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Responsabile In Solido

7 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Soggetto che, insieme al trasgressore principale, è obbligato a pagare l'intera sanzione. L'ente creditore può richiedere il pagamento totale a uno qualsiasi dei responsabili.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Opposizione a cartelle di pagamento tra scissione e debiti
Una società beneficiaria subisce la notifica di diverse cartelle per oltre trecentomila euro. L'Agente della Riscossione richiede le somme qualificando l'ente come responsabile in solido a seguito di una scissione societaria. La società promuove l'opposizione a cartelle di pagamento contestando la difesa tramite legali esterni dell'Agente, la carenza di motivazione sul calcolo di sanzioni e interessi, la prescrizione e la mancata chiamata dell'ente creditore. La Corte di Cassazione accoglie solo il parziale annullamento per lo stralcio dei debiti sotto mille euro e respinge tutti gli altri motivi di ricorso. I giudici confermano la legittimità del patrocinio dell'Agente tramite avvocati del libero foro, la sufficienza dei riferimenti di legge per il computo degli accessori e l'assenza di litisconsorzio necessario con l'ente impositore, condannando la contribuente alle spese di giudizio.
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Definizione agevolata: la società paga e il socio è salvo
L'Agenzia delle Entrate ha impugnato la decisione favorevole a un socio, ritenuto responsabile in solido per i debiti IVA e IRAP della sua società. Durante il giudizio, la società ha perfezionato la definizione agevolata della pretesa tributaria. La Corte di Cassazione ha stabilito che la definizione agevolata conclusa dalla società estende i suoi effetti benefici anche al socio coobbligato. Di conseguenza, i giudici hanno dichiarato l'estinzione del giudizio, sollevando il socio da ogni pretesa fiscale residua.
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Decadenza accertamento fiscale: avviso nullo ma la Cassazione lo salva
La Cassazione interviene sul tema della decadenza accertamento fiscale. Un'associazione sportiva aveva ottenuto l'annullamento di un avviso di accertamento per Ires, Irap e Iva, poiché notificato oltre il termine di quattro anni. L'Agenzia delle Entrate ha però impugnato la decisione. La Suprema Corte ha accolto il ricorso, chiarendo un punto fondamentale: in caso di omessa presentazione della dichiarazione Iva, il termine per l'accertamento si allunga a cinque anni. Di conseguenza, almeno per l'Iva, l'avviso era tempestivo. La Corte ha quindi annullato la sentenza precedente, rinviando il caso a un nuovo giudice per una corretta valutazione dei termini applicabili a ciascuna imposta.
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Fonde due hotel senza comunicarlo: scatta la sanzione per ampliamento
Una società alberghiera e il suo amministratore vengono multati dal Comune per aver fuso due hotel, aumentando di 44 posti letto la capienza totale, senza presentare la necessaria comunicazione (SCIA). I gestori si oppongono, sostenendo che le due strutture originarie erano già autorizzate. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, confermando la legittimità della sanzione per ampliamento non autorizzato. I giudici hanno stabilito che l'unione di due strutture crea una nuova entità che richiede una nuova comunicazione. La sanzione, calcolata sul numero di posti letto aggiuntivi e notificata entro i cinque anni di prescrizione, è quindi definitiva. L'azienda perde la causa e deve pagare la multa.
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Efficacia del giudicato e sanzioni: il caso risolto
La Cassazione ha annullato una sanzione per abuso di informazioni privilegiate emessa da un'autorità di vigilanza contro un operatore finanziario. La decisione si fonda sull'efficacia del giudicato favorevole ottenuto precedentemente dalla società, coobbligata in solido, per gli stessi fatti. La Corte ha stabilito che la sentenza di annullamento, basata sulla mancanza di prova della condotta illecita dell'operatore, poteva essere estesa a suo vantaggio, determinando l'annullamento della sanzione personale.
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Imposta unica scommesse: chi paga tra CTD e bookmaker?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 7247/2024, ha rigettato il ricorso di un centro trasmissione dati (CTD) e di una società di scommesse estera, confermando la loro responsabilità solidale per il pagamento dell'imposta unica sulle scommesse per l'anno 2011. La Corte ha stabilito che, a seguito della legge interpretativa del 2010, la soggettività passiva del tributo si estende a chiunque gestisca l'attività di scommesse in Italia, anche se per conto di operatori esteri privi di concessione. Viene inoltre chiarito che la notifica dell'atto in lingua italiana alla società estera non viola il diritto di difesa e che, per l'annualità 2011, non sussiste più l'incertezza normativa che avrebbe potuto giustificare l'esenzione dalle sanzioni.
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Esenzione Tassa Rifiuti: la denuncia è obbligatoria
La Corte di Cassazione ha chiarito che l'esenzione dalla tassa rifiuti per le attività commerciali situate in un centro commerciale non è automatica. Un'impresa aveva omesso di versare il tributo, sostenendo che lo smaltimento fosse gestito dal consorzio del centro. La Corte ha stabilito che, per beneficiare dell'esenzione, il contribuente deve presentare una specifica denuncia al Comune, documentando la produzione di rifiuti speciali. In assenza di tale dichiarazione, l'obbligo di pagamento permane, rendendo legittimo l'avviso di accertamento del Comune.
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