La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del Ministero della Giustizia riguardante la frequenza dei colloqui per un detenuto in Regime 41-bis. Il Ministero contestava la decisione del Tribunale di Sorveglianza che aveva concesso una maggiore flessibilità nella calendarizzazione dei colloqui mensili, superando la rigida cadenza dei 30 giorni prevista dalle circolari amministrative. La Suprema Corte ha stabilito che, pur restando fermo il divieto di accorpamento dei colloqui (ovvero lo svolgimento di incontri in sequenza ravvicinata tra la fine di un mese e l'inizio del successivo), è necessario garantire una certa elasticità per rispondere alle esigenze logistiche dei familiari, purché sia rispettata la regolarità degli intervalli temporali.
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