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Recidiva Amministrativa

6 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Si verifica quando un soggetto, già sanzionato in passato per un illecito amministrativo, ne commette un altro. Nel contesto del DASPO, si riferisce a chi ha già ricevuto un provvedimento analogo in precedenza.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

DASPO con obbligo di firma: scontro violento costa otto anni di stop
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un tifoso contro la convalida del DASPO con obbligo di firma per la durata di otto anni. Il provvedimento era stato emesso dal Questore a seguito di un violento scontro fortuito tra tifoserie opposte, nel quale il ricorrente aveva svolto un ruolo di primo piano. La Suprema Corte ha chiarito che, in caso di recidiva, l'applicazione dell'obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria è obbligatoria per legge e la durata deve essere compresa tra cinque e dieci anni. Inoltre, i requisiti di urgenza non richiedono una specifica motivazione se non vi sono state partite tra la notifica e la convalida. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese e di tremila euro alla Cassa delle Ammende.
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DASPO per furto: la Cassazione conferma la misura
Un tifoso ha ricevuto un DASPO di cinque anni per aver partecipato a un'azione di gruppo caotica in un autogrill dopo una partita, durante la quale ha commesso un furto di lieve entità. La Corte di Cassazione ha confermato il provvedimento, sottolineando che la pericolosità non derivava dal furto in sé, ma dal contesto di intimidazione e disordine pubblico creato dal gruppo di tifosi. Secondo la Corte, la partita di calcio ha costituito il pretesto per la condotta pericolosa, giustificando così l'emissione del DASPO per furto anche a distanza dal luogo dell'evento sportivo.
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DASPO recidivo: 5 anni di divieto sono legittimi?
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità di un DASPO recidivo della durata minima di cinque anni, anche a fronte di un precedente provvedimento risalente a oltre 25 anni prima. La sentenza ha stabilito che i termini per la difesa sono stati rispettati, l'estensione del divieto alle partite amichevoli è lecita se queste sono pubblicizzate e un obbligo di firma plurimo è giustificato dalla pericolosità del soggetto. La Corte ha sottolineato che, in assenza di un formale percorso di riabilitazione, un precedente DASPO legittima l'applicazione delle sanzioni più severe previste per i recidivi.
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DASPO e memoria difensiva: quando è valido?
Un tifoso ricorre contro un DASPO, lamentando che il giudice non ha esaminato la sua memoria difensiva. La Cassazione dichiara il ricorso inammissibile, affermando che l'omessa valutazione della memoria non invalida il provvedimento se la motivazione è comunque completa e coerente con i fatti contestati.
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Recidiva amministrativa DASPO: motivazione essenziale
Un tifoso, già destinatario in passato di un provvedimento simile, riceve un DASPO di cinque anni con obbligo di presentazione alla polizia per aver lanciato un artifizio pirico durante una partita. La Corte di Cassazione ha annullato parzialmente l'ordinanza di convalida, specificando che la recidiva amministrativa DASPO non può essere giustificata con una motivazione di stile. Il giudice deve valutare concretamente la pericolosità attuale del soggetto e il tempo trascorso dal precedente fatto, non potendo applicare l'aggravante in modo automatico. La questione è stata rinviata al giudice per un nuovo esame sul punto della recidiva.
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Omessa valutazione prove: annullato DASPO di 8 anni
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza che convalidava un DASPO della durata di otto anni con obbligo di presentazione. La decisione si fonda sulla omessa valutazione, da parte del giudice, di una sentenza di assoluzione prodotta dalla difesa. Tale documento era cruciale per contestare la recidiva amministrativa e la pericolosità del soggetto, influenzando la proporzionalità della misura. La Corte ha ribadito che il giudice ha l'obbligo di esaminare in modo sostanziale le deduzioni difensive, pena la nullità del provvedimento per violazione del diritto di difesa.
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