L'imputato si recava in un Comune dove aveva il divieto di dimora per nascondere dosi di hashish vicino a un cantiere. All'arrivo delle forze dell'ordine, l'uomo gettava la sostanza, fuggiva e aggrediva i militari con spintoni, calci e pugni prima del fermo definitivo. I giudici di merito lo condannavano per detenzione a fini di spaccio e resistenza a pubblico ufficiale, applicando la recidiva e negando le attenuanti generiche. L'imputato proponeva ricorso sostenendo l'uso personale della sostanza e l'assenza di dolo nell'azione contro i pubblici ufficiali. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso: l'occultamento in luogo pubblico dimostra lo spaccio, mentre la violenza deliberata integra appieno il delitto di resistenza a pubblico ufficiale. Il ricorrente deve versare le spese e la sanzione pecuniaria.
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