Un promotore finanziario, già radiato dalla Consob, raccoglieva risparmi da investitori italiani per conto di una società inglese. La Corte di Cassazione ha confermato la sua condanna per i reati di abusivismo finanziario e truffa. I giudici hanno stabilito che l'attività, svolta in Italia, ricade sotto la legge italiana, a prescindere dalle autorizzazioni estere della società. Inoltre, aver nascosto la propria radiazione dall'albo costituisce un inganno che integra il reato di truffa, poiché ha leso la fiducia degli investitori.
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