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Raee

8 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Acronimo di 'Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche'. Si tratta di una categoria speciale di rifiuti (come i frigoriferi) che, per la loro composizione, richiedono procedure di smaltimento specifiche e controllate.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Spedizione illecita di rifiuti: condanna confermata per falsa dichiarazione
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna di un Lavoratore per spedizione illecita di rifiuti e falsità ideologica. Il Lavoratore aveva spedito motocicli, motori e frigoriferi usati verso il Senegal, dichiarando falsamente in bolletta doganale che si trattava di merce diversa. La difesa sosteneva che i beni fossero destinati alla rivendita e non rifiuti, ma la Corte ha ribadito che la destinazione commerciale non esclude la natura di rifiuto se le caratteristiche oggettive lo qualificano come tale. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile, con condanna alle spese e al pagamento di una somma alla Cassa delle Ammende.
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Traffico illecito di rifiuti: annullata condanna senza dolo
Un lavoratore occasionale viene condannato in appello per concorso nel reato di traffico illecito di rifiuti per aver guidato un furgone tre volte e prestato un garage a un conoscente. Il conoscente gestiva un'attività registrata e pagava i prodotti usati con regolare fattura. La Corte di Cassazione accoglie il ricorso e annulla la sentenza. I giudici evidenziano la mancanza di prove sulla reale consapevolezza dell'illiceità delle condotte da parte del trasportatore occasionale. Un aiuto sporadico e privo della coscienza del fine illecito non basta a dimostrare la partecipazione al reato. La vertenza torna alla Corte d'Appello per riesaminare la presenza del dolo.
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Merce usata o rifiuto? La nozione oggettiva vince in Cassazione
La Corte di Cassazione ha condannato un soggetto per trasporto illecito di rifiuti, anche se questi sosteneva fossero beni usati destinati alla vendita. La sentenza stabilisce un principio chiave: la qualifica di un bene si basa sulla nozione oggettiva di rifiuto. Non conta l'intenzione soggettiva di trarne profitto, ma le circostanze concrete che dimostrano la volontà di 'disfarsi' del materiale. In questo caso, il carico caotico, la documentazione doganale non veritiera e la natura eterogenea dei beni (pneumatici, elettrodomestici) sono stati elementi decisivi per classificarli come rifiuti, confermando la condanna.
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Gestione illecita di rifiuti e prescrizione: guida
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi presentati da un autista e un imprenditore condannati per gestione illecita di rifiuti. Il caso riguardava il trasporto non autorizzato di rottami ferrosi ed elettrodomestici dismessi. La Suprema Corte ha chiarito che la sospensione della prescrizione per impedimento del difensore di un imputato si estende automaticamente ai coimputati che non si oppongono al rinvio. Inoltre, è stato ribadito che l'onere di provare l'avvenuta estinzione del reato tramite procedure amministrative spetta alla difesa e che i materiali ferrosi non perdono la qualifica di rifiuto senza certificazione di corretto trattamento.
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Abbandono di rifiuti: reato anche se non sono propri
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 18046/2024, ha stabilito un principio fondamentale in materia di abbandono di rifiuti. Un imprenditore che abbandona rifiuti, anche se domestici e non provenienti dalla sua attività specifica, commette il reato previsto dall'art. 256, comma 2, del D.Lgs. 152/2006. La Corte ha chiarito che l'elemento decisivo per la configurazione del reato non è la provenienza del rifiuto, ma la qualifica soggettiva dell'autore, ovvero il suo status di titolare di impresa. La decisione si fonda sulla maggiore pericolosità ambientale attribuita alle condotte poste in essere da soggetti organizzati come le imprese.
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Pena illegale per rifiuti pericolosi: la Cassazione annulla
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza di patteggiamento che applicava solo una pena pecuniaria per l'abbandono di rifiuti. La Corte ha chiarito che, in presenza di rifiuti pericolosi come vecchi frigoriferi e veicoli fuori uso, la pena deve essere congiuntamente detentiva e pecuniaria. La mancata applicazione dell'arresto ha reso la pena illegale, portando all'annullamento della decisione del Tribunale.
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Gestione illecita rifiuti: la sentenza della Cassazione
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per un imprenditore accusato di gestione illecita rifiuti RAEE. La Corte ha rigettato il ricorso, chiarendo che il trasporto non autorizzato di rifiuti implica un deposito preliminare illecito, provabile anche senza un sopralluogo specifico. Inoltre, è stato ribadito che l'uso dell'acronimo 'RAEE' nell'imputazione non la rende generica. Sono state respinte anche le richieste di applicazione della causa di non punibilità e delle attenuanti generiche.
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Responsabilità precontrattuale esclusa se c’è obbligo
Una società che gestisce RAEE ha citato in giudizio un consorzio centrale per responsabilità precontrattuale, sostenendo di non essere stata informata di modifiche regolamentari onerose prima della sua adesione. Il Tribunale ha respinto la domanda, sottolineando che, per una parte dell'attività, l'adesione era un obbligo di legge, il che limita la negoziazione. Di conseguenza, la nozione di responsabilità precontrattuale non è pienamente applicabile. La corte ha inoltre evidenziato la mancanza di diligenza dell'attrice nel verificare le regole, che erano soggette a modifiche secondo lo statuto del consorzio. Le pretese della società sono state respinte.
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