LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

LexCEDpedia

Recidiva Specifica Reiterata

17 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

È la condizione giuridica di chi, dopo una condanna definitiva per un reato, ne commette un altro della stessa natura, e questa non è la prima volta che si verifica tale situazione.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Furto a persona fragile: stop ad attenuanti generiche
Due imputati hanno subito una condanna per tentato furto in abitazione e violazione di domicilio ai danni di una persona fragile. Gli imputati hanno presentato ricorso in Cassazione lamentando il mancato riconoscimento delle circostanze attenuanti generiche da parte della Corte di Appello. La Suprema Corte ha dichiarato i ricorsi del tutto inammissibili. I giudici hanno chiarito che la valutazione sulle attenuanti generiche rappresenta un apprezzamento di merito insindacabile se logicamente motivato. L'estrema gravità della condotta, l'intensità del dolo e la totale assenza di pentimento giustificano pienamente il diniego dello sconto di pena. Gli autori del reato sono stati condannati al pagamento delle spese processuali e al versamento di tremila euro alla Cassa delle ammende.
Continua »
Furto tentato: la Cassazione chiarisce la motivazione sulla pena
La Corte d'Appello aveva condannato un individuo per furto tentato, confermando la recidiva ma escludendo l'aggravante. L'individuo ha presentato ricorso in Cassazione, contestando l'eccessività della pena base e la mancanza di motivazione sulla sua determinazione. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha stabilito che la determinazione pena furto tentato, se rientra nella media edittale, non richiede una motivazione specifica ed estesa. Basta un richiamo al criterio di adeguatezza della pena, considerando i fatti e la personalità del condannato. L'individuo ha perso il ricorso e dovrà pagare le spese processuali.
Continua »
Inosservanza della sorveglianza speciale: condanna confermata
L'Imputato ha subito una condanna a diciotto mesi di reclusione per il reato di inosservanza della sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno, aggravata dalla recidiva specifica e reiterata. La difesa ha presentato ricorso in Cassazione lamentando vizi di motivazione e violazioni di legge riguardo alla determinazione della pena. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno stabilito che i motivi presentati riproducevano questioni già vagliate nei precedenti gradi di giudizio e contestavano valutazioni di merito insindacabili. La decisione ha confermato integralmente la sanzione detentiva e ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese di giudizio e di tremila euro alla cassa delle ammende.
Continua »
Reato di estorsione: illegittima la minaccia di vie legali
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un soggetto condannato per il reato di estorsione. L'imputato aveva preteso dalla persona offesa il pagamento di somme non dovute, pari a 410 euro, minacciando azioni legali infondate per costringerla all'esborso. La difesa chiedeva la riqualificazione del fatto in truffa, contestando la gravità del danno e la severità della pena. La Suprema Corte ha confermato la decisione dei giudici di merito, ribadendo che prospettare iniziative giudiziarie per ottenere denaro privo di titolo configura pienamente la minaccia estorsiva. L'imputato è stato condannato a oltre cinque anni di reclusione, al pagamento delle spese legali e a una sanzione pecuniaria.
Continua »
Inammissibilità ricorso penale: Legittima difesa e recidiva, il verdetto
La Corte d'Appello ha condannato un Imputato per lesioni e minaccia, convertendo la pena in pecuniaria. L'Imputato ha presentato ricorso lamentando il mancato riconoscimento della legittima difesa, l'omessa applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto (Art. 131 bis c.p.) e l'errata comparazione delle circostanze. La Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso penale, ribadendo che la rivalutazione dei fatti è preclusa in sede di legittimità e che l'Art. 131 bis c.p. non si applica in presenza di recidiva specifica reiterata, indice di elevata colpevolezza. L'Imputato è stato condannato al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
Continua »
Entità della pena nel furto aggravato: ricorso respinto
La Corte di Cassazione ha esaminato il ricorso presentato da un imputato condannato per il reato di furto aggravato e gravato da recidiva specifica, reiterata e infraquinquennale. L'imputato lamentava un presunto difetto di motivazione circa la concreta entità della pena nel furto aggravato inflitta dai giudici di merito. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso manifestamente infondato e inammissibile. I giudici di legittimità hanno ribadito che la quantificazione della sanzione rientra nel potere discrezionale del giudice di merito. La sentenza rispetta la legge quando richiama le concrete modalità del fatto, senza la necessità di esaminare analiticamente ogni singolo parametro normativo.
Continua »
Prescrizione del reato: la recidiva blocca lo sconto del tempo
Un imputato, condannato per cessione di stupefacenti di lieve entità con l'aggravante della recidiva specifica reiterata infraquinquennale, ha presentato ricorso in Cassazione. La difesa sosteneva che fosse maturata la prescrizione del reato nel periodo intercorso tra la sentenza di primo grado e quella di appello. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. I giudici hanno chiarito che, ai fini del calcolo del termine ordinario, l'aumento di due terzi previsto per la recidiva speciale si applica alla pena edittale massima del reato. Di conseguenza, il termine minimo di prescrizione ammonta a sei anni e otto mesi, lasso temporale non ancora decorso tra i due gradi di giudizio. L'imputato perde il ricorso e subisce la condanna definitiva.
Continua »
Truffa e circostanze attenuanti generiche: il verdetto
La Corte di Cassazione ha esaminato il ricorso presentato da un imputato condannato per truffa con recidiva specifica reiterata. La difesa lamentava la mancata concessione delle circostanze attenuanti generiche e contestava la responsabilità penale, sostenendo anche che la scelta del rito alternativo dovesse favorire uno sconto di pena. I giudici supremi hanno respinto ogni argomentazione dichiarando il ricorso inammissibile. Il verdetto stabilisce che la riduzione di pena richiede specifici elementi positivi di valutazione e che il rito speciale non conferisce automaticamente alcun beneficio aggiuntivo. Il ricorrente deve pagare le spese del procedimento e versare tremila euro alla Cassa delle ammende.
Continua »
Attenuanti generiche: nega lo sconto chi confessa tardi
L'Imputato ha infranto il finestrino di un'auto per rubare una borsa e ha sottratto documenti personali da un furgone in sosta. I giudici di merito lo hanno condannato per furto pluriaggravato con aumento di pena per recidiva reiterata. La difesa ha presentato ricorso in Cassazione contestando il mancato riconoscimento delle attenuanti generiche. Secondo il ricorrente, i giudici dovevano valorizzare la confessione resa durante le indagini e il grave disagio personale derivante dai precedenti penali. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. I giudici supremi hanno chiarito che la confessione tardiva e il passato criminale giustificano pienamente il diniego delle attenuanti, condannando il ricorrente anche al pagamento di una sanzione pecuniaria.
Continua »
Tentato furto pluriaggravato: recidiva e niente tenuità
L'Imputato, accusato di tentato furto pluriaggravato con recidiva specifica reiterata, ha richiesto l'applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto prevista dall'art. 131-bis c.p. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso dell'autore del reato. I giudici hanno chiarito che il computo della pena edittale, gravata da molteplici aggravanti e dalla recidiva, supera la soglia massima consentita dalla legge per accedere al beneficio. La presenza di precedenti penali specifici e il divieto di prevalenza delle attenuanti escludono categoricamente la tenuità del reato. L'Imputato perde la causa ed è condannato al pagamento delle spese legali e di una sanzione di tremila euro alla Cassa delle ammende.
Continua »
Truffa e undici precedenti: la Cassazione nega sconti di pena
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un uomo condannato a otto mesi di reclusione per truffa in concorso. L'imputato contestava la severità del trattamento sanzionatorio per truffa. I giudici hanno evidenziato che l'uomo aveva ben undici precedenti penali specifici per truffa e che il danno causato alla vittima era di ben 11.500 euro. La concessione delle attenuanti generiche, ritenute equivalenti alla recidiva specifica reiterata, era già stata fin troppo generosa nei gradi precedenti. Di conseguenza, la Cassazione ha confermato la condanna e ha sanzionato il ricorrente con il pagamento delle spese e di tremila euro alla Cassa delle ammende.
Continua »
Truffa in concorso: condanna definitiva per errore di difesa
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato da un cittadino condannato per il reato di truffa in concorso, aggravato da recidiva specifica reiterata. L'imputato contestava l'applicazione della recidiva e il mancato bilanciamento delle attenuanti generiche rispetto alle aggravanti. I giudici di legittimità hanno stabilito che la questione sulla recidiva non poteva essere sollevata per la prima volta in Cassazione, essendo preclusa per mancata impugnazione in appello. Inoltre, la richiesta sulle attenuanti è stata ritenuta inammissibile poiché l'atto di appello originario non conteneva censure specifiche sul giudizio di comparazione tra circostanze. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di tremila euro alla Cassa delle ammende, confermando definitivamente la condanna precedente.
Continua »
Recidiva Specifica Reiterata: Niente Sconto di Pena per l’Imputato
Un uomo, condannato a otto mesi per resistenza a pubblico ufficiale e lesioni, ha presentato ricorso in Cassazione. L'imputato chiedeva una riduzione della pena, sperando nel riconoscimento di circostanze attenuanti. La Corte Suprema ha respinto la richiesta, dichiarandola inammissibile. Il motivo è la sua condizione di 'recidiva specifica reiterata', ovvero aver commesso più volte reati dello stesso tipo. La sentenza stabilisce un principio chiaro: in questi casi, la pericolosità sociale dimostrata dal ripetersi dei crimini impedisce alle attenuanti di prevalere, rendendo impossibile uno sconto di pena. La condanna è quindi diventata definitiva.
Continua »
Inammissibilità ricorso penale: i motivi specifici
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità di un ricorso penale avverso una condanna per furto in abitazione. Il ricorso è stato giudicato generico e meramente riproduttivo di argomentazioni già respinte in appello, violando il principio di specificità dei motivi. Questa decisione sottolinea i rigorosi requisiti per l'ammissibilità del ricorso penale e ha comportato la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
Continua »
Particolare tenuità del fatto: no con recidiva
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 45728/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato che chiedeva l'applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto. La Corte ha stabilito che la recidiva specifica e reiterata a carico dell'imputato è un elemento ostativo, in quanto dimostra una pericolosità criminale e un carattere abituale della condotta, incompatibili con il beneficio previsto dall'art. 131-bis del codice penale.
Continua »
Omesso versamento contributi: Cassazione su recidiva
Un imprenditore viene condannato per omesso versamento contributi superiori a 13.000 euro. La Corte di Cassazione, pur respingendo le difese sulla notifica dell'avviso di accertamento e sul calcolo della soglia di punibilità, accoglie il ricorso sulla recidiva. La Corte chiarisce che una condanna precedente può fondare la recidiva solo se divenuta definitiva prima della commissione del nuovo reato. Di conseguenza, la sentenza è stata annullata con rinvio per la rideterminazione della pena senza l'aggravante della recidiva.
Continua »
Ricorso inammissibile per genericità: la Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile contro una condanna per truffa. I motivi sono stati giudicati generici e meramente ripetitivi di questioni già adeguatamente risolte dalla Corte d'Appello, come la valutazione delle prove e la mancata concessione delle attenuanti generiche a fronte di una recidiva specifica.
Continua »