Una proprietaria chiedeva la regolarizzazione di otto luci aperte dal vicino sul muro di confine, poiché non rispettavano le altezze minime legali. La Corte d'Appello respingeva la richiesta, sostenendo che adeguare le altezze equivarrebbe a chiudere le finestre, ledendo il diritto alla salute. La Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione, stabilendo un principio fondamentale: la **regolarizzazione luci irregolari** è un diritto assoluto del proprietario confinante. Il giudice non può bilanciare questo diritto con altre esigenze, come la salute, perché questo bilanciamento è già stato fatto dal legislatore. Le norme sulle altezze minime (art. 901 c.c.) sono inderogabili e devono essere applicate, a prescindere dalle conseguenze pratiche per l'apertura.
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