La Corte di Cassazione, con la sentenza 17140/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un'amministratrice condannata per bancarotta impropria. Il reato è stato configurato a seguito del sistematico e prolungato mancato pagamento di imposte, che ha causato il dissesto della società. La Corte ha chiarito che, ai fini del dolo, non è necessaria l'intenzione di provocare il fallimento, ma è sufficiente la consapevolezza di mettere a rischio la garanzia patrimoniale dei creditori. La condotta omissiva, protratta per anni e che ha generato un ingente debito erariale, è stata ritenuta prova sufficiente di tale consapevolezza.
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