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Responsabilità Aquiliana

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106 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Prescrizione malasanità: quando decorre il termine
La Corte d'Appello ha confermato la prescrizione malasanità per un'azione di risarcimento danni avanzata dai familiari oltre i termini. La decisione chiarisce che il termine decorre dal decesso se il danno è percepibile con l'ordinaria diligenza.
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Inquilino fallito, contratto risolto: niente canoni, sì all’indennità
La Corte di Cassazione ha chiarito la natura del credito del proprietario di un immobile quando l'inquilino fallisce dopo la risoluzione del contratto di locazione. Se il contratto è già stato sciolto prima della dichiarazione di fallimento, il proprietario non può chiedere il pagamento dei canoni di locazione. Il suo diritto si trasforma in una richiesta di risarcimento per la mancata riconsegna, qualificata come indennità di occupazione. Questa si basa su una responsabilità extracontrattuale del curatore fallimentare e non sul contratto ormai estinto. Poiché i proprietari avevano erroneamente richiesto i canoni, la loro domanda è stata respinta.
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Ramo su cavi: il risarcimento danni da sovratensione è dovuto
La Corte di Cassazione ha affrontato un caso di risarcimento danni da sovratensione causati dalla caduta di un ramo su una linea elettrica, che aveva provocato un incendio in alcune abitazioni. La società elettrica sosteneva di non avere colpa perché i proprietari non avevano provato che il ramo si trovasse a una distanza inferiore a quella di sicurezza. La Suprema Corte ha ribaltato questa visione: la prova che il ramo sfregava da tempo contro il cavo, tanto da consumarne la guaina, è sufficiente a dimostrare la colpa della società. Questo contatto prolungato prova la mancata manutenzione. Di conseguenza, i proprietari hanno diritto al risarcimento.
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Vigilanza omessa Consob: Risparmiatore vince, l’Autorità paga
Una risparmiatrice perde i propri investimenti effettuati tramite società di intermediazione finanziaria e fa causa alla Consob, l'autorità di vigilanza. L'accusa è di aver autorizzato e poi omesso i controlli su queste società, nonostante gravi irregolarità. La Corte di Cassazione ha confermato la condanna dell'Autorità, stabilendo un principio chiave sulla Vigilanza omessa Consob: una volta che il danneggiato lamenta una radicale assenza di controlli, spetta alla Consob dimostrare di aver agito correttamente. L'omissione dei doveri di vigilanza costituisce un illecito che obbliga al risarcimento del danno. La Consob ha perso la causa ed è stata condannata a risarcire la risparmiatrice.
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Opera Pubblica, Danno Privato: Risarcimento per Occupazione Sine Titulo
La Corte di Cassazione ha esaminato il caso di alcuni proprietari terrieri che hanno subito danni a causa della costruzione di una strada pubblica. L'ente pubblico e l'impresa costruttrice avevano occupato i loro terreni oltre i limiti autorizzati, causando smottamenti, allagamenti e l'interclusione dei fondi. La Corte ha stabilito che si trattava di una **occupazione sine titulo**, ovvero un illecito. Di conseguenza, i proprietari avevano diritto a un risarcimento completo per tutti i danni subiti, basato sulla responsabilità per fatto illecito (art. 2043 c.c.), e non a un semplice indennizzo come previsto nelle procedure di esproprio legittime. L'appello dell'ente pubblico è stato respinto, confermando la sua condanna al risarcimento.
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Abuso di posizione dominante: prescrizione e danni
La Corte di Cassazione ha confermato la natura extracontrattuale della responsabilità derivante da un abuso di posizione dominante nel settore aeroportuale. La vicenda riguardava l'applicazione di tariffe eccessive da parte di un gestore aeroportuale per la subconcessione di uffici a società di spedizioni. I giudici hanno stabilito che il termine di prescrizione per richiedere il risarcimento è di cinque anni, decorrenti dal momento in cui il danneggiato ha avuto la concreta possibilità di percepire l'illecito e il danno. La Corte ha inoltre ribadito il valore di prova privilegiata dei provvedimenti dell'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) nei giudizi civili.
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Responsabilità amministratori verso terzi: la guida
La Corte d'Appello di Milano ha rigettato il ricorso di un fondo d'investimento che lamentava omissioni informative da parte degli organi sociali di una società partecipata. La sentenza chiarisce che la responsabilità amministratori verso terzi richiede un nesso causale rigoroso. Se l'investitore professionale rinuncia alla due diligence pur conoscendo le criticità, non può richiedere il risarcimento per le perdite subite.
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Immedesimazione organica: regresso e responsabilità PA
La Corte di Cassazione ha esaminato la responsabilità della Pubblica Amministrazione in seguito a un evento alluvionale catastrofico. Il nucleo della controversia riguarda il diritto di regresso dello Stato verso un Comune per i risarcimenti versati ai familiari delle vittime. La Corte ha stabilito che l'omissione del Sindaco nel dare l'allarme e disporre l'evacuazione configura una responsabilità diretta dell'ente locale per immedesimazione organica. Tale principio permette allo Stato, condannato in solido, di agire in regresso contro il Comune, poiché l'inerzia nell'esercizio di poteri autoritativi non è un mero fatto materiale del dipendente, ma un atto illecito imputabile direttamente all'amministrazione.
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Prescrizione e risarcimento per prodotti difettosi
La Corte di Cassazione ha esaminato il caso di un venditore condannato per lesioni colpose a seguito dell'esplosione di una borsa dell'acqua calda difettosa. Nonostante la maturata **prescrizione** del reato, i giudici hanno annullato la sentenza penale ma hanno rinviato la causa al giudice civile. La Corte ha chiarito che, ai fini del risarcimento del danno, il nesso di causalità deve essere valutato secondo il criterio civilistico del 'più probabile che non', differente dal rigore richiesto in ambito penale.
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Responsabilità Pubblica Amministrazione e prova danno
Una società pubblicitaria ha impugnato la rimozione di alcuni impianti disposta da un ente locale, chiedendo il risarcimento dei danni. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, chiarendo che la Responsabilità Pubblica Amministrazione non scatta automaticamente in caso di atto illegittimo. Per ottenere il risarcimento, il privato deve fornire la prova rigorosa del danno effettivo e dell'elemento soggettivo (colpa o dolo) dell'amministrazione, non potendo invocare la liquidazione equitativa per sanare carenze probatorie.
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Responsabilità del custode: danni da blackout
La Corte di Cassazione ha confermato la responsabilità del custode in capo a un gestore di rete elettrica per i danni causati da ripetute interruzioni della fornitura a una società industriale. Nonostante il distributore invocasse la natura contrattuale del rapporto, i giudici hanno riqualificato la domanda ai sensi dell'articolo 2051 c.c., evidenziando che il gestore della rete non ha fornito la prova del caso fortuito. Le interruzioni, dovute a guasti accidentali o lavori non comunicati, hanno causato il deterioramento di materiali in lavorazione, rendendo legittimo il risarcimento.
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Responsabilità del vettore e smarrimento bagagli
La Corte di Cassazione ha confermato il rigetto della richiesta di risarcimento per lo smarrimento di un bagaglio durante un trasporto in pullman. Il ricorrente sosteneva la sussistenza di una responsabilità extracontrattuale per evitare la prescrizione annuale del diritto. La Corte ha però stabilito che la **Responsabilità del vettore** per la perdita di beni trasportati ha natura contrattuale, poiché l'obbligo di custodia è intrinseco al contratto di trasporto e non configura un illecito civile autonomo.
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Responsabilità del venditore per vizi strutturali
La Corte di Cassazione ha confermato la responsabilità del venditore per i gravi vizi strutturali di un immobile che ne avevano compromesso la stabilità. Nonostante il tentativo dei venditori di invocare una transazione stipulata tra gli acquirenti e un'impresa edile terza, i giudici hanno ritenuto tale accordo inefficace poiché subordinato a una condizione sospensiva mai avveratasi. La Corte ha ribadito che la responsabilità per i danni da omessa custodia ricade sul proprietario che aveva il godimento esclusivo del bene nel momento in cui le cause del dissesto sono insorte, rendendo irrilevante la successiva vendita del bene.
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Responsabilità intermediario finanziario: i limiti
La Corte di Cassazione ha confermato l'esclusione della responsabilità intermediario finanziario per le condotte illecite di un promotore infedele che si era appropriato di somme consegnate personalmente dagli investitori. La decisione si fonda sulla prescrizione del diritto al risarcimento e sulla mancanza del nesso di occasionalità necessaria, poiché le operazioni erano palesemente anomale e percebibili come tali dagli investitori con l'ordinaria diligenza.
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Reiterazione istanze istruttorie: attenti alla rinuncia
La Corte di Cassazione ha confermato il rigetto della richiesta di risarcimento danni di un investitore per una fallita cessione di quote societarie. Il punto centrale riguarda la reiterazione istanze istruttorie: la mancata riproposizione specifica delle prove non ammesse in sede di precisazione delle conclusioni comporta la loro rinuncia tacita, rendendo inammissibile il ricorso in appello e cassazione.
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Responsabilità extracontrattuale locatore: scoppio gas
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso di esplosione in un appartamento locato, distinguendo tra la responsabilità per custodia e la responsabilità extracontrattuale locatore. Sebbene il proprietario non sia custode di impianti rudimentali aggiunti dal conduttore, egli può essere ritenuto responsabile se consegna un immobile privo di requisiti minimi di sicurezza, come i fori di aerazione, facilitando così l'evento dannoso.
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Responsabilità Pubblica Amministrazione: il caso ipoteche
La Suprema Corte ha analizzato la Responsabilità Pubblica Amministrazione in merito alla richiesta di risarcimento danni per ipoteche iscritte senza preavviso nel 2011. La decisione chiarisce che l'illegittimità dell'atto non comporta automaticamente il risarcimento se manca l'elemento soggettivo della colpa dell'ente.
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Competenza Tribunale Imprese: il caso fiduciarie
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di tre società fiduciarie che contestavano la competenza territoriale di un tribunale ordinario in favore del Tribunale delle Imprese. Il caso riguarda una richiesta di risarcimento danni per responsabilità extracontrattuale avanzata da una curatela fallimentare contro soggetti terzi accusati di aver agevolato atti distrattivi. La Corte ha stabilito che la competenza Tribunale Imprese non si estende a controversie solo indirettamente legate a vicende societarie, confermando che la connessione deve essere effettiva e non meramente ipotetica o virtuale.
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Responsabilità appaltatore per gravi difetti: il caso
In un caso di responsabilità appaltatore per difetti costruttivi, la Corte di Cassazione ha annullato una sentenza d'appello per "motivazione apparente". I giudici di merito avevano qualificato delle fessurazioni come "gravi difetti" ai sensi dell'art. 1669 c.c. senza però spiegare concretamente come tali vizi incidessero sul godimento dell'immobile. La Suprema Corte ha ribadito che il giudice non può limitarsi a enunciare principi di diritto astratti, ma deve applicarli ai fatti specifici della causa, pena la nullità della decisione.
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Responsabilità amministratori: analisi del danno
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per responsabilità degli amministratori di una società fallita. Gli amministratori avevano effettuato un ingente investimento in una società estera senza alcuna analisi preventiva di fattibilità, causando la perdita totale del capitale investito. La Corte ha ribadito che, sebbene le scelte imprenditoriali non siano sindacabili nel merito, gli amministratori sono responsabili se agiscono con negligenza, omettendo le cautele e le verifiche preventive necessarie. È stata inoltre confermata la revoca di un fondo patrimoniale costituito da uno degli amministratori per sottrarre beni alla garanzia dei creditori.
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