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Rendita Presunta

6 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

È un valore di rendita attribuito d'ufficio dall'Agenzia del Territorio a immobili non dichiarati in catasto ('immobili fantasma'). Ha carattere transitorio fino alla presentazione della dichiarazione di aggiornamento catastale da parte del proprietario.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Definizione agevolata contro rendita presunta: stop alla lite
Una cooperativa balneare ha impugnato un avviso di accertamento ICI emesso dal Comune di Venezia, che aveva calcolato l'imposta basandosi su una rendita presunta di 25.000 euro per uno stabilimento non ancora accatastato. Durante il giudizio davanti alla Corte di Cassazione, la cooperativa ha richiesto la sospensione del processo per poter accedere alla definizione agevolata prevista dalla legge di bilancio. Poiché il Comune ha deliberato l'adesione a tale sanatoria fiscale, la Suprema Corte ha disposto il rinvio a nuovo ruolo della causa per verificare l'effettivo perfezionamento della sanatoria stessa, sospendendo temporaneamente la decisione sul merito.
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Rendita catastale retroattiva: stop alle stime del Comune
Il Comune emetteva un avviso di accertamento ICI per il 2009 nei confronti di una società energetica, calcolando l'imposta su una centrale idroelettrica priva di rendita tramite il criterio della rendita presunta. La società contestava l'atto. La Cassazione ha chiarito che, dal 2007, i Comuni non possono più applicare la rendita presunta per gli immobili del gruppo D. Tuttavia, la Corte ha stabilito il principio della rendita catastale retroattiva: la rendita definitiva attribuita dall'Agenzia delle Entrate nel 2011, a seguito di procedura DOCFA, si applica retroattivamente anche alle annualità d'imposta precedenti ancora in contestazione. Di conseguenza, la Suprema Corte ha accolto parzialmente il ricorso della società, cassando la decisione d'appello e disponendo il ricalcolo dell'imposta dovuta per il 2009 sulla base della rendita effettiva del 2011.
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Base imponibile ICI: stop alla rendita presunta del Comune
Un Comune ha emesso avvisi di accertamento ICI per gli anni 2007 e 2009 nei confronti di una società energetica, calcolando la base imponibile ICI di impianti non accatastati tramite il criterio della rendita presunta di beni similari. La società ha contestato la legittimità di tale metodo. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso della società, stabilendo che, a partire dal 2007, la legge n. 296/2006 ha abrogato la possibilità per i Comuni di determinare la base imponibile ICI degli immobili di categoria D non iscritti in catasto usando la rendita presunta. Da tale data, l'unico criterio applicabile per questi fabbricati è quello delle scritture contabili dell'impresa. Di conseguenza, la Cassazione ha annullato gli accertamenti del Comune, dando ragione alla società contribuente.
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Rendita presunta ICI: motivazione e poteri comunali
Un comune emetteva un avviso di accertamento ICI per gli anni 2010-2014 a una società concessionaria di beni demaniali, basandosi su una rendita presunta calcolata dalla Guardia di Finanza. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del comune, confermando l'annullamento dell'atto. La decisione si fonda sul grave difetto di motivazione dell'avviso, che non esplicitava i criteri di calcolo della rendita presunta, e sui limiti normativi del potere comunale in materia per il periodo di riferimento.
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Decadenza accertamento IMU: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 16230/2024, si è pronunciata sulla decadenza accertamento IMU. Due contribuenti avevano impugnato avvisi di accertamento per omessa denuncia IMU su immobili non accatastati per gli anni dal 2012 al 2016. La Corte ha accolto parzialmente il ricorso, annullando l'accertamento per il 2012 perché notificato oltre il termine di decadenza quinquennale, chiarendo che il termine decorre dall'anno in cui la dichiarazione avrebbe dovuto essere presentata.
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Rendita presunta: stop ai Comuni dal 2007
In un caso di accertamento IMU per un immobile non iscritto in catasto, la Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un Comune. La Corte ha stabilito che, a partire dal 2007, i Comuni non hanno più il potere di determinare autonomamente una rendita presunta per calcolare l'imposta. Tale competenza è passata all'Agenzia delle Entrate, rendendo illegittimo l'avviso di accertamento basato su una stima unilaterale del Comune.
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