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Recidiva Stupefacenti

5 provvedimenti applicano questo termine

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Recidiva stupefacenti: la valutazione della Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi di alcuni imputati condannati per detenzione e spaccio di stupefacenti. La sentenza affronta temi cruciali come la valutazione della prova basata su intercettazioni, i criteri per il riconoscimento della recidiva stupefacenti anche in presenza di precedenti per reati di diversa natura, e l'applicazione del principio del 'ne bis in idem'. La Corte ha confermato la validità delle decisioni dei giudici di merito, sottolineando come la reiterazione di condotte illecite, anche se diverse, possa indicare una maggiore pericolosità sociale del reo.
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Recidiva stupefacenti: la Cassazione conferma la pena
La Corte di Cassazione dichiara inammissibili i ricorsi di tre imputati per spaccio di stupefacenti. La sentenza conferma che la recidiva stupefacenti, se ben motivata dal giudice collegando i precedenti specifici alla pericolosità attuale del reo, giustifica un aumento di pena, respingendo le doglianze generiche sul trattamento sanzionatorio.
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Recidiva stupefacenti: quando è giustificato l’aumento
La Cassazione dichiara inammissibili i ricorsi di due imputati condannati per spaccio. L'ordinanza analizza la corretta applicazione della recidiva stupefacenti, giustificata dai precedenti specifici, e l'esclusione del fatto di lieve entità data la notevole quantità di droga e l'organizzazione logistica.
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Recidiva stupefacenti: l’appello è inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato condannato per detenzione di stupefacenti ai fini di spaccio. La decisione si fonda sulla corretta valutazione delle prove che escludevano l'uso personale, sulla spiccata abilità delinquenziale e sulla corretta applicazione della recidiva stupefacenti, motivata dai numerosi precedenti specifici.
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Recidiva stupefacenti: Cassazione e motivazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per detenzione di stupefacenti. La Corte ha confermato la valutazione sulla recidiva stupefacenti, basata sui plurimi precedenti specifici e sulla pericolosità sociale del soggetto, che aveva commesso il reato durante la detenzione domiciliare. La decisione sottolinea la discrezionalità del giudice di merito nella commisurazione della pena, se adeguatamente motivata.
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