La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 11701/2024, ha stabilito che il giudice ha il dovere di effettuare una corretta qualificazione giuridica dei fatti, andando oltre l'eventuale terminologia imprecisa usata dalle parti. Nel caso di specie, una domanda di risarcimento per occupazione illegittima di un terreno da parte di un ente pubblico era stata respinta in appello per un'errata formulazione. La Suprema Corte ha cassato la decisione, affermando che la sostanza dei fatti allegati deve prevalere sulla forma, riaffermando il principio del potere-dovere del giudice di interpretare la domanda.
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