Un cittadino richiede al Gestore dei Servizi Energetici (GSE) gli incentivi per lavori di efficientamento energetico. Il GSE nega il beneficio per due volte, adducendo motivi formali. Il cittadino si rivolge al Tribunale ordinario, ma il GSE sostiene che la competenza sia del giudice amministrativo. La Corte di Cassazione, chiamata a risolvere la questione sulla giurisdizione per gli incentivi energetici, stabilisce che la competenza è del giudice ordinario. La Corte chiarisce che il cittadino, se possiede i requisiti di legge, vanta un vero e proprio diritto soggettivo all'incentivo. Il GSE non ha potere discrezionale, ma solo un obbligo di verifica tecnica. Il rapporto tra cittadino e GSE è quindi di natura contrattuale e privatistica.
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