La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 19852/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per ricettazione. La Corte ha ribadito un principio fondamentale: impossessarsi di un bene smarrito, che conserva ancora i segni di un legittimo possesso, costituisce furto. Di conseguenza, chi riceve tale bene commette il reato di ricettazione. L'ordinanza ha inoltre confermato l'impossibilità di far prevalere le attenuanti generiche sulla recidiva reiterata, come previsto dal codice penale.
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