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Recidiva — Anno 2025

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1581 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Recidiva

Provvedimenti

Ricorso patteggiamento inammissibile: i limiti
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso per patteggiamento inammissibile, ribadendo che, a seguito della riforma del 2017, le sentenze di applicazione della pena su richiesta delle parti possono essere impugnate solo per motivi specifici e tassativi, elencati nell'art. 448, comma 2-bis, c.p.p. La contestazione sul bilanciamento tra recidiva e attenuanti generiche non rientra tra questi, rendendo l'appello non valido e comportando la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali.
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Recidiva: quando il ricorso generico è inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato contro l'applicazione della recidiva. Il ricorso è stato giudicato generico perché non contestava specificamente le motivazioni della Corte d'Appello, che aveva basato la sua decisione sui numerosi precedenti penali dell'imputato, dimostrativi di una spiccata pericolosità sociale. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione.
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Ricorso inammissibile: quando è un riesame dei fatti
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile, ribadendo di non poter riesaminare i fatti come un terzo grado di giudizio. L'appello contestava la valutazione del dolo e della recidiva, ma la Corte ha ritenuto che i motivi mirassero solo a una diversa lettura delle prove, non consentita in sede di legittimità. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese e di una sanzione.
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Ricorso inammissibile: motivi generici e ripetitivi
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile avverso una condanna per evasione. I motivi del ricorso, focalizzati sulla mancata applicazione della particolare tenuità del fatto e sulla recidiva, sono stati giudicati generici e meramente ripetitivi di questioni già esaminate nei gradi di merito. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso inammissibile: quando i motivi sono generici
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile presentato da un individuo condannato per la violazione della normativa antimafia. La decisione si fonda sul fatto che i motivi di appello erano generici e meramente riproduttivi di censure già esaminate, senza confrontarsi specificamente con la motivazione della sentenza impugnata. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Sospensione condizionale pena: quando è inammissibile?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per minaccia a pubblico ufficiale. Il diniego della sospensione condizionale della pena è stato ritenuto legittimo a causa della recidiva dell'imputato e della gravità della condotta. Gli altri motivi di ricorso sono stati giudicati generici e meramente riproduttivi di censure già esaminate, portando alla condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso inammissibile: quando è troppo generico?
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile avverso una condanna per resistenza a pubblico ufficiale. La decisione si fonda sul fatto che il motivo di appello, relativo alla recidiva, era meramente riproduttivo di censure già esaminate e generico, in quanto non si confrontava con la motivazione della sentenza impugnata. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma in favore della Cassa delle ammende.
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Ricorso inammissibile: quando è generico e riproduttivo
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile avverso una condanna per resistenza a pubblico ufficiale e lesioni. Il motivo del ricorso, incentrato sulla recidiva, è stato giudicato meramente riproduttivo di censure già valutate e generico, in quanto non si confrontava con la motivazione della sentenza d'appello. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso inammissibile: limiti del giudizio di rinvio
La Corte di Cassazione dichiara inammissibili due ricorsi. Il primo perché solleva questioni attinenti alla fase esecutiva della pena, estranee al giudizio di legittimità. Il secondo per la genericità e manifesta infondatezza delle censure mosse contro l'applicazione della recidiva, ritenuta invece correttamente motivata dalla corte di merito. La sentenza ribadisce i confini del sindacato della Suprema Corte, confermando che un ricorso inammissibile non può essere esaminato nel merito.
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Recidiva: la Cassazione annulla, serve motivazione
La Corte di Cassazione ha esaminato il ricorso di due imputati condannati in appello per frode e, per una di essi, anche per resistenza a pubblico ufficiale. La Corte ha ritenuto inammissibili quasi tutti i motivi di ricorso, tranne uno fondamentale: la contestazione relativa all'aggravante della recidiva. Secondo i giudici, per applicare la recidiva non è sufficiente la mera esistenza di precedenti penali. Il giudice di merito deve fornire una motivazione concreta, valutando se la reiterazione del reato sia un sintomo effettivo di maggiore pericolosità sociale dell'imputato. Mancando tale valutazione, la sentenza è stata annullata su questo punto con rinvio alla Corte d'Appello per un nuovo esame.
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Estinzione reato e recidiva: la Cassazione chiarisce
Un dipendente pubblico, condannato per accesso abusivo a sistema informatico, ha ottenuto l'annullamento della sentenza limitatamente alla pena. La Cassazione ha stabilito che una precedente condanna, definita con decreto penale ed estinta per decorso del tempo, non può essere considerata per la recidiva né per negare la sospensione condizionale della pena. Questa decisione chiarisce l'effetto dell'estinzione del reato, che annulla ogni conseguenza penale del precedente illecito.
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Motivazione della pena: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un imputato condannato per tentato furto, il quale lamentava una carenza nella motivazione della pena da parte della Corte d'Appello. La Suprema Corte ha stabilito che la valutazione sulla congruità della sanzione e sul bilanciamento delle circostanze è un giudizio di merito. La motivazione della pena è stata ritenuta adeguata, poiché il modesto valore del bene era già stato considerato nell'applicazione delle attenuanti generiche, rendendo superfluo il riconoscimento di un'ulteriore attenuante specifica.
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Bancarotta impropria perito: la falsa perizia
Un perito viene condannato in via definitiva per bancarotta impropria. La Cassazione conferma la sua responsabilità per aver redatto una falsa perizia di stima su titoli obbligazionari, utilizzati per un fittizio aumento di capitale. Tale condotta ha aggravato il dissesto della società, portandola al fallimento. La Corte ha ritenuto irrilevante che il dissesto fosse preesistente, essendo sufficiente il contributo del professionista al suo peggioramento.
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Furto in abitazione: il consenso con inganno non scusa
La Corte di Cassazione conferma la condanna per furto in abitazione a carico di un soggetto che, dopo un primo ingresso lecito per vendere della merce, si era reintrodotto nell'abitazione della vittima con un pretesto. Secondo la Corte, il consenso ottenuto tramite inganno per il secondo ingresso equivale a un'introduzione illecita, integrando pienamente il reato.
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Ricorso per cassazione: inammissibile se non firmato
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso per cassazione presentato personalmente da un imputato condannato per tentata rapina. La decisione si fonda sull'art. 613 del codice di procedura penale, che impone, a pena di inammissibilità, la sottoscrizione dell'atto da parte di un difensore abilitato al patrocinio presso le giurisdizioni superiori. La Corte ha inoltre rigettato la questione di legittimità costituzionale sollevata, confermando che tale requisito non viola il diritto di difesa.
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Recidiva: la Cassazione sui doveri di motivazione
Un imputato condannato per cessione di hashish ricorre in Cassazione lamentando la mancata concessione delle attenuanti generiche, l'eccessività della pena, l'errata applicazione della recidiva e la revoca illegittima della sospensione condizionale. La Suprema Corte dichiara il ricorso inammissibile, chiarendo che il precedente penale specifico può giustificare il diniego delle attenuanti e che la motivazione sulla recidiva era adeguata, in quanto collegava il nuovo reato a una progressione criminale. Viene inoltre confermata la legittimità della revoca automatica della sospensione condizionale.
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Resistenza a pubblico ufficiale: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un individuo condannato per resistenza a pubblico ufficiale e lesioni. La decisione si fonda sulla valutazione della pericolosità del soggetto, desunta dai suoi numerosi precedenti, e sulla correttezza della sentenza d'appello che aveva escluso l'assorbimento del reato di lesioni in quello di resistenza. È stata inoltre confermata l'inidoneità dell'imputato a beneficiare di pene sostitutive, con conseguente condanna al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso inammissibile evasione: la Cassazione conferma
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per evasione dagli arresti domiciliari. La Corte ha stabilito che la mancata risposta insistente e prolungata al citofono è una prova sufficiente dell'allontanamento. Il rigetto delle attenuanti generiche è stato confermato a causa dei precedenti penali del ricorrente. Di conseguenza, il ricorso inammissibile per evasione ha comportato la condanna al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Inammissibilità ricorso: Cassazione su motivi generici
La Corte di Cassazione, con ordinanza del 04/04/2025, ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso presentato da un imputato contro una sentenza della Corte d'Appello di Palermo. La decisione si fonda sulla manifesta genericità dei motivi di appello, in particolare quelli relativi alla recidiva. La Suprema Corte ha stabilito che le doglianze non si confrontavano adeguatamente con le argomentazioni della sentenza impugnata, portando alla condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso inammissibile: la Cassazione e le attenuanti
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile presentato contro una sentenza della Corte d'Appello. La decisione si fonda sull'impossibilità di concedere le circostanze attenuanti generiche, data la natura delle giustificazioni addotte e la pena già mite applicata in primo grado. Il ricorrente viene condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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