Una committente ha chiesto il risarcimento dei danni a un architetto, incaricato come progettista e direttore dei lavori strutturali, a causa di gravi difformità rispetto al permesso di costruire comunale. L'architetto aveva di fatto modificato il progetto originario senza richiedere le necessarie varianti edilizie, causando un abuso edilizio sanzionato dal Comune. La Corte d'Appello ha condannato il professionista a risarcire alla cliente l'importo della sanzione amministrativa (€ 13.533,00) e a restituire parte dei compensi. La Corte di Cassazione ha confermato questa decisione, dichiarando inammissibile il ricorso dell'architetto. La sentenza ribadisce la responsabilità del professionista quando si sostituisce ad altri tecnici e realizza modifiche non autorizzate, subendo la perdita del compenso e l'obbligo di risarcire le sanzioni subite dal cliente.
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