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Reato Di Pericolo

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389 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Favoreggiamento immigrazione: reato di pericolo
La Corte di Cassazione conferma la condanna per un'associazione a delinquere dedita al favoreggiamento dell'immigrazione clandestina al confine italo-francese. La sentenza stabilisce un principio cruciale: il reato si configura come 'reato di pericolo', per cui non è necessaria la prova dell'effettivo ingresso dei migranti nel territorio straniero. È sufficiente compiere atti diretti a procurare tale ingresso. Vengono respinti i ricorsi degli imputati, che contestavano la mancanza della prova del passaggio del confine e chiedevano l'applicazione di varie attenuanti.
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Contraffazione non grossolana: irrilevante per il reato
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato condannato per vendita di prodotti contraffatti. La Corte stabilisce che il reato sussiste indipendentemente dalla qualità della falsificazione, poiché la norma sulla contraffazione non grossolana tutela la fede pubblica e non l'inganno del singolo acquirente. Viene confermato che si tratta di un reato di pericolo, per cui la possibilità di trarre in inganno il compratore è irrilevante.
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Bancarotta e Gruppi: affitto non pagato è reato
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per bancarotta fraudolenta di un amministratore che aveva omesso di incassare i canoni di locazione dovuti dalla società controllante alla sua controllata. Secondo la Corte, tale condotta integra il reato di distrazione, in quanto la gestione dei flussi finanziari nei gruppi societari non può pregiudicare l'integrità patrimoniale di una singola società a danno dei suoi creditori. La bancarotta e gruppi societari è un reato di pericolo, pertanto non è necessario un danno effettivo, ma è sufficiente la creazione di un rischio per i creditori.
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Associazione per delinquere immigrazione: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha confermato le condanne per diversi imputati per associazione per delinquere finalizzata al favoreggiamento dell'immigrazione clandestina. La sentenza chiarisce i criteri per distinguere la partecipazione stabile a un'organizzazione criminale dal concorso occasionale, analizzando il ruolo dei singoli, come gli scafisti. Vengono inoltre esaminati i presupposti per la dichiarazione di latitanza e l'utilizzabilità delle videoriprese in luoghi esposti al pubblico, ritenendo legittime quelle effettuate in un'area recintata ma visibile dall'esterno a causa di lacerazioni nei teli di copertura.
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Porto d’armi: coltello in auto, quando è reato?
Un soggetto viene condannato per il porto di un coltello a serramanico trovato nella sua auto durante un controllo notturno. In sua difesa, l'imputato sostiene di averlo semplicemente dimenticato. La Corte di Cassazione respinge il ricorso, confermando che il reato di porto d'armi sussiste. La Corte chiarisce che la 'dimenticanza' non costituisce un 'giustificato motivo' e che tale giustificazione deve essere fornita immediatamente al momento del controllo, non a posteriori. Il reato è di pericolo e non richiede la prova di una concreta offensività.
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Contraffazione grossolana: perché è sempre reato
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per commercio di prodotti falsi e ricettazione. L'imputato sosteneva che la contraffazione grossolana dei prodotti escludesse il reato, ma la Corte ha ribadito che la legge tutela la fede pubblica nei marchi, indipendentemente dalla possibilità di ingannare il singolo acquirente. È stato inoltre confermato che i due reati possono concorrere e che il diniego delle attenuanti era legittimo, data la quantità della merce e la personalità dell'imputato.
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Commercio prodotti contraffatti e ricettazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un soggetto condannato per commercio prodotti contraffatti. La Corte stabilisce che tale reato può concorrere con la ricettazione e che la sua configurabilità non dipende dalla capacità del falso di trarre in inganno l'acquirente, poiché il bene giuridico tutelato è la fede pubblica e non il patrimonio del singolo.
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Ricettazione merce contraffatta: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso contro una condanna per ricettazione merce contraffatta. L'imputato sosteneva che la contraffazione fosse troppo grossolana per ingannare chiunque. La Corte ha ribadito che, ai fini della ricettazione, la consapevolezza della provenienza illecita dei beni può essere provata anche tramite indizi, come la mancata spiegazione plausibile della loro origine da parte dell'imputato.
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Lancio fumogeni stadio: quando è reato?
Un individuo ha impugnato la sua condanna per aver lanciato fumogeni in uno stadio, contestando la sua identificazione e chiedendo il riconoscimento della particolare tenuità del fatto. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando la condanna. I giudici hanno ritenuto che l'identificazione fosse supportata da prove adeguate e che il lancio di fumogeni in uno stadio costituisca un atto intrinsecamente pericoloso, escludendo così la possibilità di applicare la causa di non punibilità.
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Favoreggiamento immigrazione clandestina: il reato c’è
La Corte di Cassazione conferma la condanna per favoreggiamento immigrazione clandestina a carico di un imprenditore che, tramite società fittizie, presentava false domande per permessi di soggiorno. La Corte ha rigettato la tesi del 'reato impossibile', chiarendo che il reato si perfeziona con la sola presentazione di pratiche idonee a innescare il procedimento amministrativo, a prescindere dal loro esito finale. Questa sentenza sottolinea la natura di reato di pericolo della fattispecie.
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Contraffazione grossolana: irrilevante per il reato
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato condannato per vendita di prodotti con marchio falso. La Corte ribadisce che il reato sussiste anche in caso di contraffazione grossolana, poiché la norma tutela la fede pubblica e non la libera scelta dell'acquirente. Il reato è di pericolo e non richiede l'effettivo inganno del compratore.
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Amministratore di fatto: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un amministratore di fatto condannato per bancarotta fraudolenta. La sentenza ribadisce che spetta all'amministratore dimostrare la destinazione lecita dei beni distratti e che non è possibile sollevare per la prima volta in Cassazione motivi di difesa non presentati in appello, come la forza maggiore.
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Favoreggiamento personale: reato anche senza condanna
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un uomo condannato per favoreggiamento personale. L'imputato aveva aiutato un amico, autore di un'aggressione, a eludere la giustizia. La Corte ha ribadito che il favoreggiamento è un reato di pericolo, che si perfeziona con il semplice ostacolo frapposto alle indagini, a prescindere dall'esito del procedimento per il reato principale.
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Metodo mafioso: condanna anche senza affiliazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per usura, estorsione e intralcio alla giustizia, aggravati dal metodo mafioso. La sentenza chiarisce che per l'applicazione di tale aggravante non è necessaria l'appartenenza formale a un'associazione criminale, ma è sufficiente che l'agente utilizzi modalità di condotta che evochino la tipica forza intimidatrice delle organizzazioni mafiose, inducendo nella vittima uno stato di assoggettamento e omertà.
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Simulazione di reato: condanna per falso danno auto
La Corte di Cassazione conferma la condanna per simulazione di reato a un automobilista che aveva falsamente denunciato il danneggiamento della propria vettura. Secondo i giudici, per configurare il delitto è sufficiente che la falsa denuncia presenti un fatto astrattamente configurabile come reato e possa generare l'avvio di un'indagine, anche se poi questa non porta a nulla. Il ricorso dell'imputato è stato dichiarato inammissibile.
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Reato di minaccia: quando sussiste il delitto?
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza di assoluzione per il reato di minaccia, stabilendo che la conflittualità preesistente tra le parti, anche per motivi sentimentali, non è sufficiente a escludere il delitto. La Corte ha ribadito che il reato di minaccia è un reato di pericolo, per cui è sufficiente che la condotta sia potenzialmente idonea a intimidire la vittima, a prescindere dalla sua reazione o da un eventuale atteggiamento provocatorio. Il caso è stato rinviato a un nuovo giudice per una nuova valutazione basata su questi principi.
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Dolo specifico: annullata condanna per reati tributari
Un imprenditore era stato condannato per distruzione di documenti contabili e sottrazione fraudolenta di beni al pagamento delle imposte. La Corte di Cassazione ha annullato la condanna per il primo reato a causa della mancata prova del dolo specifico, ovvero dell'intenzione mirata a evadere le tasse. La Corte ha sottolineato che tale finalità non può essere presunta ma deve essere dimostrata concretamente. La condanna per sottrazione fraudolenta è stata invece confermata.
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Minaccia aggravata: quando è reato anche senza timore
La Corte di Cassazione conferma la condanna per minaccia aggravata per un commento su un social media. Secondo la Corte, il reato sussiste anche se la vittima legge il messaggio minatorio solo dopo aver subito un'aggressione, poiché è sufficiente l'idoneità potenziale della frase a intimidire, non l'effettivo timore provato dalla persona offesa.
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Marchio contraffatto: Cassazione su screenshot e reato
Un soggetto, condannato per aver commercializzato un veicolo con un marchio contraffatto, ha proposto ricorso in Cassazione. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando le statuizioni civili a suo carico nonostante l'intervenuta prescrizione del reato. L'ordinanza stabilisce principi chiave: uno screenshot da social network è una prova documentale valida e la natura grossolana della contraffazione è irrilevante ai fini della configurabilità del reato, poiché la norma tutela la pubblica fede.
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Reato di minaccia: il contesto è decisivo per la condanna
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza di assoluzione per il reato di minaccia, stabilendo che la valutazione della frase minacciosa non può prescindere dal contesto in cui viene pronunciata. Nel caso specifico, un inseguimento in auto e una situazione di forte tensione rendevano la minaccia penalmente rilevante, anche se il giudice di primo grado l'aveva ritenuta inidonea a intimidire la vittima. La Suprema Corte ha ribadito che il reato di minaccia è un reato di pericolo, per cui è sufficiente l'idoneità potenziale della condotta a incutere timore.
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