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legge 13 dicembre 1989, n. 401, art. 6 comma 5

7 provvedimenti

Obbligo di presentazione: quando il DASPO è legittimo
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità di un DASPO della durata di cinque anni, comprensivo dell'obbligo di presentazione alla polizia. Il caso riguardava un addetto alla biglietteria che aveva proferito frasi minacciose verso la tifoseria avversaria. La Corte ha stabilito che per la convalida del provvedimento è sufficiente una valutazione indiziaria della condotta, senza necessità di una prova certa. Inoltre, ha ritenuto legittima la motivazione del giudice che si richiama a quella del provvedimento del Questore, e ha giudicato congrua la durata della misura in relazione alla gravità dei fatti.
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DASPO per recidiva: valutazione della pericolosità
Un tifoso, già destinatario di un DASPO oltre vent'anni prima, ne riceve uno nuovo per condotte provocatorie durante una partita. La Corte di Cassazione, nel dichiarare inammissibile il ricorso, ha stabilito un principio fondamentale sul DASPO per recidiva: la durata della misura non è automatica ma deve essere giustificata da una valutazione concreta della pericolosità attuale del soggetto, basata sulla gravità dei nuovi fatti commessi.
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Ricorso inammissibile: termini per impugnazione D.A.Spo.
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile contro un provvedimento D.A.Spo. a causa del mancato rispetto dei termini di impugnazione. La sentenza sottolinea come il deposito tardivo dell'atto, avvenuto oltre il quindicesimo giorno previsto dalla legge, precluda l'esame del merito e comporti la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Convalida DASPO: annullata per prove insufficienti
La Corte di Cassazione ha annullato l'ordinanza di convalida di un DASPO con obbligo di presentazione emesso nei confronti di un tifoso. La decisione si fonda sulla carenza di prove sufficienti a suo carico: il riconoscimento fotografico era stato definito 'dubitativo' e la sua presenza in un'auto transitata sul luogo degli scontri non era stata provata. La sentenza ribadisce che la convalida DASPO, incidendo sulla libertà personale, richiede un vaglio rigoroso degli indizi, che devono essere gravi e precisi, non mere congetture.
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Recidiva amministrativa DASPO: motivazione essenziale
Un tifoso, già destinatario in passato di un provvedimento simile, riceve un DASPO di cinque anni con obbligo di presentazione alla polizia per aver lanciato un artifizio pirico durante una partita. La Corte di Cassazione ha annullato parzialmente l'ordinanza di convalida, specificando che la recidiva amministrativa DASPO non può essere giustificata con una motivazione di stile. Il giudice deve valutare concretamente la pericolosità attuale del soggetto e il tempo trascorso dal precedente fatto, non potendo applicare l'aggravante in modo automatico. La questione è stata rinviata al giudice per un nuovo esame sul punto della recidiva.
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DASPO per recidiva: obbligo di firma è automatico
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un tifoso destinatario di un secondo provvedimento di DASPO. La sentenza chiarisce che in caso di DASPO per recidiva, l'imposizione dell'obbligo di presentazione all'autorità di polizia è automatica e non richiede una specifica motivazione sulla pericolosità attuale del soggetto. La Corte ha inoltre confermato che la procedura di convalida del DASPO non è soggetta alla sospensione feriale dei termini e che anche un atto compiuto a distanza dal luogo dell'evento sportivo può giustificare la misura, se ad esso collegato.
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DASPO recidivo: obbligo di firma e doppia presentazione
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità di un provvedimento di DASPO recidivo della durata di otto anni, con obbligo di doppia presentazione alla polizia. Il ricorso, basato sulla presunta insufficienza di prove e sulla sproporzionalità della misura, è stato rigettato. La Corte ha stabilito che l'identificazione del soggetto sul luogo e nell'immediatezza degli scontri tra tifoserie è un elemento sufficiente per la convalida della misura preventiva. Inoltre, ha ribadito la legittimità dell'obbligo di doppia firma, anche per le trasferte, come strumento necessario per garantire l'effettività del divieto.
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