La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un cittadino straniero contro la decisione di consegnarlo alla Francia in esecuzione di un mandato di arresto europeo per favoreggiamento dell'immigrazione clandestina. Il ricorrente chiedeva di scontare la pena in Italia, invocando la residenza quinquennale. La Suprema Corte ha chiarito che il legame con il territorio italiano deve essere reale, stabile e significativo. Nel caso specifico, la permanenza in Italia era stata prevalentemente forzata a causa di periodi di detenzione in carcere. Inoltre, l'uomo non parlava l'italiano, non aveva una dimora fissa e i suoi affetti familiari risiedevano all'estero. Di conseguenza, la richiesta di rifiuto della consegna è stata respinta, confermando l'estradizione e condannando il ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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