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Reclamo/Mediazione

8 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Procedura obbligatoria preliminare al processo tributario per le controversie di valore non elevato, che ha lo scopo di favorire una soluzione concordata tra contribuente e Amministrazione finanziaria.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Compensazione spese reclamo mediazione: no se l’atto è viziato
L'Agenzia delle Entrate ha notificato a una cittadina un avviso di liquidazione dell'imposta di registro per un'ordinanza giudiziale. L'atto riguardava tuttavia un credito di lavoro ed era quindi esente per legge. La contribuente ha proposto ricorso e, durante la fase di reclamo e mediazione, l'Amministrazione ha annullato l'atto in autotutela. I giudici di merito hanno dichiarato cessata la materia del contendere ma hanno disposto la compensazione delle spese di lite, sostenendo che l'ufficio avesse agito prontamente. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso della contribuente: la Compensazione spese reclamo mediazione non può essere automatica se l'atto impositivo soffriva di un'illegittimità originaria già conoscibile dall'Ente. Si applica il principio della soccombenza virtuale, imponendo all'Amministrazione la rifusione dei costi sostenuti dal cittadino per difendersi.
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Mediazione tributaria e spese di lite: chi paga dopo l’autotutela
La vicenda nasce dall'impugnazione di alcune ingiunzioni di pagamento per la tassa automobilistica. La contribuente ha avviato la procedura di reclamo. L'ente di riscossione ha quindi annullato gli atti in autotutela entro il termine di novanta giorni. Nonostante l'annullamento, la controversia è giunta dinanzi ai giudici regionali, i quali hanno dichiarato cessata la materia del contendere, condannando però l'ente riscossore al rimborso delle spese legali. L'agente della riscossione ha presentato ricorso in Cassazione, sostenendo l'illegittimità della condanna alle spese dopo il tempestivo ritiro degli atti. La Suprema Corte ha ravvisato la particolare rilevanza della questione riguardante l'istituto della mediazione tributaria e spese di lite, rimettendo la decisione finale alla Quinta Sezione Civile per una valutazione approfondita.
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Decadenza del contribuente: il ricorso tardivo salva il fisco
Una società riceve un avviso di rettifica sul valore di un immobile e presenta istanza di mediazione. Successivamente, anziché depositare il ricorso originario, notifica un secondo ricorso autonomo oltre i termini di legge. L'Amministrazione Finanziaria eccepisce la tardività. La Corte di Cassazione accoglie il ricorso del fisco, stabilendo che la decadenza del contribuente dal diritto di impugnare l'atto per il mancato rispetto del termine di sessanta giorni è rilevabile d'ufficio in ogni stato e grado del processo, anche in sede di legittimità, se non si è formato un giudicato espresso. Di conseguenza, il secondo ricorso della società viene dichiarato inammissibile, confermando la pretesa del fisco e condannando la contribuente al pagamento delle spese.
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Silenzio-rifiuto e mediazione: i dubbi della Corte
Una società consortile ha impugnato il diniego di rimborso IRPEG relativo all'anno 1998, attivando la procedura di reclamo-mediazione. L'Agenzia delle Entrate e i giudici di merito hanno eccepito l'inammissibilità del ricorso, sostenendo che il **silenzio-rifiuto** si fosse perfezionato prima dell'aprile 2012, data di entrata in vigore della normativa sulla mediazione. Di conseguenza, il contribuente avrebbe dovuto seguire i termini del ricorso ordinario. La Corte di Cassazione, riscontrando l'assenza di precedenti specifici sulla questione della successione delle leggi nel tempo in materia di mediazione tributaria per i rimborsi, ha disposto il rinvio alla pubblica udienza.
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Improcedibilità ricorso: Cassazione chiarisce regole
Con l'ordinanza n. 18328/2024, la Cassazione ha stabilito che l'improcedibilità del ricorso tributario non scatta se il contribuente si costituisce in giudizio prima della scadenza dei 90 giorni per la mediazione. Il giudice deve solo posticipare l'udienza. Inoltre, ha confermato la legittimazione passiva congiunta dell'ente impositore e dell'agente di riscossione nelle controversie che toccano il merito della pretesa fiscale.
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Reclamo-mediazione: la Cassazione e l’incostituzionalità
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso di una società, annullando la decisione di merito che aveva dichiarato inammissibile l'appello per mancato rispetto della procedura di reclamo-mediazione. La Corte ha ribadito che la norma che prevedeva l'inammissibilità è stata dichiarata incostituzionale, con effetti retroattivi sui giudizi non ancora definiti, rendendo irrilevante la mancata attesa dei 90 giorni prima della costituzione in giudizio.
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Deposito ricorso tributario: la PEC non fa decorrere
Una società immobiliare impugna una cartella di pagamento, presentando prima l'istanza di reclamo-mediazione. L'Agenzia Fiscale rigetta l'istanza con una comunicazione via PEC. La società procede al deposito del ricorso tributario dopo 30 giorni dalla PEC, ma entro il termine calcolato dalla scadenza dei 90 giorni per la mediazione. L'Agenzia ne eccepisce la tardività. La Corte di Cassazione dà ragione alla società, stabilendo che la notifica via PEC, avvenuta in un'epoca in cui il processo tributario telematico non era ancora in vigore (2013), è giuridicamente inesistente e non idonea a far decorrere il termine breve per il deposito. Il ricorso era quindi tempestivo.
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Compensazione spese legali: la Cassazione decide
Un contribuente impugnava una cartella di pagamento per bollo auto. Durante il processo, l'ente annullava il debito, ma il giudice compensava le spese legali. La Corte di Cassazione ha annullato questa decisione, ritenendola illogica e contraddittoria. Ha chiarito che la compensazione spese legali deve essere ben motivata e che la fase di reclamo/mediazione è parte integrante del processo, quindi le relative spese vanno considerate. Il caso è stato rinviato per una nuova valutazione.
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