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Quadro Rr

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162 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Prescrizione contributi previdenziali: la Cassazione frena l’INPS
L'Istituto Previdenziale ha richiesto a una Professionista il pagamento dei contributi per la Gestione Separata degli anni 2009 e 2010. La Corte d'Appello ha dichiarato il credito estinto per prescrizione contributi previdenziali, escludendo che la mancata compilazione del quadro RR della dichiarazione dei redditi costituisse un occultamento doloso del debito. L'Istituto ha fatto ricorso in Cassazione, sostenendo che la prescrizione fosse sospesa e contestando il giorno di inizio del termine. La sesta sezione civile, rilevando la necessità di chiarire se il giudice possa individuare d'ufficio la corretta data di inizio della prescrizione oltre i limiti delle richieste delle parti, ha rimesso la decisione alla sezione ordinaria per una trattazione in pubblica udienza.
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Prescrizione dei contributi previdenziali: il caso INPS
L'INPS ha richiesto a un professionista il pagamento dei contributi per l'anno 2008. Il lavoratore ha eccepito la prescrizione dei contributi previdenziali, sostenendo il decorso del termine quinquennale. L'INPS ha ribattuto che l'omessa compilazione del Quadro RR nella dichiarazione dei redditi costituiva un occultamento doloso del debito, sospendendo la prescrizione. Inoltre, l'ente ha evidenziato che una proroga statale aveva spostato la scadenza dei pagamenti, rendendo tempestiva la richiesta. La Corte di Cassazione, rilevando la complessità e l'importanza della questione riguardante la rilevabilità d'ufficio del corretto termine di decorrenza della prescrizione, ha emesso un'ordinanza interlocutoria. Con questo provvedimento, la causa è stata rimessa alla sezione ordinaria per una decisione in pubblica udienza, senza stabilire ancora un vincitore definitivo.
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Prescrizione dei contributi: il Quadro RR vuoto non è dolo
L'Ente Previdenziale ha richiesto il pagamento di somme a titolo di contributi previdenziali a una professionista per l'anno 2009. La professionista ha eccepito la prescrizione dei contributi, poiché la richiesta è giunta oltre i cinque anni dalla scadenza originaria. L'Ente ha sostenuto che l'omessa compilazione del Quadro RR nella dichiarazione dei redditi costituisse un doloso occultamento del debito, idoneo a sospendere il termine di prescrizione. La Corte di Cassazione, rilevando la necessità di chiarire se il giudice possa individuare d'ufficio la corretta decorrenza del termine considerando i differimenti di legge, ha rimesso la causa alla sezione ordinaria per la decisione in pubblica udienza.
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Prescrizione contributi previdenziali: il Quadro RR vuoto è dolo?
Un lavoratore autonomo ometteva di compilare il Quadro RR nella dichiarazione dei redditi, non versando i contributi alla Gestione Separata. L'Ente Previdenziale richiedeva il pagamento oltre i cinque anni ordinari, sostenendo che l'omissione costituisse un occultamento doloso del debito, idoneo a sospendere la prescrizione. La Corte d'Appello dichiarava comunque estinto il credito. La Corte di Cassazione, rilevando la complessità della questione relativa alla corretta individuazione del termine di decorrenza e alla sua rilevabilità d'ufficio, ha disposto il rinvio della causa alla sezione ordinaria per una decisione in pubblica udienza. Al centro del dibattito resta la corretta applicazione della prescrizione contributi previdenziali.
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Prescrizione dei contributi previdenziali: omissione o dolo?
L'INPS ha richiesto a un avvocato il pagamento dei contributi previdenziali per l'anno 2009 alla Gestione Separata. L'avvocato ha eccepito la prescrizione quinquennale, mentre l'INPS ha sostenuto che l'omessa compilazione del Quadro RR nella dichiarazione dei redditi costituisse un occultamento doloso del debito, idoneo a sospendere la prescrizione. La Corte d'Appello ha accolto la tesi del professionista. La Corte di Cassazione, rilevando la necessità di chiarire se il giudice possa individuare d'ufficio la corretta decorrenza del termine (considerando anche le proroghe legali di scadenza), ha rimesso la causa alla Sezione Quarta civile per una decisione in pubblica udienza. La questione centrale riguarda la corretta applicazione delle regole sulla prescrizione dei contributi previdenziali.
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Gestione separata INPS: stop ai recuperi automatici dell’ente
Un avvocato ha impugnato un avviso di addebito dell'INPS per contributi omessi alla Gestione separata INPS. La Corte d'Appello aveva ritenuto che l'omessa compilazione del quadro RR della dichiarazione dei redditi costituisse un occultamento doloso del debito, sospendendo la prescrizione quinquennale. La Corte di Cassazione ha invece stabilito che non esiste alcun automatismo tra la mancata compilazione del quadro RR e l'occultamento doloso del debito. Per sospendere la prescrizione serve un comportamento intenzionale volto a nascondere l'obbligazione, non superabile con i normali controlli. La Suprema Corte ha quindi accolto il ricorso del professionista sul punto della prescrizione, rinviando la causa alla Corte d'Appello per un nuovo esame.
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Prescrizione contributi Gestione separata: no al dolo automatico
L'Ente Previdenziale ha richiesto a una professionista il pagamento di contributi omessi per l'anno 2011. La Corte d'Appello ha ritenuto che il termine di prescrizione fosse sospeso a causa della mancata compilazione del quadro RR della dichiarazione dei redditi, qualificando tale omissione come occultamento doloso del debito. La Corte di Cassazione ha invece accolto il ricorso della professionista, stabilendo che la mancata compilazione del quadro RR non comporta un automatismo nella sospensione del termine. Per configurare l'occultamento doloso, è necessario un comportamento intenzionale volto a nascondere il debito, rendendo impossibile l'accertamento. Di conseguenza, la sentenza è stata cassata con rinvio per un nuovo esame del caso. La decisione chiarisce un aspetto fondamentale sulla prescrizione contributi Gestione separata.
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Prescrizione dei contributi previdenziali: l’omissione non è dolo
Una professionista ha impugnato un avviso di addebito dell'INPS per contributi omessi relativi all'anno 2011, eccependo la prescrizione dei contributi previdenziali. La Corte d'Appello ha ritenuto che la mancata compilazione del quadro RR della dichiarazione dei redditi costituisse un occultamento doloso del debito, sospendendo la prescrizione. La Corte di Cassazione ha invece accolto il ricorso della lavoratrice, stabilendo che non esiste alcun automatismo tra l'omessa compilazione del quadro RR e l'intenzione di nascondere il debito. Per configurare la sospensione della prescrizione occorre un comportamento intenzionale volto a impedire l'accertamento del credito, non superabile con i normali controlli. La sentenza è stata cassata con rinvio.
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Sospensione prescrizione contributi: no al dolo automatico
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso di un lavoratore autonomo contro l'INPS, stabilendo che la mancata compilazione del quadro RR nella dichiarazione dei redditi non comporta l'automatico occultamento doloso del debito. Di conseguenza, non scatta la sospensione della prescrizione dei contributi previdenziali dovuti alla Gestione separata. Per bloccare la prescrizione, l'ente previdenziale deve dimostrare un comportamento intenzionalmente diretto a nascondere il debito, tale da rendere impossibile l'accertamento. La Suprema Corte ha quindi cassato la sentenza d'appello che aveva ritenuto prescritti i termini a favore dell'ente sulla base di un mero automatismo, rinviando la causa per un nuovo esame.
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Sanzioni civili Gestione separata: niente stangata senza dolo
Un professionista ha impugnato la richiesta dell'INPS per il pagamento dei contributi alla gestione separata per l'anno 2008, contestando le sanzioni per evasione applicate a causa della mancata compilazione del quadro RR. La Corte di Cassazione, pur confermando l'obbligo contributivo principale, ha accolto il ricorso sulle sanzioni. Applicando la sentenza della Corte Costituzionale n. 55/2024, i giudici hanno stabilito che il professionista non è tenuto al pagamento delle sanzioni civili Gestione separata per l'anno 2008, poiché l'omessa compilazione del quadro RR per periodi precedenti al 2011 non costituisce un occultamento doloso automatico.
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Prescrizione contributi previdenziali: l’omissione non è dolo
Un professionista ha impugnato un avviso di addebito dell'INPS per contributi omessi relativi alla Gestione Separata. La Corte d'appello aveva ritenuto non operante la prescrizione contributi previdenziali, ritenendo che la mancata compilazione del quadro RR della dichiarazione dei redditi costituisse un occultamento doloso del debito, sospendendo così i termini. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del lavoratore autonomo, stabilendo che non esiste alcun automatismo tra la mancata compilazione del quadro RR e l'intenzione di nascondere il debito. Il giudice di merito deve accertare in concreto la reale volontà di occultamento del contribuente, senza basarsi su semplici congetture. La sentenza è stata cassata con rinvio.
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Prescrizione contributi previdenziali: l’omissione non è dolo
Un professionista ha impugnato la richiesta di pagamento dell'ente previdenziale per contributi omessi relativi all'anno 2011, eccependo l'avvenuta prescrizione. La Corte d'Appello aveva respinto l'eccezione, ritenendo che la mancata compilazione del quadro RR costituisse un doloso occultamento del debito idoneo a sospendere i termini. La Corte di Cassazione ha invece accolto il ricorso del lavoratore autonomo. I giudici hanno stabilito che la prescrizione contributi previdenziali decorre dalla scadenza del termine di pagamento e che l'omessa compilazione del quadro RR non comporta alcun automatismo di occultamento doloso. Di conseguenza, la richiesta di pagamento, giunta oltre i cinque anni, è tardiva e il debito è estinto.
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Prescrizione dei contributi previdenziali: l’omissione non è dolo
L'INPS ha richiesto il pagamento dei contributi previdenziali a un avvocato non iscritto alla Cassa forense per l'anno 2011. Il professionista ha eccepito la prescrizione dei contributi previdenziali. L'ente previdenziale ha sostenuto che la mancata compilazione del "Quadro RR" nella dichiarazione dei redditi costituisse un occultamento doloso del debito, idoneo a sospendere il termine di prescrizione. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso dell'INPS, confermando la decisione della Corte d'Appello. I giudici hanno chiarito che l'omessa compilazione del quadro fiscale non equivale automaticamente a un comportamento doloso, specialmente se il contribuente ha regolarmente dichiarato il proprio reddito complessivo e l'obbligo di iscrizione alla Gestione separata non era ancora pacifico all'epoca dei fatti. Di conseguenza, il credito dell'INPS è stato dichiarato prescritto.
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Prescrizione contributi previdenziali: l’ente perde la causa
Un avvocato libero professionista, non iscritto alla Cassa Forense, ometteva di compilare il quadro RR della dichiarazione dei redditi, non versando i contributi alla Gestione Separata. L'ente previdenziale richiedeva il pagamento oltre il termine di cinque anni, sostenendo che l'omessa compilazione del quadro RR costituisse un occultamento doloso del debito, capace di sospendere la prescrizione. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso dell'ente previdenziale. I giudici hanno chiarito che non esiste alcun automatismo tra la mancata compilazione del quadro RR e l'occultamento doloso del debito. Di conseguenza, opera la ordinaria prescrizione contributi previdenziali quinquennale, rendendo nullo il recupero crediti tardivo dell'ente previdenziale.
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Prescrizione contributi previdenziali: Quadro RR vuoto, INPS ko
L'INPS ha richiesto il pagamento dei contributi previdenziali a un praticante avvocato per l'anno 2011. Il professionista non aveva compilato il "Quadro RR" della dichiarazione dei redditi, pur avendo dichiarato i propri compensi nel "Quadro CM". La Corte d'appello ha dichiarato la prescrizione contributi previdenziali, escludendo che l'omessa compilazione del Quadro RR costituisse un occultamento doloso del debito. La Corte di Cassazione ha confermato questa decisione, dichiarando inammissibile il ricorso dell'INPS. I giudici hanno chiarito che non esiste alcun automatismo tra la mancata compilazione del quadro previdenziale e la volontà di nascondere il debito, specialmente se i redditi sono stati comunque dichiarati al fisco e vi era incertezza normativa sull'obbligo di iscrizione alla Gestione separata. L'ente previdenziale perde la causa e viene condannato a pagare le spese legali.
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Prescrizione dei contributi previdenziali: l’omissione non è dolo
L'Ente Previdenziale ha richiesto il pagamento di contributi omessi a un Libero Professionista. Quest'ultimo si è opposto eccependo la prescrizione dei contributi previdenziali. L'Ente sosteneva che la mancata compilazione del quadro RR nella dichiarazione dei redditi costituisse un doloso occultamento del debito, idoneo a sospendere i termini di prescrizione. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'Ente, confermando che la mancata compilazione del quadro RR non fa scattare automaticamente l'occultamento doloso. Di conseguenza, il debito contributivo è stato dichiarato prescritto poiché il termine decorre dalla scadenza del pagamento e non dalla presentazione della dichiarazione. L'Ente Previdenziale è stato condannato al pagamento delle spese processuali.
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Prescrizione contributi previdenziali: quadro RR vuoto non è dolo
L'INPS ha richiesto il pagamento di contributi previdenziali a una professionista iscritta alla Gestione Separata. La Corte d'Appello ha dichiarato prescritti tali crediti. L'INPS ha proposto ricorso in Cassazione, sostenendo che la mancata compilazione del quadro RR della dichiarazione dei redditi da parte della professionista avesse occultato dolosamente il debito, sospendendo così la prescrizione. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso dell'ente previdenziale. I giudici hanno chiarito che non esiste alcun automatismo tra la mancata compilazione del quadro RR e l'occultamento doloso del debito. Quest'ultimo costituisce un accertamento di fatto che non può essere rivalutato in sede di legittimità. Di conseguenza, trova applicazione la prescrizione contributi previdenziali in favore della professionista.
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Prescrizione contributi INPS: quadro RR vuoto non è dolo
L'INPS ha richiesto a un professionista il pagamento dei contributi per la Gestione Separata. Il professionista ha eccepito la prescrizione del credito, essendo trascorso il termine di cinque anni. L'ente previdenziale ha sostenuto che la mancata compilazione del quadro RR nella dichiarazione dei redditi costituisse un doloso occultamento del debito, idoneo a sospendere la prescrizione. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso dell'INPS. I giudici hanno chiarito che l'omessa compilazione del quadro RR non equivale automaticamente a un occultamento intenzionale, soprattutto perché l'ente dispone di autonomi poteri ispettivi per verificare i redditi. Di conseguenza, la prescrizione contributi INPS è confermata, poiché il primo atto interruttivo è stato notificato oltre i cinque anni dall'esigibilità del credito.
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Prescrizione contributi previdenziali: Quadro RR vuoto non è dolo
L'INPS ha richiesto a un libero professionista il pagamento dei contributi per la Gestione separata relativi all'anno 2008. Il professionista ha eccepito la prescrizione del credito, sostenendo che il termine di cinque anni fosse già decorso al momento della notifica dell'avviso di pagamento nel 2014. L'INPS ha contestato la decisione, sostenendo che la prescrizione fosse sospesa a causa della mancata compilazione del Quadro RR nella dichiarazione dei redditi (ritenuta occultamento doloso) e che il termine iniziale fosse prorogato da un decreto ministeriale. La Corte di Cassazione, con un'ordinanza interlocutoria, ha rimesso la causa alla Sezione Quarta civile per approfondire la rilevabilità d'ufficio della corretta decorrenza del termine, non decidendo ancora il vincitore ma rinviando la discussione sul tema della prescrizione contributi previdenziali.
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Prescrizione contributi previdenziali: l’INPS perde in Cassazione
L'INPS ha richiesto a un libero professionista il pagamento dei contributi per l'anno 2011 relativi alla Gestione separata. L'ente previdenziale ha notificato la richiesta oltre il termine di cinque anni, sostenendo che la prescrizione fosse sospesa a causa della mancata compilazione del quadro RR nella dichiarazione dei redditi, configurando un doloso occultamento del debito. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'INPS, confermando che la semplice omissione del quadro RR non equivale a un occultamento intenzionale se i redditi sono stati comunque dichiarati. Di conseguenza, è stata dichiarata la prescrizione contributi previdenziali, poiché l'istituto avrebbe potuto accertare il debito tramite i normali controlli incrociati con l'Agenzia delle Entrate.
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