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Remissione Di Querela — Anno 2022

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201 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Remissione Di Querela

Provvedimenti

Remissione di querela: la condanna si cancella in Cassazione
L'Imputato era stato condannato nei primi due gradi di giudizio per i reati di truffa e insolvenza fraudolenta. Successivamente alla sentenza d'appello, ma prima della scadenza del termine per ricorrere in Cassazione, la persona offesa ha formalizzato la remissione di querela, accettata dall'imputato. La Corte di Cassazione ha dichiarato ammissibile il ricorso proposto al solo fine di far valere l'accordo sopravvenuto. Di conseguenza, la Suprema Corte ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata, dichiarando l'estinzione dei reati. Le spese del procedimento sono state poste a carico dell'imputato, in conformità con quanto concordato nell'atto di remissione.
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Frode assicurativa: finto incidente ma la condanna si cancella
Due soggetti sono stati condannati per concorso in frode assicurativa per aver denunciato un falso incidente stradale mai avvenuto tra un'auto e un autocarro. Dopo la condanna in primo e secondo grado, i condannati hanno proposto ricorso in Cassazione. Prima della decisione finale, la società assicuratrice, vittima del reato, ha presentato la remissione di querela, formalmente accettata dagli imputati. Di conseguenza, la Corte di Cassazione ha annullato senza rinvio la sentenza di condanna, dichiarando l'estinzione del reato per intervenuta remissione di querela, ponendo a carico dei ricorrenti solo le spese del processo.
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Estinzione del reato per condotte riparatorie: no ai ritardi
Un autista di autobus, guidando sotto l'effetto di alcol e a velocità eccessiva, ha causato il ribaltamento del mezzo ferendo gravemente diversi passeggeri. Il Giudice di Pace ha dichiarato l'estinzione del reato per condotte riparatorie, poiché l'assicurazione aveva risarcito il danno. Tuttavia, la Corte di Cassazione ha accolto il ricorso della parte civile. I giudici hanno stabilito che il risarcimento è avvenuto fuori tempo massimo, ossia dopo l'udienza di comparizione, termine che ha natura perentoria. Inoltre, la revoca della querela da parte di un passeggero non ha effetto se non viene notificata all'imputato, impedendogli di accettarla o rifiutarla. La sentenza è stata annullata con rinvio per un nuovo giudizio.
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Remissione di querela: l’accordo cancella la multa penale
Un uomo era stato condannato per diffamazione a causa di alcuni messaggi SMS. Durante il terzo grado di giudizio davanti alla Corte di Cassazione, la persona offesa ha deciso di ritirare la denuncia. L'imputato ha formalmente accettato questo passo. La Suprema Corte ha preso atto di questo accordo e ha dichiarato l'estinzione del reato per intervenuta remissione di querela. Di conseguenza, i giudici hanno annullato senza rinvio la precedente sentenza di condanna, ponendo fine alla vicenda penale. L'imputato evita così la multa e la condanna penale, anche se restano da regolare le spese del procedimento in base agli accordi o alle regole generali.
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Remissione di querela: la pace social cancella la condanna
L'Imputata era stata condannata nei precedenti gradi di giudizio per il reato di diffamazione aggravata, commesso tramite messaggi pubblicati su un social network ai danni della Persona Offesa. Durante il giudizio davanti alla Corte di Cassazione, la Persona Offesa ha formalizzato la remissione di querela, accettata dal difensore dell'Imputata. La Suprema Corte ha stabilito che la remissione di querela estingue il reato e cancella anche le statuizioni civili di risarcimento del danno. Di conseguenza, la Cassazione ha annullato senza rinvio la sentenza di condanna, ponendo le spese processuali a carico dell'Imputata, in mancanza di un accordo diverso tra le parti.
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Remissione di querela: salvo l’intervistato se il reporter è salvo
L'Intervistato era stato condannato per diffamazione aggravata a mezzo stampa per aver definito "infame" una persona deceduta durante un'intervista online. La figlia della vittima aveva sporto querela, ma in seguito aveva raggiunto un accordo con il giornalista autore dell'articolo, formalizzando la remissione della querela nei suoi confronti. La Corte di Cassazione ha stabilito che la remissione di querela concessa al giornalista estende i suoi effetti benefici anche all'intervistato. Trattandosi di un reato commesso in concorso necessario tra chi rilascia le dichiarazioni e chi le pubblica, l'estinzione del reato per uno dei coimputati si applica automaticamente anche all'altro. Di conseguenza, la Suprema Corte ha annullato senza rinvio la condanna penale e civile inflitta all'intervistato.
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Furto e videosorveglianza: l’esposizione alla pubblica fede resta
L'Imputato è stato accusato di tentato furto all'interno di un supermercato. Il Tribunale ha dichiarato l'estinzione del reato per remissione di querela, escludendo l'aggravante dell'esposizione alla pubblica fede a causa della presunta presenza di telecamere di sorveglianza. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del Procuratore della Repubblica, stabilendo che i sistemi di videosorveglianza non escludono l'esposizione alla pubblica fede. Tali impianti, infatti, non garantiscono una vigilanza costante e diretta sul bene, ma rappresentano solo un ausilio a posteriori per identificare i colpevoli. Di conseguenza, la Suprema Corte ha annullato la sentenza impugnata, disponendo un nuovo processo davanti alla Corte di appello di Torino per valutare la sussistenza dell'aggravante, che rende il reato procedibile d'ufficio indipendentemente dal ritiro della querela.
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Condanna cancellata: la remissione di querela salva l’imputato
L'Imputato era stato condannato nei primi due gradi di giudizio per il reato di lesioni personali. Successivamente alla sentenza d'appello, ma prima della scadenza dei termini per ricorrere in Cassazione, la Persona Offesa ha formalizzato la remissione di querela, accettata dall'Imputato. La Corte di Cassazione ha stabilito che il ricorso è ammissibile anche se proposto al solo fine di far valere la sopravvenuta remissione di querela. Di conseguenza, i giudici hanno annullato senza rinvio la sentenza di condanna, dichiarando il reato estinto per intervenuta remissione di querela. Le spese del procedimento sono state poste a carico dell'Imputato.
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Condanna cancellata: la remissione di querela spegne il processo
Un cittadino viene condannato per i reati di ingiuria e minaccia. Durante il ricorso in Cassazione, la vittima decide di ritirare la denuncia. L'imputato accetta questa decisione. La Suprema Corte stabilisce che la remissione di querela, se accettata, estingue definitivamente i reati contestati. Di conseguenza, i giudici annullano la condanna precedente senza disporre un nuovo processo, ponendo le spese del procedimento a carico dell'imputato.
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Remissione tacita di querela: l’assenza in aula cancella il reato
Il Procuratore Generale ha impugnato la decisione del Giudice di Pace che dichiarava estinto il reato per remissione tacita di querela. Il querelante non si era presentato all'udienza nonostante l'espresso avvertimento del giudice: l'assenza ingiustificata sarebbe stata interpretata come volontà di abbandonare la causa. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso del Procuratore. I giudici hanno confermato che la mancata comparizione della persona offesa, se preventivamente avvisata delle conseguenze, costituisce a tutti gli effetti una remissione tacita di querela, determinando l'estinzione del procedimento penale.
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Procedibilità d’ufficio per truffa: la recidiva blocca il perdono
Il Tribunale dichiarava estinti per remissione di querela il reato di truffa e per prescrizione quello di sostituzione di persona contestati all'Imputato. Il Procuratore Generale ricorreva in Cassazione evidenziando che all'Imputato era stata contestata la recidiva qualificata. La Suprema Corte ha accolto il ricorso stabilendo che la recidiva reiterata e specifica, in quanto circostanza ad effetto speciale, determina la procedibilità d'ufficio per truffa ai sensi dell'articolo 649-bis del codice penale, impedendo che il reato si estingua con il ritiro della querela. Inoltre, tale aggravante allunga i termini di prescrizione per il reato di sostituzione di persona. La sentenza di proscioglimento è stata annullata con rinvio per un nuovo giudizio.
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Appropriazione indebita: la querela ritirata azzera la condanna
L'Imputato era stato condannato per il reato di appropriazione indebita aggravata dall'abuso di relazioni d'ufficio. Durante la pendenza del ricorso in Cassazione, la Persona Offesa ha formalizzato la remissione della querela, accettata dall'Imputato. La Suprema Corte ha rilevato che, per effetto del Decreto Legislativo numero 36 del 2018, il reato in questione è diventato procedibile solo a querela di parte, salvo la presenza di aggravanti ad effetto speciale, qui assenti. Di conseguenza, la Cassazione ha applicato la norma più favorevole e ha annullato senza rinvio la sentenza di condanna, dichiarando l'estinzione del reato. L'Imputato è stato condannato al pagamento delle spese del procedimento legate alla remissione.
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Revoca degli arresti domiciliari: dal permesso di lavoro al carcere
Un uomo, sottoposto alla misura degli arresti domiciliari con permesso di lavoro, si è allontanato senza autorizzazione per aggredire un conoscente, causandogli la perforazione del timpano. A seguito della denuncia, il giudice ha disposto la revoca degli arresti domiciliari e il ripristino della custodia in carcere. L'indagato ha fatto ricorso sostenendo l'incompatibilità degli orari tra il lavoro e l'aggressione. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso, confermando che la violazione delle prescrizioni degli arresti domiciliari impone obbligatoriamente il ritorno in carcere, senza che il giudice possa rivalutare la gravità delle esigenze cautelari. Il ricorrente è stato condannato anche al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Furto di girasoli: quando manca l’esposizione alla pubblica fede
Il Procuratore Generale ha impugnato la sentenza che dichiarava improcedibile il processo contro due soggetti accusati del furto di girasoli per un valore di 15.000 euro. Il tribunale aveva escluso l'aggravante dell'esposizione alla pubblica fede dopo il ritiro della querela da parte della vittima. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso del Procuratore. I giudici hanno chiarito che, sebbene i frutti coltivati nei campi siano teoricamente esposti alla pubblica fede per destinazione naturale, occorre verificare in concreto se il terreno sia liberamente accessibile o protetto da recinzioni. Mancando prove sull'accessibilità del campo, la Cassazione non può effettuare accertamenti di fatto. Di conseguenza, l'esclusione dell'aggravante è stata confermata e il procedimento penale rimane chiuso.
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Remissione di querela: la condanna per minaccia viene annullata
L'Imputato era stato condannato nei gradi precedenti per il reato di minaccia ai danni della Persona Offesa. Successivamente, le parti hanno raggiunto un accordo che ha portato alla formale remissione di querela, accettata dall'Imputato. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'Imputato, annullando senza rinvio la sentenza di condanna. Il processo si conclude così con l'estinzione del reato per intervenuta remissione di querela, ponendo fine alla vicenda penale, fermo restando l'obbligo di pagamento delle spese processuali.
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Remissione di querela: la pace cancella la condanna penale
Due imputati erano stati condannati per il reato di lesioni personali in concorso. Successivamente alla condanna in appello, la persona offesa ha formalizzato la remissione di querela, accettata dagli imputati. La Corte di Cassazione ha quindi accolto il ricorso, annullando senza rinvio la sentenza impugnata. Il reato è stato dichiarato estinto, ponendo le spese del procedimento a carico degli imputati.
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Finto poliziotto e vera condanna per sostituzione di persona
Un uomo si è presentato a due venditori privati usando il falso nome di Daniele e qualificandosi come agente della Polizia di Stato in servizio. In questo modo ha convinto le vittime a consegnargli un orologio di lusso e diversi gioielli preziosi, appropriandosene indebitamente. Nonostante il ritiro della querela per il reato di truffa, la Corte di Cassazione ha confermato la condanna per il reato di sostituzione di persona. La Suprema Corte ha stabilito che mentire sulla propria identità e attribuirsi la qualifica di poliziotto integra pienamente il delitto, dichiarando il ricorso dell'imputato del tutto inammissibile.
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Remissione di querela: paga il querelante se c’è accordo
Il Giudice di Pace dichiarava l'estinzione del reato di lesioni personali per remissione di querela, addebitando però le spese processuali all'imputato (il querelato). L'imputato ha fatto ricorso evidenziando che le parti avevano concordato di porre le spese a carico del querelante (la vittima). La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, ricordando che la legge fa salvi gli accordi diversi tra le parti. Di conseguenza, la Suprema Corte ha annullato la decisione precedente senza rinvio, ponendo le spese a carico del querelante, come pattuito.
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Remissione di querela: salvo per le lesioni ma non per la violenza
Due imputati sono stati condannati in appello per i reati di tentata violenza privata e lesioni personali ai danni di una donna. Gli imputati hanno proposto ricorso per Cassazione. Nel corso del giudizio di legittimità, l'unico erede della vittima ha presentato la remissione di querela, regolarmente accettata dai ricorrenti. La Suprema Corte ha stabilito che la remissione di querela estingue il reato di lesioni personali, trattandosi di un reato procedibile a querela di parte. Al contrario, il reato di tentata violenza privata, essendo procedibile d'ufficio, non risente dell'estinzione. Di conseguenza, la Cassazione ha annullato senza rinvio la condanna per lesioni personali e ha annullato con rinvio alla Corte d'appello di Napoli la decisione limitatamente alla rideterminazione della pena per la tentata violenza privata, dichiarando inammissibili i ricorsi nel resto.
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Remissione di querela: annullata la condanna dell’automobilista
Un automobilista era stato condannato per insolvenza fraudolenta continuata per non aver pagato ripetutamente il pedaggio autostradale. L'imputato ha proposto ricorso in Cassazione. Durante il giudizio di legittimità, la società autostradale ha formalizzato la remissione di querela, ritualmente accettata dall'imputato. La Corte di Cassazione ha quindi annullato senza rinvio la sentenza di condanna, dichiarando l'estinzione dei reati.
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