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Recesso Per Giusta Causa Dell'Agente

6 provvedimenti applicano questo termine

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Recesso per giusta causa dell’agente: quando la Cassazione lo nega
Un Agente di commercio ha invocato il recesso per giusta causa dal suo rapporto con l'Azienda, accusandola di gravi inadempienze come il rifiuto ingiustificato di proposte contrattuali e lo sviamento di clientela. L'Agente chiedeva provvigioni, indennità e risarcimento. I giudici di merito hanno respinto le sue richieste, ritenendo che mancasse l'immediatezza tra i fatti contestati e il recesso, e che le inadempienze non fossero così gravi da giustificare il recesso per giusta causa. La Corte di Cassazione ha confermato questa decisione, sottolineando l'importanza del principio di immediatezza e la necessità di prove concrete e proporzionate.
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Agente vs Azienda: il Recesso per giusta causa e le provvigioni negate
Un Agente ha esercitato il Recesso per giusta causa dell'agente dal suo rapporto con l'Azienda, lamentando diverse condotte scorrette. Dopo che i primi due gradi di giudizio hanno respinto le sue richieste, la Corte di Cassazione ha accolto parzialmente il suo ricorso. La Suprema Corte ha stabilito la nullità di una clausola contrattuale che permetteva all'Azienda di decidere arbitrariamente se pagare o meno le provvigioni indirette all'Agente. Ha inoltre affermato il diritto dell'Agente al FIRR, indipendentemente dalla sussistenza di una giusta causa di recesso. La Cassazione ha anche rilevato un travisamento delle prove riguardo presunte attività concorrenziali. La sentenza è stata cassata con rinvio per una nuova valutazione.
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Recesso per giusta causa dell’agente: no se l’azienda vende diretto
Un agente di commercio ha esercitato il recesso per giusta causa dell'agente, accusando l'azienda preponente di aver violato il suo patto di esclusiva concludendo affari direttamente nella sua zona. La Corte di Cassazione ha stabilito un principio fondamentale: la conclusione di singoli affari da parte dell'azienda, tramite propri dipendenti, nella zona dell'agente non costituisce di per sé un grave inadempimento. Tale condotta è lecita se occasionale e non sistematica. Di conseguenza, non giustifica il recesso per giusta causa dell'agente, ma genera per quest'ultimo il diritto a percepire le cosiddette provvigioni indirette. La Corte ha quindi annullato la precedente decisione, rinviando il caso per una nuova valutazione basata su questo principio.
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Azienda azzera il portafoglio? Legittimo il recesso dell’agente
Un'azienda ha modificato unilateralmente il contratto di un suo agente, azzerando di fatto il suo portafoglio clienti. L'agente ha interrotto il rapporto e chiesto l'indennità di preavviso. La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità del **recesso per giusta causa dell'agente**, stabilendo che la variazione imposta dall'azienda era 'manifestamente eccessiva' e 'abusiva'. Tale modifica viola i doveri di buona fede e correttezza, rendendo impossibile la prosecuzione del lavoro. L'azienda ha perso la causa ed è stata condannata al pagamento delle indennità e delle spese legali.
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Recesso per giusta causa dell’agente: la Cassazione nega la ragione
Un promotore finanziario interrompe il rapporto con la sua Banca invocando il recesso per giusta causa dell'agente. La sua decisione si basa su presunti inadempimenti della Banca, legati alla gestione di un'operazione finanziaria contestata dagli eredi di una cliente e ad altre pretese economiche. La Corte di Cassazione, però, ha respinto le sue ragioni. I giudici hanno stabilito che il coinvolgimento negativo dello stesso promotore nella vicenda con la cliente e l'incertezza delle sue richieste economiche non costituivano una grave violazione da parte della Banca. Di conseguenza, il recesso dell'agente è stato considerato illegittimo, negandogli il diritto all'indennità sostitutiva del preavviso.
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Azienda cambia contratto? Sì al recesso per giusta causa dell’agente
Un'agente di commercio interrompe il rapporto di lavoro dopo che l'azienda preponente le ha tolto una parte significativa dei prodotti da vendere, riducendone il potenziale fatturato. L'azienda si oppone, sostenendo che il recesso non fosse giustificato. La Corte di Cassazione ha stabilito la piena legittimità del **recesso per giusta causa dell'agente**, chiarendo che una modifica unilaterale e sostanziale del contratto da parte dell'azienda costituisce un grave inadempimento. Di conseguenza, l'agente ha diritto all'indennità di fine rapporto. Il fatto che l'agente abbia trovato subito un altro lavoro non cancella il suo diritto, ma serve solo al giudice per calcolare l'importo dell'indennità in modo equo.
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