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Remissione Di Querela

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1067 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Remissione di querela: la Cassazione annulla la condanna
L'Imputato, accusato del reato di truffa per una compravendita online, era stato condannato nei primi due gradi di giudizio. Successivamente, la Persona Offesa ha ricevuto il risarcimento del danno subito e ha formalizzato la remissione di querela davanti alle autorità competenti. L'Imputato ha ritualmente accettato tale decisione. La Corte di Cassazione ha stabilito che la remissione di querela, intervenuta prima della decisione finale e tempestivamente accettata, determina l'estinzione del reato. Questo principio prevale anche su eventuali motivi di inammissibilità del ricorso, fermo restando l'obbligo dell'Imputato di pagare le spese processuali come concordato tra le parti. La Corte ha quindi annullato la sentenza di condanna senza rinvio.
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Truffa e remissione di querela: la Cassazione annulla la condanna
Un organizzatore di viaggi subisce un processo penale per il reato di truffa dopo la cancellazione di una vacanza programmata. I giudici di merito condannano l'imputato, il quale propone ricorso per Cassazione contestando la prescrizione e diversi vizi procedurali. Prima della decisione finale di legittimità, la persona offesa deposita la formale remissione di querela e l'imputato dichiara la propria accettazione. La Suprema Corte dichiara quindi l'estinzione del reato e annulla la sentenza impugnata senza rinvio, addebitando le spese processuali all'imputato querelato secondo la legge.
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Truffa online: il ritiro della querela cancella la condanna
L'imputata è stata accusata del reato di truffa online per aver venduto prodotti sul web senza consegnarli all'acquirente, sfruttando la distanza per nascondere la propria identità. Nel corso del processo penale, l'acquirente ha dichiarato di ritirare la querela. A seguito delle recenti riforme normative, la truffa commessa a distanza con strumenti telematici che ostacolano l'identificazione costituisce un'aggravante specifica, punibile soltanto a querela di parte. La Corte di Cassazione ha chiarito che l'ostacolo all'identificazione derivava esclusivamente dall'uso del mezzo informatico. Di conseguenza, il ritiro della querela ha determinato l'estinzione del reato. La Suprema Corte ha quindi annullato la sentenza di condanna senza rinvio, ponendo le sole spese processuali a carico dell'imputata.
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Remissione di querela: reato estinto ma spese a carico
Un cittadino ha proposto ricorso in Cassazione contro la sentenza della Corte d'Appello. Nel corso del giudizio, la persona offesa ha presentato la formale remissione di querela e l'imputato l'ha accettata. La Corte di Cassazione ha preso atto del ritiro dell'accusa e dell'accordo tra le parti. I giudici hanno quindi annullato la sentenza impugnata senza rinvio, dichiarando estinto il reato. Le spese del procedimento sono state addebitate all'imputato, come stabilito dalla legge in materia di spese processuali successive al ritiro della querela.
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Appropriazione indebita: la remissione cancella la condanna
Un imprenditore subisce una condanna nei primi gradi di giudizio per il reato di appropriazione indebita di apparecchiature informatiche concesse in leasing. L'accusa contestava la mancata restituzione dei beni nei termini stabiliti dopo la risoluzione del contratto. L'imprenditore propone ricorso in Cassazione. Egli dimostra di non aver mai voluto trattenere i beni come propri, avendoli messi a disposizione della società di leasing in un deposito aziendale comunicato via PEC. Prima della decisione sui motivi del ricorso, la società di leasing presenta formale remissione della querela e l'imputato accetta la rinuncia. La Corte di Cassazione dichiara l'estinzione del reato per intervenuta remissione di querela e annulla la condanna, ponendo le spese del procedimento a carico dell'imputato.
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Remissione di querela: reato estinto ma spese a carico
In seguito a una condanna penale, l'imputato ha proposto ricorso in Cassazione. Nelle more del giudizio, la persona offesa ha presentato l'atto di remissione di querela e l'imputato ha sottoscritto la relativa accettazione. La Suprema Corte ha preso atto dell'accordo tra le parti e ha annullato la sentenza impugnata senza rinvio. La remissione di querela ha determinato l'estinzione del reato, imponendo tuttavia all'imputato il pagamento delle spese processuali sostenute dallo Stato per la gestione del giudizio.
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Furto pluriaggravato al bancomat: condanna per la refurtiva
L'Imputato ha manomesso uno sportello bancomat appartenente a un istituto di credito, bloccando il meccanismo di uscita del denaro per appropriarsi di sessanta euro. Sorpreso dalle forze dell'ordine, ha opposto resistenza ed è successivamente diventato latitante. La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per furto pluriaggravato e resistenza a pubblico ufficiale. La Suprema Corte ha precisato che la remissione di querela presentata da un cliente dell'istituto non estingue il reato, in quanto l'unica persona offesa della somma sottratta dallo sportello è la banca. Inoltre, il risarcimento del danno ai fini dell'estinzione del reato deve essere tempestivo, spontaneo e indirizzato alla reale vittima prima dell'apertura del dibattimento di primo grado. Il furto è stato ritenuto consumato poiché l'Imputato ha conseguito un'autonoma disponibilità della refurtiva. Il ricorso è stato rigettato.
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Remissione di querela: annullata la condanna per il cittadino
Un cittadino, accusato inizialmente di appropriazione indebita, ha ottenuto la riqualificazione del fatto nel reato di esercizio arbitrario delle proprie ragioni. Questo illecito è perseguibile soltanto su richiesta della parte offesa. Prima che venissero meno i termini per presentare il ricorso in Cassazione, la società danneggiata ha ritirato la propria denuncia. La remissione di querela è stata tempestivamente accettata dal cittadino. La Corte di Cassazione ha riconosciuto la piena validità dell'accordo estintivo e ha annullato la condanna precedente senza rinvio. La Suprema Corte ha posto le spese del procedimento a carico del cittadino.
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Remissione di querela: reato estinto ma spese a carico
Un cittadino imputato in un procedimento penale ha ottenuto l'estinzione del reato a seguito della remissione di querela presentata dalla persona offesa. L'imputato ha accettato formalmente la rinuncia prima della decisione finale. La Corte di Cassazione ha preso atto della volontà condivisa delle parti e ha annullato senza rinvio la precedente sentenza di condanna. Nonostante la cancellazione di ogni addebito penale, la Corte ha posto le spese del procedimento a carico dell'imputato, come previsto dalla normativa vigente.
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Furto e condanna: la remissione di querela estingue il reato
L'Imputato era stato condannato dal Tribunale per il reato di furto pluriaggravato a seguito di un patteggiamento. Durante il giudizio di ricorso in Cassazione, il difensore della persona offesa ha presentato la remissione di querela con procura speciale, regolarmente accettata dal difensore dell'Imputato. La Corte di Cassazione ha ricordato che la remissione di querela prevale sulle cause di inammissibilità e cancella il reato anche in sede di legittimità, purché il ricorso sia tempestivo. Per questo motivo, la Suprema Corte ha annullato la sentenza impugnata senza rinvio perché il reato è estinto, ponendo le spese processuali a carico dell'Imputato.
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Custodia cautelare in carcere: il riavvicinamento non salva
Un uomo indagato per rapina e maltrattamenti contro la convivente ha proposto ricorso in Cassazione contro l'ordinanza che confermava la custodia cautelare in carcere. La difesa ha sostenuto che la ripresa della convivenza, la remissione della querela e le richieste di colloqui in carcere dimostrassero l'assenza di timore nella vittima e la mancanza di gravità indiziaria. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso, confermando che la custodia cautelare in carcere resta pienamente giustificata. I giudici hanno chiarito che il riavvicinamento e il ritiro della querela da parte della vittima di violenza domestica sono manifestazioni tipiche dello stato di soggezione psicologica. Tali elementi non annullano i gravi indizi né il concreto pericolo di reiterazione dei reati. L'indagato è stato inoltre condannato al pagamento delle spese processuali e al versamento di tremila euro alla Cassa delle ammende.
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Remissione di querela per furto: da condannato a prosciolto
L'Imputato era stato condannato nei primi due gradi di giudizio per il reato di furto aggravato. Successivamente, durante il ricorso in Cassazione, la vittima ha presentato la remissione di querela per furto e l'imputato l'ha formalmente accettata. La Corte di Cassazione ha chiarito che la remissione di querela per furto, quando interviene ed è accettata prima della decisione finale, estingue completamente il reato. Questo principio prevale anche su eventuali cause di inammissibilità, a patto che il ricorso sia stato presentato nei termini di legge. I giudici hanno quindi annullato senza rinvio la sentenza di condanna, dichiarando l'estinzione del reato e ponendo le spese processuali a carico dell'imputato.
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Diffamazione a mezzo stampa: reato estinto per querela ritirata
Un quotidiano ha pubblicato articoli definendo un cittadino come soggetto gravato da precedenti penali per vari reati, sulla base di mere segnalazioni di polizia presenti nelle banche dati. Contestato il reato di diffamazione a mezzo stampa, i giudici di merito hanno condannato La Giornalista per aver superato i limiti della continenza informativa. In sede di Cassazione, La Giornalista ha eccepito l'esercizio del diritto di cronaca e la veridicità sostanziale. Tuttavia, prima della decisione finale, Il Cittadino ha formalizzato la remissione di querela, regolarmente accettata dall'imputata. La Corte di Cassazione ha quindi annullato la sentenza senza rinvio, dichiarando il reato estinto e ponendo le spese del procedimento a carico della querelata, travolgendo anche le statuizioni risarcitorie civili.
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Remissione di querela e condanna: la decisione della Cassazione
Un cittadino, condannato nei primi due gradi di giudizio per diffamazione aggravata, presenta ricorso in Cassazione per contestare la propria responsabilità penale. Durante l'attesa della decisione di legittimità, la persona offesa dichiara formalmente di ritirare la denuncia presso le forze dell'ordine. L'imputato accetta ufficialmente questa rinuncia. Di conseguenza, la Corte di Cassazione accerta la validità dell'accordo tra le parti. La remissione di querela cancella sia il reato sia le precedenti decisioni relative al risarcimento dei danni in favore della parte civile. I giudici annullano la sentenza di condanna senza rinvio, addebitando comunque le spese del procedimento all'imputato come stabilito dalla legge penale.
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Remissione di querela: reato estinto ma spese a carico
Un cittadino viene prosciolto dal reato di diffamazione aggravata per la particolare tenuità del fatto. Successivamente alla sentenza, la persona offesa presenta la remissione di querela, accettata dall'imputato prima della scadenza dei termini di impugnazione. La Corte di Cassazione accoglie il ricorso e stabilisce che la rinuncia all'accusa estingue il reato, annullando la decisione di condanna senza rinvio. La Corte applica la regola per cui la remissione di querela cancella l'illecito penale ma pone le spese del procedimento a carico del querelato, in assenza di accordi diversi tra le parti.
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Rapina impropria aggravata: niente sconti per l’aggressione
Una donna viene condannata per i reati di lesioni e rapina impropria aggravata ai danni di un anziano di oltre ottant'anni, spinto e fatto cadere a terra per sottrargli del denaro. La difesa ricorre in Cassazione chiedendo di riascoltare la vittima che aveva rinvigorito i rapporti e rimesso la querela, contestando inoltre la recidiva e il mancato riconoscimento dell'attenuante della lieve entità. La Suprema Corte dichiara il ricorso inammissibile. I giudici spiegano che la remissione della querela è irrilevante nei reati procedibili d'ufficio e che la valutazione delle prove spetta ai giudici di merito. La violenza fisica contro una persona ultraottantenne e il danno economico escludono ogni ipotesi di lieve entità.
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Remissione di querela: il ritiro della denuncia annulla la pena
Un individuo, accusato del reato di truffa, ha subito un processo penale promosso a seguito della denuncia della vittima. Nel corso del procedimento penale, prima che la decisione diventasse definitiva, la persona offesa ha formalizzato la remissione di querela, ritirando ogni contestazione. La Corte di Cassazione ha stabilito che il ritiro della denuncia estingue il reato finché il processo non si è concluso con sentenza irrevocabile. Per questo motivo, i giudici hanno annullato la condanna senza rinvio, cancellando anche i risarcimenti civili stabiliti nei gradi precedenti. L'imputato deve comunque pagare le spese processuali del giudizio.
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Remissione di querela via chat: condanna confermata
L'Imputata ricorre in Cassazione chiedendo l'annullamento della condanna stabilita con patteggiamento per il reato di furto, sostenendo che la persona offesa avesse ritirato la denuncia. A sostegno di ciò, la difesa ha presentato uno screenshot di chat da un'applicazione di messaggistica e una dichiarazione inviata dalla Germania. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. I giudici hanno chiarito che la remissione di querela effettuata all'estero deve rispettare formalità precise. In particolare, occorre presentarla all'agente consolare oppure alle autorità di polizia, non tramite messaggi WhatsApp o e-mail prive di verifica d'identità e attestazione di deposito. Per questo motivo, il ritiro della denuncia è considerato invalido e la condanna resta confermata, con sanzione pecuniaria per la ricorrente.
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Remissione di querela: reato estinto ma spese agli imputati
Gli imputati avevano presentato ricorso in Cassazione contro la decisione della Corte di Appello. Prima dell'inizio della discussione, la persona offesa ha formalizzato la remissione di querela. Gli imputati hanno regolarmente accettato tale revoca. La Corte di Cassazione ha preso atto del ritiro dell'accusa e ha dichiarato l'estinzione del reato. La sentenza precedente è stata annullata senza rinvio. La Corte ha posto le spese del procedimento a carico degli imputati, come previsto dalla legge penale in caso di remissione concordata.
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Omesso avviso al difensore di fiducia: condanna annullata
Due soggetti affrontano il giudizio per i reati di furto e sostituzione di persona. La vittima presenta la remissione di querela per il reato di furto, determinando l'estinzione dell'illecito. Per il reato di sostituzione di persona, la Corte di Appello dispone la trattazione orale senza informare i legali scelti dagli imputati. La Corte di Cassazione accoglie il ricorso della difesa. L'omesso avviso al difensore di fiducia costituisce una nullità assoluta e insanabile del processo, in quanto priva l'imputato dell'assistenza tecnica scelta. I giudici annullano la sentenza per il furto per estinzione del reato e dispongono un nuovo giudizio d'appello per la sostituzione di persona.
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