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Recidiva Reiterata

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1008 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Recidiva reiterata: quando il ricorso è inammissibile
Un soggetto condannato per contrabbando di sigarette ha presentato ricorso in Cassazione, contestando l'applicazione della recidiva reiterata e l'eccessività della sanzione. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, ritenendo la motivazione della Corte d'Appello pienamente congrua e non illogica. La decisione ha confermato che i numerosi precedenti penali specifici giustificano pienamente sia l'aggravante della recidiva reiterata sia una pena ritenuta proporzionata, anche in presenza di un bilanciamento in equivalenza con le attenuanti generiche.
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Recidiva reiterata: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato contro una sentenza che applicava l'aggravante della recidiva reiterata. La decisione si fonda sulla corretta motivazione della Corte d'Appello, la quale aveva evidenziato l'accresciuta pericolosità sociale del soggetto sulla base dei suoi numerosi precedenti penali. La Cassazione ha ritenuto il ricorso infondato, confermando la condanna e le relative sanzioni pecuniarie.
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Scioglimento del cumulo: nuova chance per i recidivi
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 35827/2024, ha stabilito che, in caso di pena cumulata, il divieto di accesso a misure alternative per recidiva reiterata non opera se la pena per il reato ostativo è già stata scontata. È obbligatorio per il giudice procedere allo scioglimento del cumulo prima di decidere sull'ammissibilità della richiesta, annullando la decisione del Tribunale di Sorveglianza che aveva negato il beneficio senza questa verifica preliminare.
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Recidiva reiterata: quando la pena è più severa
Un individuo condannato per spaccio di stupefacenti contesta l'aumento di pena per recidiva reiterata. La Corte di Cassazione dichiara il ricorso inammissibile, confermando che i numerosi precedenti penali e la persistenza nell'attività illecita dimostrano un'accresciuta capacità a delinquere, legittimando una sanzione più grave.
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Errore calcolo pena: la Cassazione annulla e riduce
Un imputato ha presentato ricorso in Cassazione lamentando un errore di calcolo della pena applicata dalla Corte d'Appello, specificamente nell'aumento per la recidiva. La Suprema Corte ha accolto il ricorso, riconoscendo che l'aumento era stato calcolato in misura superiore a quella legale. Di conseguenza, ha annullato la sentenza limitatamente alla pena e, senza rinvio, ha proceduto direttamente alla rideterminazione della stessa, riducendola all'importo corretto.
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Prescrizione reati tributari: calcolo e recidiva
La Corte di Cassazione ha annullato una condanna per omessa presentazione delle dichiarazioni dei redditi, stabilendo l'avvenuta prescrizione dei reati tributari. La sentenza chiarisce le modalità di calcolo del termine di prescrizione in presenza di recidiva e periodi di sospensione del processo, confermando che l'aumento per la recidiva si applica sulla pena massima prevista per il reato e non sul termine base di prescrizione.
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Bilanciamento circostanze: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per rapina. La Corte ha confermato la decisione dei giudici di merito di non concedere l'attenuante del danno di lieve entità e ha ribadito il divieto legale che impedisce al bilanciamento circostanze di far prevalere le attenuanti generiche sulla recidiva reiterata, come previsto dall'art. 69 del codice penale.
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Ricorso inammissibile: la Cassazione e la prescrizione
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile contro una condanna per evasione. Il motivo principale, relativo alla prescrizione del reato, è stato ritenuto infondato poiché, includendo la recidiva e i periodi di sospensione, il termine non era ancora scaduto. Inoltre, la Corte ha ribadito che la pena concordata in appello non può essere contestata se non è illegale. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Recidiva reiterata: quando è valida la contestazione?
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un condannato che chiedeva la rideterminazione della pena. La richiesta si basava sull'erronea cancellazione di una condanna usata per giustificare la recidiva reiterata. La Corte ha stabilito che la presenza di altre due condanne irrevocabili al momento del nuovo reato era sufficiente a giustificare l'aggravante, rendendo irrilevante la cancellazione della terza. La contestazione sulla valutazione delle circostanze doveva essere mossa in fase di cognizione e non di esecuzione.
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Recidiva reiterata e prescrizione: la Cassazione
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 43415/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per minaccia a pubblico ufficiale. Il caso è cruciale per comprendere come la recidiva reiterata influenzi il calcolo della prescrizione. La Corte ha stabilito che tale aggravante, essendo una circostanza a effetto speciale, estende notevolmente i termini di prescrizione del reato, rendendo infondata l'eccezione sollevata dalla difesa.
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Ricorso inammissibile: quando l’appello è generico
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile perché i motivi presentati erano una mera ripetizione di quelli già respinti in appello e privi di una critica argomentata. L'ordinanza sottolinea che anche l'eccezione di prescrizione, per essere valida, deve essere specifica e supportata da calcoli. La decisione ha comportato per i ricorrenti la condanna al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso inammissibile: limiti del giudizio di Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile, ribadendo che il suo ruolo non è rivalutare le prove, ma verificare la corretta applicazione della legge. L'ordinanza chiarisce i limiti del sindacato di legittimità e le norme sul bilanciamento tra attenuanti e recidiva reiterata, condannando il ricorrente al pagamento delle spese processuali.
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Aumento di pena: i criteri della Cassazione
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza che rideterminava una pena per reato continuato, a causa di un aumento di pena ritenuto sproporzionato e privo di adeguata motivazione. La sentenza sottolinea che il giudice deve giustificare l'entità dell'aumento per ogni singolo reato satellite e chiarisce che il limite minimo di un terzo per i recidivi reiterati si applica all'aumento complessivo e non a ogni singolo reato.
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Recidiva reiterata: la Cassazione fa chiarezza
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 43107/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per furto. L'analisi si è concentrata su tre punti chiave: l'inutilizzabilità di una prova (riconoscimento fotografico) a cui la difesa aveva acconsentito, l'applicazione della recidiva reiterata e la procedibilità del reato. La Corte ha stabilito che il consenso sana eventuali vizi procedurali nell'acquisizione della prova, ha ribadito che per la recidiva reiterata non è necessaria una precedente dichiarazione di recidiva semplice, e ha accertato che, contrariamente a quanto sostenuto dalla difesa, la necessaria querela era presente agli atti.
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Inammissibilità ricorso: quando è troppo generico
La Corte di Cassazione dichiara l'inammissibilità di un ricorso a causa della sua genericità. Il caso riguarda il mancato riconoscimento della prevalenza delle attenuanti generiche sulla recidiva reiterata. La decisione sottolinea che un'impugnazione deve confrontarsi specificamente con le motivazioni della sentenza precedente, altrimenti l'inammissibilità del ricorso è inevitabile, con condanna alle spese e al pagamento di una somma alla cassa delle ammende.
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Recidiva Reiterata: Limiti Aumento Pena Continuazione
La Cassazione annulla un'ordinanza che aveva applicato l'aumento minimo di pena per la continuazione tra reati, basandosi sulla recidiva reiterata. La Corte ha chiarito che tale aumento si applica solo se la recidiva reiterata è stata accertata con una sentenza definitiva precedente alla commissione dei reati. Il giudice di merito non aveva effettuato questa verifica.
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Recidiva reiterata: quando è sintomo di pericolosità
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato contro il riconoscimento della recidiva reiterata. La Corte ha stabilito che la valutazione della pericolosità sociale non può basarsi solo sulla gravità dei fatti, ma deve considerare concretamente come la condotta passata indichi una persistente inclinazione al delitto, confermando la decisione dei giudici di merito.
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Recidiva reiterata e spaccio: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un soggetto condannato per spaccio di sostanze stupefacenti. La Corte ha confermato la decisione dei giudici di merito, escludendo l'ipotesi di minore gravità del fatto e ritenendo correttamente applicata l'aggravante della recidiva reiterata. La decisione si fonda sulla vastità dell'attività illecita, assimilabile a una 'centrale dello spaccio', e sulla manifesta pericolosità sociale del reo, già inserito in circuiti criminali e recidivo per reati della stessa indole.
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Detenzione illecita stupefacenti: esame in Cassazione
La Corte di Cassazione esamina un ricorso contro una condanna per detenzione illecita stupefacenti. Il caso riguarda la detenzione in concorso di 15 grammi di cocaina, con l'aggravante della recidiva reiterata, già confermata dalla Corte d'Appello.
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Bilanciamento circostanze e recidiva: il no della Corte
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza 27249/2024, ha dichiarato inammissibile un ricorso basato sulla presunta incostituzionalità del divieto di prevalenza delle attenuanti generiche sulla recidiva reiterata. La Corte ha ribadito che la norma sul bilanciamento circostanze non è sproporzionata, ma valorizza la componente soggettiva del reato, confermando un orientamento consolidato.
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