Un cittadino straniero, accusato di violenza a pubblico ufficiale, nomina un difensore di fiducia ed elegge domicilio presso di lui nel 2013. Anni dopo, gli atti del processo vengono notificati al difensore, che però rinuncia al mandato poco dopo. L'imputato, nel frattempo rientrato in patria, viene condannato in sua assenza senza sapere nulla del processo. La Corte d'Appello rifiuta la sua richiesta di rescissione del giudicato, ritenendo che l'uomo fosse colpevole di non essersi informato. La Corte di Cassazione accoglie invece il ricorso dell'Imputato, stabilendo che la semplice nomina del difensore non prova l'effettiva conoscenza del processo. Di conseguenza, la Cassazione revoca la condanna e ordina un nuovo processo.
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