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Randagismo

6 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Per randagismo si intende, in genere, la condizione degli animali domestici che sono stati abbandonati o smarriti, e che si trovano quindi a vagare per proprio conto. Più in generale si può intendere per randagio qualsiasi esemplare di una specie di animali, inclusi i volatili, normalmente considerata da compagnia (in particolare cani o gatti) che viva per proprio conto, tipicamente ai margini della società umana, a prescindere che esso sia stato abbandonato o sia nato già in condizioni di randagismo, per esempio da genitori a loro volta abbandonati. Poiché il fenomeno del randagismo comporta anche problemi di sicurezza e di igiene pubblica, nei vari paesi esso è regolato da leggi specifiche e controllato da istituzioni preposte; tali normative e istituzioni possono definire il concetto di randagismo in modi più specifici. Per esempio, la Legge 14 agosto 1991, n. 281 applica solo ai cani la definizione di randagio (classificando invece i gatti senza padrone come animali in libertà) e introduce una distinzione specifica fra cane vagante e cane randagio, riferendosi con quest'ultima espressione al caso di cani abbandonati che si siano abituati alla vita in condizioni semi-selvatiche, per esempio riunendosi in branchi.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Cane randagio causa incidente: chi paga? La Cassazione chiarisce.
Un giovane in ciclomotore subiva gravi lesioni per evitare un cane randagio. I suoi genitori citavano in giudizio l'ASL e il Comune per la Responsabilità per randagismo. Il Tribunale condannava l'ASL. La Corte d'Appello confermava la responsabilità dell'ASL, ritenuta custode dei cani vaganti, ma escludeva quella del Comune per mancanza di segnalazione. Compensava le spese tra le parti. La Cassazione ha accolto il ricorso dei genitori sulla compensazione delle spese, ritenendo errata l'applicazione della soccombenza reciproca in assenza di un'opposizione diretta. Ha dichiarato inammissibile il ricorso incidentale dell'ASL sulla natura della sua responsabilità. La sentenza viene rinviata per la rideterminazione delle spese.
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Danni da Randagismo: Allevatore Senza Risarcimento, Chi Paga?
Un allevatore ha subito gravi danni da randagismo, con l'uccisione di quattordici ovini, e ha chiesto il risarcimento al Comune. Il Comune ha chiamato in causa l'ASL e la Regione. La Corte d'Appello ha escluso la responsabilità del Comune, ritenendo l'ASL competente per il recupero dei randagi, ma non per il risarcimento diretto dei danni. La Cassazione ha confermato il rigetto della domanda dell'allevatore. Ha ribadito che la responsabilità per i danni da randagismo ricade sull'ente che non ha provato la propria diligenza e che la domanda risarcitoria non era stata adeguatamente provata nei confronti di alcun ente.
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Randagismo: la responsabilità dell’ente pubblico
Una conducente ha citato in giudizio l'Autorità Sanitaria Locale per ottenere il risarcimento dei danni causati alla propria vettura da un cane randagio. La Corte di Cassazione ha confermato il rigetto della domanda, ribadendo che la responsabilità per randagismo non è automatica. Il danneggiato deve fornire la prova di una condotta colposa specifica dell'ente, dimostrando che l'incidente era evitabile tramite un intervento di cattura concretamente possibile o a seguito di segnalazioni pregresse.
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Responsabilità cani randagi: chi paga i danni?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 15244/2024, ha stabilito un principio chiave in materia di responsabilità per danni causati da animali randagi. In seguito a un incidente stradale provocato da un cane, la Corte ha chiarito che la responsabilità civile ricade esclusivamente sull'ente a cui la legge regionale affida il compito di prevenzione del randagismo. Nel caso specifico, basato sulla normativa della Regione Campania, tale ente è l'Azienda Sanitaria Locale (ASL), escludendo quindi qualsiasi responsabilità, anche solidale, del Comune. La sentenza ha accolto il ricorso del Comune e rigettato quello dell'ASL, che resta l'unica obbligata al risarcimento.
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Responsabilità randagismo: onere prova del Comune
Un automobilista subisce danni alla propria vettura a causa di un impatto con un cane randagio. La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 5339/2024, conferma la condanna del Comune al risarcimento, delineando un importante principio sulla responsabilità per randagismo. Viene stabilito che, una volta individuato l'ente preposto al controllo del fenomeno (il Comune, in base alla legge regionale), spetta a quest'ultimo dimostrare di aver predisposto un servizio adeguato ed efficiente per la cattura degli animali. In assenza di tale prova, la responsabilità dell'ente per i danni occorsi è presunta.
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Danni da randagismo: la responsabilità è dell’ASL
A seguito di un incidente stradale causato da un branco di cani, la Corte di Cassazione ha stabilito che la responsabilità per i danni da randagismo ricade sull'Azienda Sanitaria Locale (ASL) e non sul Comune. La sentenza chiarisce che, in base alla normativa regionale pugliese, la competenza per la cattura e il recupero degli animali spetta all'ASL, mentre il Comune ha solo il compito di gestire i canili per l'accoglienza degli animali già recuperati. Di conseguenza, il Comune è stato ritenuto privo di legittimazione passiva e la sentenza d'appello che lo condannava è stata annullata con rinvio.
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