile per responsabilità extracontrattuale. La Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando le decisioni dei gradi precedenti. La responsabilità della proprietaria è stata esclusa perché l'occupazione dell'immobile era avvenuta senza la sua autorizzazione e l'azienda utilizzatrice era pienamente consapevole dei rischi, avendoli volontariamente assunti.
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Responsabilità gravi difetti appalto: la Cassazione
Un condominio citava in giudizio l'impresa appaltatrice e il direttore dei lavori per gravi difetti, come infiltrazioni, emersi dopo la consegna delle opere. La Corte d'Appello rigettava la domanda per responsabilità extracontrattuale (art. 1669 c.c.) ritenendola indeterminata. La Corte di Cassazione ha cassato la sentenza, stabilendo che il giudice ha il dovere di qualificare la domanda sulla base dei fatti allegati, anche se l'inquadramento giuridico non è perfetto. La responsabilità per gravi difetti appalto sorge quando i vizi, come le infiltrazioni, pregiudicano il godimento del bene, e può estendersi anche al direttore dei lavori. Il caso è stato rinviato alla Corte d'Appello.
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Responsabilità del committente: colpa e nesso causale
A seguito di un incendio in un magazzino, la Corte di Cassazione ha confermato la condanna della società di gestione immobiliare. La sentenza chiarisce che la responsabilità del committente non deriva dalla custodia dell'immobile (art. 2051 c.c.), ma da una colpa specifica (art. 2043 c.c.) per aver affidato lavori pericolosi senza verificare le condizioni di sicurezza, essendo a conoscenza di un impianto antincendio inadeguato. Anche la cooperativa che utilizzava il magazzino è stata ritenuta corresponsabile per aver stoccato merce in eccesso, ostacolando i sistemi di sicurezza.
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Responsabilità venditore costruttore: la guida completa
La Corte di Cassazione chiarisce i confini della responsabilità del venditore costruttore per gravi difetti dell'immobile. Anche se il venditore non ha materialmente eseguito i lavori, può essere ritenuto responsabile ai sensi dell'art. 1669 c.c. se ha mantenuto un potere di direttiva e controllo sull'impresa esecutrice. La sentenza cassa la decisione d'appello che aveva escluso tale responsabilità basandosi sulla sola autonomia formale tra la società venditrice e quella costruttrice, rinviando il caso per un nuovo esame che valuti l'effettivo coinvolgimento del venditore nel processo edilizio.
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