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Regime 41 Bis

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321 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Regime 41-bis: proroga legittima senza dissociazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un detenuto contro la proroga del regime 41-bis. La Corte ha confermato la decisione del Tribunale di Sorveglianza, ritenendo che la valutazione sulla persistente pericolosità sociale e sulla capacità di mantenere legami con il sodalizio criminale di appartenenza fosse logica e ben motivata, data l'assenza di qualsiasi forma di dissociazione e il ruolo di vertice ricoperto dal soggetto.
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Regime 41-bis: Cassazione conferma la proroga
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un detenuto contro la proroga del regime 41-bis. I giudici hanno ritenuto manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale sollevata, che contestava la competenza del Ministro della Giustizia ad emettere il provvedimento. La Corte ha ribadito che il sistema prevede un adeguato controllo giurisdizionale. Inoltre, le altre censure sono state giudicate inammissibili perché tendevano a una rivalutazione dei fatti, non consentita in sede di legittimità, confermando la sussistenza dei presupposti per il mantenimento del regime carcerario speciale, data la persistente pericolosità del soggetto e i suoi legami con l'organizzazione criminale.
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Regime 41-bis: Cassazione su proroga e motivazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un detenuto contro la proroga del regime 41-bis. La Corte ha stabilito che la motivazione basata sul ruolo apicale del soggetto all'interno dell'associazione criminale, sulla sua pericolosità sociale e sul rischio concreto di ripristino dei contatti con i sodali è sufficiente e congrua. È stata inoltre respinta la questione di legittimità costituzionale relativa alla competenza del Ministro della giustizia nel disporre tale misura, ribadendo la natura amministrativa del provvedimento, seppur soggetto a pieno controllo giurisdizionale.
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Regime 41-bis: quando la Cassazione lo conferma
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un detenuto contro l'applicazione del regime 41-bis. La Corte ha ritenuto che il Tribunale di Sorveglianza avesse correttamente motivato la decisione sulla base del ruolo apicale del ricorrente in un'associazione mafiosa, della persistente operatività della stessa e dell'assenza di dissociazione, giudicando il ricorso un tentativo non consentito di riesaminare il merito dei fatti.
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Regime 41-bis: quando la Cassazione lo conferma
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un detenuto contro la proroga del regime 41-bis. La decisione si fonda sul principio che il controllo di legittimità non può entrare nel merito delle valutazioni del Tribunale di Sorveglianza, se la sua motivazione non è del tutto assente o meramente apparente. Nel caso specifico, la pericolosità sociale del detenuto, il suo ruolo apicale in un'associazione mafiosa e il rischio concreto di contatti con l'esterno sono stati ritenuti elementi sufficienti a giustificare il mantenimento del 'carcere duro'.
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Regime 41-bis: proroga legittima senza dissociazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un detenuto contro la proroga del regime 41-bis. La decisione si fonda sul ruolo apicale del soggetto all'interno di un'associazione criminale ancora operativa e sulla sua mancata dissociazione. Secondo la Corte, questi elementi sono sufficienti a dimostrare la persistente pericolosità sociale e la capacità di mantenere contatti con l'esterno, giustificando così il mantenimento del regime detentivo speciale.
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Regime 41-bis: Motivazione e Cassazione | Analisi
La Corte di Cassazione ha annullato l'ordinanza che confermava la proroga del regime 41-bis per un detenuto. La decisione è stata motivata dalla grave carenza e contraddittorietà della motivazione del Tribunale di Sorveglianza, che non ha fornito una valutazione attuale e individualizzata della pericolosità del soggetto, basandosi invece su argomenti generici e tautologici e ignorando le specifiche deduzioni difensive.
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Regime 41-bis: Cassazione su proroga e pericolosità
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 14329/2024, ha respinto il ricorso di un detenuto condannato all'ergastolo contro la proroga del regime 41-bis. La Corte ha stabilito che per la proroga non è necessaria la prova di contatti attuali con l'associazione criminale, ma è sufficiente la ragionevole probabilità di collegamenti, basata sulla storia criminale, sul ruolo apicale ricoperto e sulla persistente pericolosità sociale del soggetto.
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Regime 41-bis: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 12128/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un detenuto, considerato capo reggente di un'organizzazione criminale, contro la proroga del regime 41-bis. Il ricorso è stato respinto perché si limitava a contestare la valutazione dei fatti, compito del Tribunale di Sorveglianza, senza sollevare questioni di legittimità. La Corte ha confermato che la valutazione sulla pericolosità sociale e sulla capacità di mantenere contatti con l'esterno è un apprezzamento di merito non sindacabile in sede di legittimità se adeguatamente motivato.
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Regime 41-bis: proroga legittima per pericolosità
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro la proroga del regime 41-bis per un detenuto ritenuto figura di vertice di un'organizzazione criminale. La Corte ha stabilito che la valutazione sulla persistente pericolosità sociale e sulla capacità di mantenere contatti con l'esterno è un apprezzamento di merito del Tribunale di Sorveglianza, non sindacabile in sede di legittimità se adeguatamente motivato.
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Regime 41 bis: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un detenuto, ritenuto figura di vertice di un'associazione criminale, contro la proroga del regime 41 bis. La Corte ha stabilito che il provvedimento del Tribunale di Sorveglianza era adeguatamente motivato sulla base del persistente pericolo di collegamenti con l'esterno. Il ricorso è stato respinto perché mirava a una nuova valutazione dei fatti, non consentita in sede di legittimità, dove è possibile contestare solo la violazione di legge.
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Regime 41-bis: Cassazione su proroga e pericolosità
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un detenuto contro la proroga del regime 41-bis. La Corte ha stabilito che la valutazione della persistente pericolosità sociale e della capacità di mantenere contatti con l'associazione criminale è un apprezzamento di merito, correttamente effettuato dal Tribunale di Sorveglianza. Il ruolo di spicco del ricorrente all'interno del sodalizio, finalizzato al reinvestimento di capitali illeciti, è stato considerato un elemento decisivo per confermare la misura.
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Regime 41-bis: Cassazione su inammissibilità
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso contro la proroga del regime 41-bis per un detenuto, ritenuto esponente di spicco di un'associazione mafiosa. La Corte ha stabilito che la valutazione della persistente pericolosità e della capacità di mantenere contatti con l'esterno è una questione di merito, non sindacabile in sede di legittimità se la motivazione del giudice inferiore non è mancante o meramente apparente. Il ricorso è stato respinto in quanto si limitava a contestare nel fatto la decisione impugnata.
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Regime 41-bis: quando la Cassazione conferma la proroga
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un detenuto contro la proroga del regime 41-bis. La Corte ha stabilito che la valutazione del Tribunale di Sorveglianza, basata sulla pericolosità sociale e sul rischio di contatti con l'esterno, era adeguatamente motivata, respingendo le censure come un tentativo di riesame del merito non consentito in sede di legittimità.
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Regime 41-bis: i limiti del ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un detenuto contro la proroga del regime 41-bis. La Corte ha ribadito che il suo sindacato è limitato alla sola violazione di legge, escludendo una nuova valutazione dei fatti. La decisione del Tribunale di Sorveglianza è stata ritenuta adeguatamente motivata, basandosi sulla persistente operatività del clan di appartenenza, sul ruolo direttivo del detenuto e su recenti comportamenti che indicano un'attuale pericolosità sociale, rendendo così legittima la proroga del regime speciale.
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Regime 41-bis: i criteri per la proroga del carcere
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità della proroga del regime 41-bis per un detenuto con un ruolo apicale in un'organizzazione criminale. La decisione si fonda sulla persistente pericolosità sociale e sulla capacità del soggetto di mantenere collegamenti con il proprio clan, anche durante la detenzione. L'ordinanza sottolinea come il ricorso in Cassazione non possa contestare la valutazione di merito sulla pericolosità, se la motivazione del giudice è congrua e immune da vizi logici.
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Regime 41-bis: la Cassazione conferma legittimità
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un detenuto sottoposto al regime 41-bis. Il ricorrente sollevava dubbi sulla costituzionalità della norma e criticava la valutazione della sua pericolosità sociale. La Corte ha respinto entrambe le censure, affermando che la questione di costituzionalità è manifestamente infondata secondo una giurisprudenza consolidata e che la valutazione dei fatti sulla pericolosità non può essere riesaminata in sede di legittimità.
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Regime 41-bis: la dissociazione non basta a revocarlo
La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso di un detenuto sottoposto al regime 41-bis, confermando la proroga del regime detentivo speciale. La Corte ha stabilito che la semplice "dissociazione" dal clan di appartenenza non è sufficiente a dimostrare il venir meno della capacità di mantenere contatti con l'organizzazione criminale, soprattutto in presenza di una persistente pericolosità sociale. La sentenza distingue nettamente la dissociazione dalla collaborazione con la giustizia, ritenendo solo quest'ultima una cesura più netta con il passato criminale.
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Regime 41-bis: legittimo se c’è attualità del pericolo
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un detenuto contro l'applicazione del regime 41-bis. La Corte ha ritenuto che la decisione del Tribunale di Sorveglianza fosse ben motivata, basandosi non solo sulla passata carriera criminale del soggetto, ma soprattutto sulla sua attuale pericolosità sociale, evidenziata dal ruolo di vertice del figlio all'interno del clan mafioso e dai continui collegamenti familiari con l'organizzazione.
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Regime 41-bis: Cassazione conferma la proroga
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità della proroga del regime 41-bis per un detenuto condannato per associazione di stampo mafioso. Il ricorso, basato sulla presunta violazione dei termini di custodia cautelare, del diritto di difesa per mancato accesso ad atti e sulla carenza di motivazione, è stato rigettato. La Corte ha ribadito che la valutazione della pericolosità sociale può basarsi anche su elementi passati e che il mancato deposito di informative non invalida il provvedimento se il loro contenuto è riassunto nel decreto ministeriale.
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