L'Imputato è stato condannato per truffa dopo aver venduto online un elettrodomestico inesistente, incassando duecentodieci euro tramite ricarica Postepay senza spedire la merce. La difesa ha proposto ricorso in Cassazione sostenendo che una precedente condanna non dovesse influire sul calcolo della recidiva, poiché estinta grazie al positivo esito dell'affidamento in prova ai servizi sociali. La Suprema Corte ha confermato che l'esito positivo del percorso riabilitativo cancella gli effetti penali della condanna. Tuttavia, ha dichiarato il ricorso inammissibile per carenza di interesse. L'Imputato, infatti, aveva altri precedenti penali che giustificavano comunque la contestazione della recidiva reiterata. Poiché tale aggravante impedisce alle attenuanti di prevalere sulla pena, un nuovo giudizio non avrebbe potuto portargli alcun beneficio concreto.
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