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Requisitoria — Anno 2026

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70 provvedimenti applicano questo termine

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Provvedimenti

Espulsione straniero: quando è legittima? Il caso
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di due cittadini stranieri contro la misura di sicurezza dell'espulsione, disposta a seguito di un patteggiamento per un reato lieve in materia di stupefacenti. La Corte ha confermato che la valutazione della pericolosità sociale, necessaria per l'espulsione dello straniero, era stata adeguatamente motivata dal giudice di merito sulla base della biografia penale e delle modalità del reato. Inoltre, ha ribadito che la norma speciale sull'espulsione per reati di droga (art. 86 T.U. Stupefacenti) prevale sulla disciplina generale (art. 235 c.p.), non richiedendo una pena minima per la sua applicazione.
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Bancarotta fraudolenta: la condanna è inevitabile
La Cassazione conferma la condanna per bancarotta fraudolenta a carico di un amministratore e della moglie. Ritenuta provata la distrazione di liquidità e beni aziendali, occultata tramite la mancata tenuta di scritture contabili essenziali. La difesa basata sull'uso dei fondi per pagare creditori e sulla continuità aziendale è stata respinta per mancanza di prove documentali.
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Inammissibilità ricorso: quando l’appello è nullo
Un operatore ecologico, condannato per omicidio stradale colposo a una pena sostitutiva, propone appello. La Corte di Cassazione dichiara l'inammissibilità del ricorso, in quanto la sentenza non era appellabile e i motivi erano basati su una rivalutazione dei fatti, non consentita in sede di legittimità. La decisione sottolinea i rigorosi limiti procedurali delle impugnazioni penali.
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Elemento psicologico evasione: quando è escluso?
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un Procuratore Generale contro un'assoluzione per il reato di evasione. La decisione si fonda sulla distinzione tra il motivo dell'allontanamento e l'elemento psicologico evasione. La Corte ha stabilito che l'assoluzione del primo grado non giustificava il gesto sulla base del disagio dell'imputato, ma si fondava su un ragionevole dubbio circa la sua volontà cosciente e volontaria di sottrarsi alla misura restrittiva, ritenendo plausibile che fosse stato 'costretto' ad allontanarsi a causa di una grave situazione di malessere.
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Reddito di cittadinanza: condanna per false dichiarazioni
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per false dichiarazioni finalizzate a ottenere il reddito di cittadinanza. Nonostante la Corte Costituzionale abbia ridotto il requisito di residenza da 10 a 5 anni, l'imputata non lo possedeva comunque. L'errore sulla legge penale e l'uso di un intermediario non escludono la responsabilità.
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Carenza di Interesse: Appello Inammissibile Post-Consegna
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso contro la detenzione cautelare disposta nell'ambito di un mandato d'arresto europeo. La sopravvenuta carenza di interesse è derivata dall'avvenuta consegna del ricorrente alle autorità estere prima della decisione, rendendo di fatto l'impugnazione priva di scopo.
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Contestazione di fatto nel furto di energia elettrica
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di due imputati condannati per furto aggravato di energia elettrica. La Corte ha stabilito che, anche in assenza di una menzione formale della specifica aggravante nel capo di imputazione, la descrizione della condotta (allaccio abusivo alla rete pubblica) costituisce una valida contestazione di fatto. Di conseguenza, il reato rimane procedibile d'ufficio e i termini di prescrizione sono più lunghi, rendendo infondate le doglianze dei ricorrenti.
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Riconoscimento videosorveglianza: vale senza perizia?
La Corte di Cassazione conferma la condanna per furto aggravato a due individui, stabilendo che il riconoscimento videosorveglianza effettuato da un agente di polizia che conosce personalmente l'imputato costituisce un indizio grave e preciso, senza necessità di un'analisi antropometrica. La Corte ha inoltre respinto la tesi difensiva secondo cui il luogo del furto potesse essere confuso con una discarica, valorizzando la presenza di una recinzione, un cancello e un sistema di videosorveglianza come prova della volontà di proteggere la proprietà e, di conseguenza, del dolo degli imputati.
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Ne bis in idem: diffamazione e fatti distinti
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un imputato condannato per diffamazione a mezzo video ai danni di un maresciallo. La Corte ha chiarito che non sussiste violazione del principio del ne bis in idem se la condotta diffamatoria, sebbene legata alla stessa vicenda, è avvenuta in un momento diverso rispetto a un fatto per cui era già intervenuta un'assoluzione. Si tratta infatti di due condotte materialmente distinte. La Corte ha anche ritenuto infondato il motivo sulla presunta mancata acquisizione del video diffamatorio.
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Mancata traduzione sentenza: quando scatta il termine?
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un imputato straniero, stabilendo che la mancata traduzione della sentenza non posticipa il termine per l'impugnazione. La Corte ha chiarito che tale omissione costituisce una nullità che deve essere specificamente eccepita nell'atto di appello. In assenza di tale eccezione, l'appello presentato oltre i termini ordinari è inammissibile.
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